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La logistica che compri decide quanto il tuo prodotto agroalimentare è competitivo

Controllo dei mercati, rapporti di filiera e gestione del franco destino: il ciclo di panel del Logistic Village dedicato alla competitività del food italiano sui mercati internazionali.

| Pubblicato in News
Agroalimentare v3

Per molti responsabili logistici e supply chain manager dell'industria agroalimentare, la logistica è ancora una voce di costo da ottimizzare. Il fornitore si sceglie sul prezzo, il contratto si rinnova per inerzia, e le conseguenze di quelle scelte si vedono altrove — nei resi, nei margini erosi, nella difficoltà a presidiare i mercati con continuità. Eppure la logistica è la leva attraverso cui un prodotto agroalimentare raggiunge il mercato, mantiene la qualità lungo la filiera e costruisce la relazione con il cliente finale.

Dal 13 al 16 maggio, al Padiglione 22 di Fiera Milano Rho, il FIAP Logistic Village nell'ambito di Transpotec Logitec 2026 offre ai manager della committenza agroalimentare quattro giorni di confronto con operatori logistici, esperti di settore e istituzioni. La manifestazione è patrocinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell'Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Parlamento Europeo.

Il rapporto con i fornitori logistici: è il momento di cambiare approccio


Finché committenti e operatori si incontrano solo nella negoziazione del prezzo, il risultato è sempre una conversazione su chi cede di più. Il Village costruisce un contesto diverso — con dati, esperti e istituzioni — in cui nascono partnership invece di forniture e strategie invece di listini.

Il 13 maggio, il panel dedicato al rapporto tra committenza e operatori, affronta i problemi concreti che chi compra logistica riconosce immediatamente: capitolati che scaricano tutto il rischio sul fornitore, tempi di pagamento che generano tensioni croniche, clausole contrattuali che espongono la committenza a responsabilità spesso ignorate. Un legale esperto del settore guida il confronto e aiuta a capire cosa si può cambiare. Il giorno successivo il confronto si fa ancora più operativo: tre nodi da sciogliere subito, portati da chi siede su entrambi i lati del tavolo, per uscire dall'incontro con strumenti concreti da applicare nei prossimi contratti.

Il controllo del mercato inizia dalla scelta del partner logistico


Il Padiglione 22 ospita il FIAP Logistic Village in concomitanza con TUTTOFOOD — una presenza che porta una platea qualificata di operatori del settore alimentare da tutta Europa. È il contesto giusto per affrontare un tema che riguarda ogni impresa che vende fuori dai propri confini: il Made in Italy agroalimentare è uno dei brand più forti sui mercati nazionali ed europei, eppure troppo spesso quando il prodotto lascia lo stabilimento e passa in mani di operatori scelti sul prezzo, con lui va anche la capacità di presidiare la relazione con il cliente finale.

Il panel sull'agroalimentare del 14 maggio affronta questa dinamica con dati e casi concreti — quanto costa davvero portare un prodotto italiano su uno scaffale tedesco o francese, e dove la filiera logistica perde valore lungo il percorso. Il panel sull'export del 15 maggio approfondisce invece una scelta strategica che ogni responsabile supply chain dovrebbe affrontare con piena consapevolezza: franco fabbrica o franco destino non è solo una clausola contrattuale, è una decisione sul controllo del mercato di destinazione e sulla relazione con il cliente finale. Due appuntamenti distinti che insieme costruiscono una visione completa su come presidiare i mercati con consapevolezza.

Rischi e sostenibilità: due priorità già dentro le decisioni di acquisto


Grande distribuzione organizzata, retailer internazionali, buyer europei: chiedono sempre più spesso ai loro fornitori garanzie sulla sostenibilità della supply chain, audit sui fornitori logistici, rendiconti sulla carbon footprint. Non è più una questione di sensibilità ESG — è una condizione di accesso al mercato.

Il panel del 16 maggio sulla transizione energetica affronta questo tema con concretezza: le normative europee su ETS e carbon pricing non riguardano solo i vettori — riguardano come li scegli, come li remuneri e come misuri la carbon footprint della tua filiera. Il panel del 13 maggio sui rifiuti nelle filiere tocca invece una responsabilità che molte imprese agroalimentari sottovalutano: chi affida la gestione dei rifiuti — imballaggi, scarti di produzione, sottoprodotti — a un operatore logistico non è automaticamente sollevato da ogni responsabilità. Il RENTRI ha cambiato la tracciabilità, il regolamento europeo sulle spedizioni transfrontaliere ha alzato il livello di compliance, e il D.lgs. 231 espone direttamente le imprese committenti a sanzioni in caso di gestione irregolare da parte del vettore. Non sapere non protegge — anzi espone. Il panel del 14 maggio pomeriggio completa il quadro con una mappa pratica delle responsabilità legali più ampie — cosa succede se il fornitore logistico ha un incidente con la tua merce, quali sono le implicazioni di una filiera che si interrompe, come i rischi di governance entrano nelle decisioni di acquisto.

Partecipare al FIAP Logistic Village significa anche contribuire al Manifesto FIAP — il documento che la Federazione porta nelle sedi istituzionali come proposta concreta per la competitività delle filiere italiane. La voce della committenza agroalimentare è parte essenziale di quel contributo.

Per consultare il programma completo degli eventi o per richiedere l'accesso riservato, visitare www.logisticvillage.it

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