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I Dossier Europei al centro dell’attenzione a fine 2025

L’Europa intervenendo su temi come pesi e dimensioni, veicoli a zero emissioni e flotte, controlli periodici e su strada e lavoro, conferiscono al trasporto e la logistica il ruolo di “industria strategica”

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aula parlamento europeo v2

Le ultime settimane del 2025 stanno segnando una fase di svolta per le politiche europee in materia di trasporto e logistica. Dai dossier su pesi e dimensioni dei veicoli, al pacchetto automotive, passando per la riforma dei controlli tecnici e il nuovo disegno europeo sul lavoro, emerge con chiarezza un dato politico ed economico ormai incontrovertibile: trasporto e logistica non sono più da ritenere un servizio ancillare alla produzione, ma una vera e propria industria strategica, determinante per la competitività del sistema europeo e, in modo specifico, del Made in Italy.

È questo il quadro che si ricava dagli ultimi lavori seguiti da IRU e dalle decisioni assunte in sede di Consiglio UE.

Pesi e dimensioni: il Consiglio sblocca una riforma attesa da anni

Il 4 dicembre 2025 i Ministri dei Trasporti dell’Unione hanno adottato il General Approach sulla revisione della Direttiva 96/53/CE su pesi e dimensioni dei veicoli industriali (allegato 5). Un passaggio politico rilevantissimo – trattato da FIAP nella nota datata 5 dicembre 2027 dal titolo Pesi e dimensioni: il Consiglio UE adotta il “general approach”   -  che chiude anni di trattative e apre formalmente la fase dei negoziati interistituzionali con Parlamento e Commissione.

Tra i contenuti più significativi figurano:

  • l’introduzione delle 44 tonnellate per i veicoli a zero emissioni,
  • un rafforzamento del riconoscimento transfrontaliero dei sistemi EMS, su base bilaterale,
  • ulteriori facilitazioni per l’operatività dei mezzi ZEV nel traffico internazionale.

Si tratta di una riforma che, nelle intenzioni del legislatore europeo, mira a coniugare efficienza, sostenibilità e certezza delle regole, ridando al trasporto stradale un ruolo pienamente coerente con le esigenze delle filiere industriali e della logistica internazionale. Come già anticipato, la partita ora si sposta nei cosiddetti triloghi, dove il confronto tra Commissione, Consiglio e  Parlamento sarà decisivo per definire l’equilibrio finale del testo.

Automotive Package: rafforzata la linea contro gli obblighi sulle flotte

Grande attenzione concentra anche l’Automotive Package, che include la revisione degli standard CO₂ per auto e furgoni, il dossier sulle Greening Corporate Fleets, la strategia sulle batterie e l’Automotive Omnibus.

Grazie anche alla mobilitazione decisa e organizzata da IRU, culminata in una petizione con oltre 5.300 firme di imprese e stakeholders di molti Paesi europei, Italia compresa e che ha visto il forte contributo di FIAP, e alla forte pressione esercitata da numerosi Stati membri, l’ipotesi iniziale di introdurre obblighi europei di acquisto di veicoli a zero emissioni per le flotte aziendali appare oggi fortemente ridimensionata. L’orientamento politico si sta spostando verso incentivi, sostegno infrastrutturale e, al più, obiettivi affidati agli Stati membri, non direttamente agli operatori economici.

In questo contesto è tornato centrale il principio della neutralità tecnologica, richiamato anche nella lettera congiunta inviata al Presidente della Commissione da sei Primi Ministri, tra i quali Giorgia Meloni (allegato 1). Per meglio comprendere in significato, la neutralità tecnologica è un principio di regolazione: l’Unione deve fissare obiettivi ambientali, ma non imporre una tecnologia unica per raggiungerli, lasciando a imprese e ricerca la libertà di individuare le soluzioni più efficaci.  Tale principio va distinto dalla pluralità tecnologica, che descrive invece la realtà operativa del mercato, nel quale oggi convivono elettrico, biocarburanti, LNG, HVO, idrogeno, fuel cell e motorizzazioni tradizionali evolute, in funzione delle diverse missioni di trasporto. In altre parole, la pluralità fotografa lo stato di fatto del settore, mentre la neutralità tecnologica ne tutela la libertà di sviluppo, evitando transizioni forzate e potenzialmente destabilizzanti.

Di rilievo, in questo importante contesto, la posizione fortemente contraria all’introduzione di target obbligatori di acquisto di veicoli ZEV nell’ambito della revisione degli standard CO₂ per auto e furgoni e delle future proposte sul trasporto stradale, espressa dal Gruppo ECR (allegat 2) a firma anche dei MEP Italiani Nicola ProcacciniCo-Presidente e Carlo FidanzaCapo della Delegazione italiana del Gruppo.

Road Worthiness Package: controlli periodici (revisioni) e su strada più moderni, ma sostenibili

Sul fronte dei controlli dei veicoli, il Consiglio ha adottato anche il General Approach sul così definito “Road Worthiness Package” (n.d.r. Roadworthiness = idoneità alla circolazione), che riformerà le revisioni periodiche, i controlli tecnici su strada (allegato 3) e i documenti di immatricolazione dei veicoli (allegato 4). Il compromesso raggiunto ha introdotto importanti correttivi rispetto alla proposta iniziale della Commissione, concentrata su obiettivi tecnologici e ambientali:

  • stop a nuovi oneri sproporzionati per i veicoli commerciali leggeri,
  • riduzione delle nuove dotazioni elettroniche obbligatorie,
  • telerilevamento delle emissioni mantenuto su base volontaria,
  • controlli sul carico ancora fondati su verifiche visive.

Si tratta di una revisione che ha l’obiettivo di modernizzare il sistema delle verifiche, contenendo lo scarico dei costi sulle imprese. Il tema si presenta alquanto ostico ed il prossimo confronto con il Parlamento europeo sarà determinante per la chiusura definitiva del quadro normativo.

Su questo tema è in produzione una specifica nota di carattere prevalentemente tecnico, finalizzata alla migliore comprensione degli obiettivi e degli orientamenti in esame, la cui pubblicazione avverrà nei prossimi giorni.

Lavoro e competenze: al via la riforma europea dei “Quality Jobs”

Sul piano sociale, la Commissione ha avviato la Quality Jobs Roadmap, riconoscendo ufficialmente la carenza strutturale di manodopera in settori strategici come l’autotrasporto. Sono in arrivo un futuro Quality Jobs Act, la revisione delle regole su formazione e qualificazione dei conducenti, misure su parcheggi sicuri e aree di sosta, oltre a nuovi strumenti per l’ingresso di lavoratori extra-UE attraverso il riconoscimento digitale delle competenze e politiche sui visti.

Nel 2026 sono inoltre previsti la revisione delle regole sugli appalti pubblici e un nuovo Fair Labour Mobility Package, che ridisegnerà il quadro europeo della mobilità del lavoro.

Trasporto e logistica al centro della politica industriale europea

Da tutti questi dossier emerge un messaggio politico netto: il trasporto e la logistica sono oggi una infrastruttura industriale del Paese, indispensabile per l’export, per le filiere dell’agrifood, della moda, della meccanica, della distribuzione, per la sicurezza energetica e per la resilienza dell’economia europea nel suo complesso.

È in questo scenario che si colloca il ruolo della FIAP, impegnata a presidiare una fase storica in cui le scelte europee non riguardano più soltanto il “settore”, ma il futuro dell’industria dei trasporti e della logistica come pilastro strutturale dello sviluppo economico nazionale ed europeo.

*** - ***

Si informa e specifica che possibili aggiornamenti su alcuni di questi Dossier potranno derivare dalle decisioni che saranno assunte nella prossima Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo che si svolgerà a Strasburgo dal 15 al 18 dicembre prossimi.

(fonte IRU e FIAP)

a cura di Piero Savazzi - Coord.re rapporti con l’Europa & Area Tecnica e normativa

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