Il nuovo Roadworthiness Package - ossia il Pacchetto sull’idoneità tecnica sui veicoli - presentato dalla Commissione Europea ridisegna in modo profondo il sistema dei controlli tecnici dei veicoli commerciali. Si tratta di una revisione ampia e strutturale che aggiorna le direttive sulle revisioni periodiche e sui controlli su strada, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza stradale e ridurre le emissioni. Nei fatti, però, le nuove regole delineano un modello di verifica molto diverso da quello utilizzato finora, con implicazioni significative per trasportatori, autorità nazionali e centri di prova.
La principale novità riguarda la separazione funzionale, ma con una chiara integrazione operativa, tra due forme di controllo:
- le revisioni periodiche (PTI),
- i controlli tecnici su strada (RSI).
Mentre in passato i due ambiti erano collegati solo in modo formale, oggi diventano parti di un’unica architettura digitale e informativa, fondata su scambio dati, tecnologie di pre-screening e criteri europei di valutazione del rischio.
Revisioni periodiche: più tecnologia, più complessità, più responsabilità
La proposta della Commissione amplia significativamente il numero di elementi da verificare durante il PTI – Periodic Technical Inspection, riflettendo l’evoluzione tecnologica dei veicoli. Entrano a far parte dei controlli i nuovi sistemi ADAS - Advanced Driver Assistance Systems, le verifiche obbligatorie sulle sospensioni, gli elementi specifici per i veicoli elettrici e – per la prima volta – i primi criteri per la valutazione delle batterie.
Per le imprese e per le officine autorizzate ciò significherà tempi di revisione più lunghi, nuove competenze tecniche, investimenti in attrezzature e una maggiore complessità nella gestione delle flotte. IRU nelle proprie osservazioni, esternate nel corso dei colloqui intercorsi sull’argomento presso il Parlamento Europeo, condivise da FIAP, ha evidenziato la necessità di evitare colli di bottiglia e ritardi operativi, garantendo capacità sufficiente nei centri di prova e un’applicazione armonizzata tra Stati membri.
Una questione cruciale riguarda inoltre i veicoli elettrici leggeri N1, che per effetto del peso delle batterie rischiano di essere classificati come N2, con obblighi di controllo più severi. FIAP, in linea con IRU, sostiene l’innalzamento della soglia a 4,25 tonnellate è fondamentale per evitare distorsioni e penalizzazioni nell’impiego di veicoli leggeri a zero emissioni.
Controlli su strada: arriva il “remote sensing”
Sul fronte RSI – Road Side Inspections, il cambiamento è ancora più marcato. Il pacchetto introduce infatti un sistema europeo di pre-screening remoto tramite sensori ambientali, in grado di rilevare emissioni e rumore dei veicoli in transito. I mezzi che superano determinate soglie saranno selezionati per controlli tecnici mirati.
Questo modello, già utilizzato in alcuni Paesi extra-UE, rappresenta un passaggio da ispezioni occasionali a controlli basati su dati e profilo di rischio dell’impresa. Il target fissato dalla Commissione – il 30% della flotta nazionale sottoposto ogni anno a screening remoto – è ambizioso e pone sfide importanti in termini di infrastrutture, standard tecnici, interoperabilità e formazione del personale.
IRU e diverse amministrazioni nazionali hanno segnalato che un’introduzione troppo rapida potrebbe generare risultati poco affidabili, soprattutto per quanto riguarda le misurazioni acustiche. Per FIAP, è essenziale che il roll out sia graduale e basato su criteri comuni, per evitare approcci divergenti tra Paesi e un aumento ingiustificato dei fermi su strada.
Un sistema di controlli integrato e più digitale
Le nuove regole sui documenti di registrazione dei veicoli completano questa architettura, introducendo certificati digitali, aggiornamenti in tempo reale e piena interoperabilità con le banche dati europee attraverso il nuovo MOVE-HUB.
Si tratterà di un passo avanti significativo, che però richiede backup affidabili, accesso costante per le autorità e una valutazione accurata della compatibilità con sistemi già esistenti (IMI, ERRU, eFTI).
Conclusioni e prossimi passi
Il nuovo Roadworthiness Package rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui verrà garantita la sicurezza tecnica dei veicoli in Europa. Opportunità e criticità coesistono: da un lato maggiore armonizzazione, digitalizzazione e controllo; dall’altro il rischio di un aumento dei costi operativi, di una complessità tecnica crescente e di tempi più lunghi per le verifiche.
FIAP segue da vicino il percorso legislativo presso Parlamento e Consiglio, fornendo il proprio contributo ai MEP Italiani, affiancando IRU, nella promozione di un’applicazione equilibrata e sostenibile delle nuove regole.
Prossimi passi in EU
Successivamente alla adozione del General approach sulla Roadworthiness, avvenuto lo scorso 4 dicembre (vedi nota FIAP I Dossier Europei al centro dell’attenzione a fine 2025 pubblicata lo scorso 9 dicembre 2025), il percorso prevede la presentazione della bozza del rapporto il 13 gennaio 2026, con scadenza per le modifiche il 15 gennaio e votazioni previste intorno a metà marzo.
In allegato, un documento tecnico sintetico di approfondimento con l’analisi delle proposte e delle osservazioni formulate da IRU (allegati in EN).
Nota a cura di Piero Savazzi - Coord.re rapporti con l’Europa & Area Tecnica e normativa