[list-ul type="check"][li-row]ATIVA 1,72 %[/li-row][li-row]AUTOSTRADE PER L’ITALIA 1,51 %[/li-row][li-row]AUTOSTRADE DEL BRENNERO 1,67 %[/li-row][li-row]AUTOVIE VENETE 1,88 %[/li-row][li-row]BRESCIA - PADOVA 2,08 %[/li-row][li-row]CAV – CONC. AUTOST.LI VENETE 0,32 %[/li-row][li-row]AUTOSTRADA DEI FIORI 0,98 %[/li-row][li-row]MILANO SERRAVALLE MILANO TANG.LI 13,91 %[/li-row][li-row]TANGENZIALE DI NAPOLI 4,31 %[/li-row][li-row]RAV – RACCORDO AUT.LE V. d’AOSTA 52,69 %[/li-row][li-row]SALT 2,10 %[/li-row][li-row]SAT 1,33 %[/li-row][li-row]AUTOSTRADE MERIDIONALI 5,98 %[/li-row][li-row]SATAP TRONCO A4 8,43 %[/li-row][li-row]SATAP TRONCO A21 1,67 %[/li-row][li-row]SITAF 5,71 %[/li-row][li-row]TORINO - SAVONA 2,79 %[/li-row][li-row]STRADA DEI PARCHI 12,89 %[/li-row][li-row]BREBEMI 4,69 %[/li-row][li-row]TEEM 2,70 %[/li-row][li-row]PEDEMONTATA LOMBARDA 1,70 %[/li-row][/list-ul]
Non hanno incrementato il pedaggio, alla stessa data, la ASTI – CUNEO, il CONSORZIO AUTOSTRADE SICILIANE, la CENTRO PADANE, l’AUTOCAMIONALE DELLA CISA e la SAV. “Visto che gli aumenti autostradali dovrebbero trovare, in larga parte, la loro ragion d’essere negli investimenti fatti dai concessionari sulla rete – osserva Alessandro Peron Direttore Organizzativo di FIAP - sarebbe davvero utile individuare quali siano stati questi investimenti. Ci preme, più di tutto, sapere quanti di questi “investimenti” siano stati diretti al miglioramento della sicurezza stradale, tanto invocata anche in questi ultimi giorni, visti gli esiti del grave incidente avvenuto sulla A21. E nell’analisi del fattore sicurezza dovrebbero entrare anche elementi oggettivi, come il numero delle corsie, la tipologia del manto autostradale e delle barriere di protezione delle corsie, così come la disponibilità di aree di sosta adeguatamente attrezzate per consentire ai conducenti professionali di poter riposare in condizioni accettabili. In un sistema a concessione questi elementi dovrebbero essere considerati. Si fa un gran parlare degli imprenditori dell’autotrasporto, che fanno guidare i propri autisti senza sosta e con veicoli non sicuri, che fanno business sulle spalle degli altri, ma raramente ci si sofferma a pensare alle sfide e alle difficoltà che queste imprese devono affrontare quotidianamente per lavorare in modo sufficientemente profittevole, tra aumenti dei costi, prezzi per i servizi di trasporto che si assottigliano, dumping sociale, tempi di pagamento non rispettati – nonostante la vigenza di una precisa normativa in merito, disattesa e priva dei controlli da parte degli Enti competenti - accertamento delle responsabilità ancora troppo poco esteso a tutti i soggetti della filiera del trasporto, come dovrebbe essere.” “Finalmente la protesta si è fatta più corale, e raccoglie la voce di più Rappresentanze del mondo del trasporto e della logistica – afferma Silvio Faggi, Segretario Generale della Federazione. Non essere più la voce isolata di protesta su questo tema, fa sicuramente piacere, ma questa nuova affinità vorremmo che si trasformasse in una azione più concreta, più diretta, che abbia nel suo mirino una maggiore chiarezza e trasparenza nei meccanismi di incremento e nelle finalità, superando il concetto di “price-cap” che oggi, per la voce pedaggi autostradali, ha unicamente l’evidenza di una definizione concettuale, letterale, di vocabolario. Ci sono alcune questioni, insieme a quella dell’incremento dei pedaggi autostradali, che meriterebbero, infatti, una osservazione “corale” più approfondita, come quella della indetraibilità delle fatture per servizi/prodotti non liquidate. Auspico che le consulte future siano disponibili ad affrontare questi argomenti, senza remore.” Piero Savazzi Per coloro i quali fossero interessati a comprendere in modo approfondito i meccanismi legati alle Concessioni Autostradali, consigliamo la lettura del libro "I Signori delle autostrade", del Prof. Giorgio Ragazzi (2008).Pedaggi autostradali. Gli aumenti, questa volta, sollevano (finalmente) una protesta corale
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“Anno nuovo, rincari autostradali puntuali – dice Massimo Bagnoli Presidente Nazionale di FIAP - e con la stessa puntualità torniamo a denunciare la mancanza di trasparenza di questi aumenti, dei quali tutti quelli che per lavoro, necessità, opportunità, utilizzano l’infrastruttura, non percepiscono la validità e la legittimità”.
Anche per il 2018 il rialzo di questa voce di spesa - stimabile nell’8-10% dei costi complessivi di esercizio - è considerevole, guardando alle tratte di maggior percorrenza ed alla frequenza di utilizzo delle infrastrutture. Viste le percentuali di aumento, così diverse, anche il calcolo di una media degli incrementi diventa incoerente: si passa dallo 0,32% di aumento per la CAV – Concessioni Autostradali Venete S.p.A. al 52,69% del Raccordo Autostradale della Valle d’Aosta. Le imprese, in tal senso, dovranno fare un lavoro di verifica approfondita della voce “Pedaggi” iscritta nella loro contabilità, tenuto conto delle tracce effettuate nell’esecuzione dei loro servizi, per individuare l’incremento da considerare nel calcolo del costo dei loro servizi.
Sotto i riflettori è, ancora una volta, il già noto D.L. 98/2011 con il quale è stata introdotta la disciplina delle tariffe autostradali che prevede un meccanismo di adeguamento dei pedaggi legato all’inflazione, programmata o reale, al recupero della produttività, agli investimenti e, infine, ad un non meglio definito concetto di “qualità”.
Ed è proprio “su quest’ultima e molto consistente parte della base di calcolo degli incrementi che - denuncia Bagnoli - cala l’incertezza più totale, sia sui numeri che sui tecnicismi di calcolo utilizzati”.
Ecco le percentuali di aumento dal 1° gennaio 2018: