Lunedì scorso, puntuale alle ore 13,45 con l’intento di ascoltare l’intervista fatta al nostro valente Segretario Organizzativo Roberto Galanti, mi sono sintonizzato sulle frequenze di Radio24 nel consueto appuntamento con il mondo dell’autotrasporto. Sono rimasto molto soddisfatto dell’intervista rilasciata all’emittente confindustriale dal nostro segretario che ben ha spiegato la posizione di Fiap ed i motivi della protesta/provocazione che la stampa di settore ha ampiamente ripreso titolandola come “ operazione salta il casello”.
Poi però è successo quello che, in verità, non mi aspettavo: il conduttore, Andrea Ferro, ha dato voce anche all’amministratore delegato di una società concessionaria, il dott. Cesare Ramadori della Casa dei Parchi, la società che ha in gestione sia la A24 che la A25.
Questo è il modo corretto di fare servizio pubblico, fare ascoltare tutte le campane; però quando l’argomento, come nel caso dei meccanismi di adeguamento dei pedaggi autostradali, è complesso, l’ascoltatore rischia di non farsi una idea, o addirittura di farsene una sbagliata.
Questa, in buona sostanza, la motivazione che mi spinge a tornare sull’argomento attraverso la stampa prima ancora di decidere eventuali altre iniziative.
Fiap, come noto, nei giorni scorsi ha diramato, a firma mia, una posizione della Federazione che pone seri dubbi sulla legittimità e congruità degli aumenti dei pedaggi autostradali che sono soggetti ad una norma che, se non è superata e sempre che non abbiamo preso un abbaglio, sono vincolati a calcoli matematici che non dovrebbero lasciare spazio alcuno a libere interpretazioni oppure a contrattazioni di sorta. Cosa, quest’ultima, che invece ci vogliono far credere avvenga nell’interesse dell’autotrasportatore, e a toglierci i residui dubbi fu proprio il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Lupi lo scorso anno quando, uscendo dall’incontro con le concessionarie, affermò testualmente che “era riuscito a strappare un aumento medio solo del 5%”.
Nell’ascoltare l’intervista del Dott. Ramadori, la nostra convinzione che non ci sia la necessaria trasparenza nell’operazione si è ulteriormente rafforzata, in quanto la metodologia che ha spiegato a noi risulta essere stata superata da un nuovo sistema di calcolo normato dall’art.8-duodecies del D.L. 59/2008. Quindi se le regole per l’adeguamento dei pedaggi non sono chiare neppure all’Amministratore Delegato di una società concessionaria, che – fra l’altro - dice di parlare anche a nome delle altre, come possono esserlo per gli utenti, siano essi autotrasportatori o privati cittadini?
Per questo chiediamo che all’autotrasporto venga dato un posto al tavolo dove vengono presi in esame i costi degli investimenti sui quali poi i concessionari applicano i loro pesantissimi aumenti dei pedaggi che, sommessamente vorrei ricordare a tutti, in due anni di inflazione praticamente azzerata sono costati agli utenti un 5% medio l’anno scorso ed un 3,5% medio quest’anno. Aumenti che riteniamo essere irragionevoli e con forza chiediamo sia al Ministro dei trasporti che alle società concessionarie, se ovviamente non hanno nulla da nascondere, di rendere trasparenti e comprensibili a tutti le metodologie di calcolo adottate e i relativi documenti a supporto.
In poche parole: fateci vedere le carte! Pare che l’autotrasporto merci valga il 50% del fatturato delle concessionarie, pretendiamo rispetto e riteniamo di avere il sacrosanto diritto di poter controllare direttamente se le norme vigenti sono applicate correttamente e se gli investimenti ammessi sono … trasparenti.
Il Presidente Fiap
Massimo Bagnoli