di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP
Potrei raccontare il FIAP Logistic Village 2026 con i numeri: 18 panel, 80 relatori, migliaia di presenze tra imprenditori, manager del trasporto e della logistica e rappresentanti della committenza industriale, all'interno di Transpotec Logitec alla Fiera Milano Rho — la principale manifestazione italiana del trasporto professionale. Sono numeri importanti, e ne siamo orgogliosi. Ma non è di questo che voglio parlare. Perché il vero risultato di questa edizione è qualcosa che la FIAP insegue da anni e che per la prima volta si è concretizzato davanti ai nostri occhi in modo chiaro e tangibile.
Chi frequenta gli eventi del trasporto e della logistica sa come funzionano. Ci sono i relatori abituali — figure di riferimento del settore, competenti e autorevoli, che si incontrano da anni, si conoscono tutti, e finiscono per dirsi, panel dopo panel, cose che già sanno. Il FIAP Logistic Village 2026 è stato costruito per andare oltre. Per portare nel dialogo sulla logistica voci che normalmente non ci sono. Oltre la metà degli 80 relatori non aveva mai partecipato a un evento dedicato al trasporto e alla logistica. Alcuni lo hanno ammesso durante i lavori. Qualcuno ha detto che solo lì aveva capito davvero quanto questo settore li riguardasse — quanto le loro decisioni dipendessero da esso, quanto i suoi problemi fossero anche i loro problemi.
Perché il trasporto e la logistica hanno un paradosso: sono un asset strategico riconosciuto — muovono il Made in Italy nel mondo, garantiscono la continuità delle filiere produttive, tengono in piedi l'economia reale di questo Paese. Eppure, per chi riceve la merce a casa, per chi guarda solo il prezzo senza andare oltre, per chi scrive leggi senza conoscere il settore, siamo spesso dati per scontati. Invisibili non perché non contiamo — ma perché funzioniamo. Il Logistic Village 2026 è stato anche una risposta a questo.
Il primo risultato che voglio citare è l'interministerialità. Da anni la FIAP sostiene che il trasporto e la logistica non appartengono a un solo ministero — attraversano l'intera agenda di governo. Quest'anno questo riconoscimento si è concretizzato in modo formale: cinque patrocini ministeriali — il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell'Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale — più il Parlamento Europeo, con rappresentanti presenti in ogni panel. Non è una formalità protocollare. È la conferma istituzionale che la logistica è una questione di sistema Paese. A confermarlo sono stati, con contributi in presenza o da remoto, il Vicepresidente della Commissione Europea Fitto, i Ministri Pichetto Fratin, Urso, Crosetto e Locatelli, i Viceministri Rixi e Cirielli, numerosi parlamentari, assessori regionali e rappresentanti istituzionali europei e italiani di ogni schieramento.
Il secondo risultato è la costruzione di un hub di dialogo autentico tra tre mondi che raramente si incontrano: chi vende servizi logistici, chi li compra — industrie, PMI, filiere agroalimentari, grande distribuzione — e la politica e le istituzioni. In ogni panel, questi tre mondi erano rappresentati. I temi hanno toccato ciò che oggi definisce la competitività del sistema logistico italiano: dalla partnership con la committenza e i rischi di filiera alla competitività industriale del sistema Paese, dall'export e il controllo delle catene internazionali all'energia e alla sostenibilità, dal lavoro e le nuove competenze fino alla normativa europea e al suo impatto concreto sulle imprese.
Da questi confronti è nato il Manifesto per la Competitività del Sistema Logistico Italiano — un documento di lavoro che raccoglie le riflessioni emerse nei quattro giorni e diventerà la bussola delle strategie e dei confronti futuri della FIAP. Non un atto celebrativo. Uno strumento.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le 50 imprese che hanno esposto e sostenuto il Logistic Village, rendendo lo spazio vivo e partecipato. E senza uno staff FIAP che ha gestito ogni imprevisto e ogni dettaglio con la discrezione di chi lavora perché gli altri stiano bene. A loro va il mio ringraziamento più sincero.
In FIAP teniamo a una cosa sopra tutte: che ogni imprenditore e manager che investe il suo tempo con noi si porti a casa qualcosa di concreto, qualcosa che possa usare nel suo lavoro il giorno dopo. Quest'anno, di cose da portare a casa, ce ne sono state tante.
E poi c'è qualcosa che va oltre i panel, i relatori e il Manifesto. La FIAP è anche una famiglia — uno spazio dove lo staff, i nostri imprenditori e tutti coloro che ci incontrano condividono prima di tutto valori e relazioni personali. Perché i documenti si archiviano, gli eventi si dimenticano. Le persone restano.
La logistica muove l'Italia. Al Logistic Village 2026, l'Italia ha scelto di parlarne davvero.





