Leggiamo con interesse ciò che una Associazione di categoria, il 15 Luglio scorso, scriveva in un suo documento inviato al sottosegretario ai Trasporti Del Basso De Caro e, non nascondiamo che già alla prima riga, ci siamo chiesti a che pro si scrivano simili fesserie, foriere soltanto di guai per la categoria.
A questo proposito riportiamo il testo integrale pubblicato sul sito di questa sedicente associazione di tutela degli autotrasportatori, ormai ridotta ad un cespuglio all’interno di una grande organizzazione confederale di committenti.
Il prezzo del carburante ha fatto registrare un andamento in costante crescita: da una parte come effetto di una tassazione in continuo incremento e tra le più alte in Europa e dall’altra per una dinamica del prezzo industriale che è posta al di fuori di ogni possibilità di verifica e controllo.
In tema di costo del carburante si propongono i seguenti interventi:
- Applicazione dell’ “accisa mobile” con le modalità previste nella Legge finanziaria (art.1, comma 290-294 legge 244/07) che stabilisce la riduzione dell’accisa per compensare l’aumento dell’Iva dovuto all’incremento del prezzo dei petrolio. E’ il Ministero dell’Economia che con un decreto con cadenza trimestrale ne stabilisce la riduzione nel caso in cui il prezzo del periodo sia superiore di due punti percentuali al valore fissato nel vecchio Dpef;
- Eliminazione della doppia imposizione (disapplicazione dell’Iva sull’accisa);
- Riduzione dell’accisa statale all’aumentare dell’addizionale regionale in modo da riequilibrare il carico complessivo;
- Incentivare l’apertura di punti di distribuzione no-logo sulla rete autostradale in concessione restituendo la competenza delle autorizzazione ai comuni e non ai concessionari autostradali.
Vediamo quindi, punto per punto quante fregnacce, i nostri – si fa per dire- amici sono riusciti a concentrare in poche righe:
Aumenti costanti del gasolio. Il prezzo del gasolio fa registrare un andamento in costante crescita! Falso !!!! Il gasolio fa registrare da oltre due anni a questa parte un andamento in costante calo. I dati sono messi a disposizione di tutti dal Ministero dello sviluppo economico con cadenza mensile e come li abbiano noi li ha il sottosegretario. A che e a chi serve raccontare frottole? La tabella che si allega dimostra senza ombra di dubbio come stanno le cose.
Applicazione dell’accisa mobile. A quale pro? Alle imprese di autotrasporto che utilizzano veicoli sopra le 7,5 ton. il differenziale fra € 403 per 1000 litri e l’accisa effettivamente pagata viene rimborsato. A coloro che utilizzano veicoli sotto le 7.5 ton il rimborso viene fatto in cifra fissa annuale. L’accisa mobile interessa, semmai, i singoli automobilisti o tutti coloro che non possono usufruire di tale rimborso. L’introduzione dell’accisa mobile, inoltre, complicherebbe a tal punto i calcoli delle istanze di rimborso tale da rendere anti-economico il recupero delle somme proprio da parte delle imprese più piccole.
Togliere l’Iva sulle accise. Nel caso ai nostri – si fa sempre per dire – amici fosse sfuggito, per le imprese regolari l’Iva è semplicemente una partita di giro per cui che venga oppure no applicata sulle accise non cambia nulla. Anche qui il problema riguarda semmai i semplici automobilisti privati cittadini.
Riduzione dell’accisa statale all’aumentare dell’addizionale regionale. Un’idea geniale come poche! Non solo il trasportatore andrebbe a pagare la maggiorazione regionale ma in compenso prenderebbe meno di rimborso accise. Non c’è che dire, Tafazzi è solo uno sbiadito ricordo a confronto di simili perle.
Apertura di distributori no logo in autostrada. Alzi la mano chi ha mai visto un camion fare rifornimento in autostrada. Con serbatoi di mille e passa litri, solo ad uno sprovveduto potrebbe venire in mente di rifornirsi in autostrada, quando è perfettamente noto a tutti quanto il costo sia maggiore rispetto ai circuiti extra-autostradali e alle pompe no-logo. Ancora una volta la proposta sarebbe sicuramente legittima se formulata dal Codacons o da qualche altra associazione dei consumatori, ma non ha oggettivamente alcun senso se formulata da una organizzazione che dice di voler difendere le imprese di autotrasporto.
Sulle altre “ perle di saggezza” contenute nel documento che questi novelli Don Chisciotte hanno inviato al sottosegretario torneremo in seguito perché, in particolare su alcune questioni, c’è di che essere veramente preoccupati se a qualcuno del Governo venisse in mente di dar seguito alle loro richieste.
La domanda che però ci facciamo è la seguente: perché raccontare bugie o non verità ovvero indicare problemi che sono solo nella testa di qualche burocrate tardo-bolscevico tralasciando di affrontare i veri nodi che affliggono la categoria? Qualcuno malignamente suggerisce che, come dice un antico adagio, si parla a nuora perché suocera intenda, ovvero che tutto sto casino sia stato montato ad arte per tentare di riprendere il controllo di una società di servizio che è finita in mani non propriamente amiche dei nostri – sempre cosiddetti – amici, oppure, nel caso malaugurato che l’operazione non dovesse riuscire, almeno di mandare in malora i servizi (leggi rimborsi pedaggi) che questa società offre agli iscritti per svariate decine di milioni di euro e con un adeguato margine di guadagno. E qui, veramente, c’è da dire che il povero Tafazzi non solo è stato surclassato alla grande, ma ormai anni luce lo separano da questi nostri “amici” che probabilmente hanno avuto la leggerezza di affidare l’elaborazione della propria strategia politico-sindacale a figuri che da un po’ di tempo a questa parte si aggirano nell’ambiente ma che fino ad oggi hanno dimostrato solo di essere capaci di caricare a testa bassa appunto come un bufalo o, se si preferisce, come un caprone ma per il resto di non azzeccarne mezza come spesso succede a chi straparla di ciò che non conosce.
#camionistamannaro
Copia di Costo medio ponderale del gasolio primo semestre 2014