A ventiquattro ore dalla pubblicazione delle conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea sul ricorso promosso dall’Italia contro l’Austria, iniziano a delinearsi le prime reazioni politiche e associative. L’Avvocato generale Manuel Campos Sánchez-Bordona ha proposto alla Corte di riconoscere l’incompatibilità con il diritto dell’Unione del divieto di circolazione notturna, del divieto settoriale e del divieto invernale applicati ai veicoli pesanti lungo le autostrade A12 della Valle dell’Inn e A13 del Brennero.Le conclusioni non sono vincolanti per i giudici europei, che dovranno pronunciarsi con la sentenza definitiva, ma rappresentano un passaggio particolarmente rilevante nella controversia riguardante uno dei principali corridoi europei per la circolazione delle merci.
Le prime reazioni in Italia
In Italia, le conclusioni dell’Avvocato generale sono state accolte con soddisfazione da esponenti politici e istituzionali che vi hanno riconosciuto una conferma della fondatezza delle contestazioni rivolte alle restrizioni austriache. Paolo Borchia, eurodeputato della Lega, ha parlato di una prima vittoria e di una conferma della correttezza della battaglia italiana contro misure ritenute discriminatorie e dannose per la libera circolazione delle merci. Anche il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha definito il parere un passo avanti fondamentale, richiamando tuttavia l’attenzione sul permanere della criticità rappresentata dal sistema di dosaggio dei veicoli pesanti.
Il BGL: positivo il giudizio sui divieti, incomprensibile quello sul dosaggio
Il Bundesverband Güterkraftverkehr Logistik und Entsorgung – BGL, l’associazione tedesca del trasporto merci e della logistica, considera le conclusioni un’importante conferma della posizione sostenuta da tempo dal settore dell’autotrasporto. Il BGL accoglie favorevolmente la valutazione relativa ai divieti notturno, settoriale e invernale, ritenuti contrari al diritto europeo. L’associazione tedesca esprime invece una netta critica sulla conclusione riguardante il dosaggio, ossia la Blockabfertigung, considerata dall’Avvocato generale compatibile con il diritto dell’Unione quando si concretizzi in una limitazione della velocità e del flusso dei mezzi. Secondo il BGL, questa ricostruzione non corrisponde alla realtà operativa della misura. Il dosaggio viene programmato con largo anticipo e comporta l’arresto dei veicoli al confine tra Germania e Austria, con code che possono estendersi per decine di chilometri e tempi di attesa molto prolungati. Le conseguenze ricadono non soltanto sulle imprese e sui conducenti, ma anche sui territori situati a monte del confine austriaco. Le lunghe attese possono inoltre interferire con il rispetto delle norme europee sui tempi di guida e di riposo e determinare condizioni particolarmente difficili per gli autisti. Il BGL ha quindi rivolto alla Corte una richiesta esplicita: discostarsi, su questo specifico punto, dalle conclusioni dell’Avvocato generale.
Il Tirolo non arretra e chiede un “piano B”
Le prime reazioni provenienti dal Tirolo mostrano che le conclusioni non vengono considerate la fine della controversia. I Verdi tirolesi hanno parlato di un “giorno amaro per l’Europa”, sostenendo che la libertà di circolazione delle merci sia stata anteposta alla tutela della salute della popolazione. Hanno inoltre chiesto al Governo regionale di predisporre rapidamente un nuovo sistema di protezione dal traffico di transito. Tra le misure ipotizzate figurano un rafforzamento dei controlli sui veicoli pesanti, nuove aree di controllo e sistemi automatici di rilevazione della velocità lungo l’asse compreso tra Kufstein e il Brennero. La reazione -comunque attesa - lascia quindi prevedere che, qualora la Corte confermasse l’impostazione dell’Avvocato generale, il confronto non si concluderebbe con la semplice eliminazione delle misure contestate. Il Tirolo potrebbe cercare strumenti alternativi capaci di produrre effetti analoghi sul traffico pesante. Anche altre forze politiche tirolesi hanno sollecitato la predisposizione di misure sostitutive, mentre il Governo regionale mantiene un atteggiamento combattivo e sottolinea che la decisione definitiva spetterà alla Corte.
Vienna richiama il dialogo con Italia e Germania
Più prudente appare la posizione espressa a livello federale austriaco. Il ministro della Mobilità Peter Hanke ha ripetutamente richiamato la necessità di non compromettere i rapporti con Italia e Germania e di ricercare, attraverso il confronto con i Paesi confinanti, soluzioni condivise per il traffico del Brennero. Il richiamo al confronto trilaterale potrebbe rappresentare un segnale di disponibilità politica, ma non modifica la posizione di fondo austriaca sulla necessità di limitare l’impatto del traffico di transito sulla popolazione e sull’ambiente del Tirolo.
La posizione FIAP: il Brennero è anche una questione di politica industriale europea
FIAP considera particolarmente rilevante il riconoscimento, formulato dall’Avvocato generale, dell’incompatibilità con il diritto europeo dei principali divieti imposti unilateralmente dall’Austria. La tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza costituisce un obiettivo imprescindibile, ma le misure adottate non possono determinare una limitazione sproporzionata della libera circolazione delle merci lungo un corridoio essenziale per il mercato interno e per la competitività europea. Secondo FIAP, la questione del Brennero non può essere considerata esclusivamente come una controversia riguardante il traffico stradale. Il corridoio alpino costituisce una delle principali infrastrutture di collegamento tra il sistema industriale italiano e i mercati dell’Europa centrale. Le restrizioni applicate unilateralmente lungo questo asse incidono sulla continuità delle catene di approvvigionamento, sui tempi e sui costi della produzione, sulla capacità delle imprese di programmare i propri flussi logistici e, in definitiva, sulla competitività dell’intero sistema industriale europeo. Questo profilo assume ulteriore rilevanza nel quadro del futuro Industrial Accelerator Act, attraverso il quale l’Unione europea intende rafforzare la propria base industriale, la resilienza delle filiere e la capacità produttiva del mercato interno. Per FIAP non sarebbe coerente promuovere, da una parte, politiche europee finalizzate ad accelerare gli investimenti industriali e a rafforzare le catene del valore e, dall’altra, tollerare ostacoli territoriali e regolatori che limitano sistematicamente l’accessibilità logistica di uno dei principali Paesi manifatturieri dell’Unione. L’efficacia di una politica industriale europea dipende anche dalla possibilità di assicurare collegamenti affidabili, prevedibili e accessibili tra i territori nei quali sono localizzate le attività produttive e i rispettivi mercati di destinazione. Una decisione favorevole dovrebbe inoltre produrre conseguenze effettive e tempestive, evitando che misure riconosciute incompatibili con il diritto dell’Unione continuino a essere applicate o vengano sostituite da provvedimenti differenti, ma capaci di generare effetti analoghi. L’effettività della futura sentenza sarà decisiva anche per dissuadere dall’adozione di ulteriori restrizioni unilaterali. In caso di ritardi nell’esecuzione della sentenza o di introduzione di nuove misure sostanzialmente equivalenti a quelle dichiarate illegittime, sarebbe auspicabile il ricorso agli strumenti previsti dall’ordinamento europeo, comprese eventuali sanzioni economiche, quale concreto deterrente contro il protrarsi o il ripetersi delle violazioni.
FIAP condivide le criticità sulla Blockabfertigung
FIAP condivide le osservazioni formulate dal BGL sulla Blockabfertigung – ossia il dosaggio calendarizzato. La realtà operativa del dosaggio non può essere assimilata a una semplice limitazione della velocità. Si tratta di una restrizione quantitativa e programmata dell’accesso al corridoio (con tanto di semaforo regolatore), che produce lunghe code, ritardi, maggiori costi operativi e difficoltà nel rispetto delle norme sui tempi di guida e di riposo. Subito dopo la diffusione delle prime reazioni, FIAP ha contattato IRU e BGL, Organizzazione quest’ultima coordinatrice del gruppo di lavoro Alpen Transit, manifestando la propria condivisione delle criticità evidenziate sulla valutazione del sistema di dosaggio e la disponibilità a promuovere un’iniziativa comune. FIAP si è dichiarata pronta a contribuire alla predisposizione di una valutazione tecnica e operativa congiunta da sottoporre al Ministero italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo è rappresentare concretamente gli effetti prodotti dalla Blockabfertigung sulle imprese, sui conducenti, sui territori e sul funzionamento delle catene logistiche europee, sostenendo la richiesta affinché la Corte di giustizia, su questo specifico punto, si discosti dalle conclusioni dell’Avvocato generale.
Una controversia tutt’altro che conclusa
Le prime reazioni mostrano che il parere dell’Avvocato generale non chiude la partita. Da una parte, l’Italia e le associazioni dell’autotrasporto vedono riconosciuta la fondatezza delle contestazioni rivolte ai principali divieti austriaci. Dall’altra, il Tirolo si prepara a difendere o sostituire le misure esistenti, mentre il sistema di dosaggio rimane al centro di una divergenza ancora irrisolta. La futura sentenza della Corte sarà quindi decisiva non soltanto per stabilire la legittimità delle singole restrizioni, ma anche per definire fino a quale punto uno Stato membro possa condizionare unilateralmente l’accesso a un corridoio strategico del mercato europeo. La questione riguarda direttamente anche la credibilità delle future politiche industriali dell’Unione: non può esistere un’effettiva accelerazione industriale europea senza una rete di trasporto capace di assicurare continuità, affidabilità e libertà di accesso ai principali mercati e poli produttivi.