Solo dopo la proclamazione del fermo siamo riusciti ad essere convocati dal Sottosegretario ai Trasporti Sen. Simona Vicari, con la non celata speranza di avere almeno qualcuna di quelle risposte che aspettiamo da oltre un anno.
All'incontro oltre al Sottosegretario Vicari erano presenti il capo di Gabinetto Bonaretti, il Presidente dell'Albo Maria Teresa Di Matteo, il Direttore Finocchi, il Dott. Sangiorgio ed il Dott. Macera.
Purtroppo è andata come temevamo, nella sostanza ben poco è stato fatto mentre non sono mancati, come di consueto, impegni e promesse.
In particolare ci premeva capire cosa era stato fatto o cosa si pensava di fare su alcuni temi a noi molto cari, a cominciare dal contrasto alla concorrenza sleale praticata dai vettori esteri.
Un tema caldo, e non da oggi come ben sanno le imprese, sul quale la stessa sottosegretaria è apparsa imbarazzata perché pur capendo e sostenendo le nostre ragioni ha dovuto spiegarci che, se in Italia ancora non sono state prese iniziative, come invece hanno fatto altri Paesi europei (vedi la Germania o la Francia con la legge Macron), ciò è dovuto a un irrigidimento del nostro Ministero del Lavoro il quale, da buon Europeista, non se la sente di andare contro le direttive Europee.
Forse la sen. Vicari ha inteso esortarci a procedere nella programmazione del fermo dell’autotrasporto per smuovere la pigrizia di Ministri ? Non ci è dato saperlo con certezza, ma non sarebbe la prima volta che, per “favorire” l’assunzione di una linea da parte del Governo non da tutti i ministri condivisa, si sia reso necessario un “aiutino”.
Abbiamo fatto notare che lo stesso Ministero del Lavoro – sempre così attento a non adottare provvedimenti che potrebbero irritare la U.E. - non ha fatto nulla, nel frattempo, per risolvere il problema di quelle fantomatiche società estere che somministrano personale a costi e con modalità completamente fuori legge.
Un altro punto che ci ha lasciati perplessi, è stata la richiesta di un nostro parere su come modificare le norme che regolamentano i trasporti eccezionali alla luce di quello che è recentemente successo. Sinceramente siamo rimasti sorpresi e contenti di così tanta fiducia, ma riteniamo che sia compito delle istituzioni legiferare e proporre soluzioni che garantiscano la sicurezza stradale a tutti noi cittadini.
Non è mancata la consueta lista dei "fioretti" (non dimentichiamoci che ormai siamo a maggio) intesi come impegni da assolvere in tempi brevissimi, infatti ci è stato assicurato che sono di prossima attuazione norme quali:
- l'obbligo di avere la documentazione a bordo, con eventuali sanzioni su strada per i vettori comunitari che fanno cabotaggio in Italia;
- la possibilità di avere una copia conforme del libretto per i semirimorchi;
- l'oramai tanto aspettata decontribuzione per gli autisti impegnati nei trasporti internazionali.
Hanno voluto farci intendere, come buona notizia, l'assunzione da parte della motorizzazione di 30 ingegneri per le revisioni, che sono una inezia rispetto ai reali bisogni che pare si attestino intorno alle 280 unità, ma abbiamo molto apprezzato la sospensione sine die della circolare che imponeva alle imprese di effettuare una specie di pre-revisione obbligatoria presso le officine.Su questo tema la posizione di FIAP è chiara: se le Motorizzazioni non sono in grado di fare le revisioni nei termini che la legge impone, si affidi questo servizio alle officine private, lasciando allo Stato il compito del controllo sulla corretta esecuzione delle operazioni, così come già avviene per la revisione delle vetture.
La sicurezza della circolazione è un obiettivo prioritario che non può e non deve essere subordinato alle disponibilità di bilancio per dar corso all’assunzione di personale specializzato soprattutto se vi sono soggetti privati in grado di svolgere questi compiti.
Altra cosa che almeno si è riusciti a strappare è l’impegno ad apportare una aggiunta all’art. 83bis in base alla quale i committenti che vorranno usufruire di contributi pubblici a qualsiasi titolo, dovranno sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva nella quale attestino che sono in regola con i pagamenti dei trasporti entro il termine massimo di 60 giorni. Dalle nostre parti si usa dire (rigorosamente in dialetto): piuttosto che niente, è meglio piuttosto…
Si chiudono le buone notizie sul tema marebonus e ferrobonus, il saldo delle autostrade entro maggio e l'integrazione con UNILAV del portale dell'Albo per la regolarità delle imprese, con la viva speranza di riuscire, nel frattempo, ad organizzare un incontro tecnico all'Albo, mirato ad analizzare il deludente lavoro svolto dalla società che sviluppa il software ed assumere le decisioni conseguenti.
Sui costi di riferimento invece regna ancora l'indecisione più totale da parte del governo su cosa fare.
Un successo? Un niente di fatto? Sicuramente qualcosa si è mosso, ma molto poco rispetto ai bisogni del nostro settore. Ci riserviamo di discutere e valutare più approfonditamente nel corso dell’esecutivo di UNATRAS che si terrà il 10 Maggio prossimo tutti gli aspetti cui abbiamo in questa sede solo accennato, ma in mancanza di novità sostanziali di qui a quella data, difficilmente si potrà evitare di fissare la data in cui si terrà il fermo nazionale dei servizi.E' arrivato il momento per gli imprenditori del trasporto che fanno parte degli organismi dirigenziali delle singole associazioni e di UNATRAS di essere presenti, partecipi agli incontri che si terranno nei prossimi giorni sul tema.
Nessuno può auspicare un fermo, ma riteniamo che la rappresentanza debba assolvere la sua missione con ogni mezzo, c'è in gioco la sopravvivenza delle aziende che vogliono rispettare le regole, cosa che sembra interessare poco al nostro Ministero, viste le risposte che continuano a non arrivare, e non può essere sufficiente assicurarci che manterranno l'accordo già preso sull'erogazione dei contributi al settore per revocare la decisione che le imprese hanno già preso.
Annotatevi la data del 10 maggio perché vi vorremmo al nostro fianco a difendere il sacrosanto diritto di svolgere il nostro lavoro nella legalità.