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Nota della Segreteria Generale Conftrasporto.

| Pubblicato in News
conftrasporto Non riteniamo utile replicare alla pochezza di chi continua ad attaccarci a mezzo stampa, continuando ad esprimere posizioni incomprensibili e dimostrando ancora una volta di parlare senza cognizione di causa su un tema delicatissimo come quello dei costi minimi. Tuttavia, di fronte a palesi mistificazioni della realtà, è necessario fornire delle precisazioni per evitare che chi non è presente agli incontri, tra le associazioni o istituzionali, possa essere fuorviato da certe dichiarazioni delle Presidente Fita-Cna. A tal proposito è utile ricordare che l’incontro con il Sottosegretario De Caro è stato promosso a seguito della lettera unitaria a firma di tutte le associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto (nessuna esclusa), con cui in chiusura si manifestava la disponibilità al dialogo con le rappresentanze della committenza industriale per raggiungere un risultato che soddisfacesse tutti. Vista la falsa ricostruzione fornita, appare chiaro che qualcuno o è inconsapevole di cosa firma oppure richiamata dalla sirena della Confetra, di cui è diventata ventriloqua, ha voluto confermare la assonanza che da diversi mesi la accomuna alle posizioni della committenza “parassitaria”. Sul fronte sindacale ci siamo voluti accertare se effettivamente, come affermato da qualche visionaria, le altre associazioni avessero cambiato posizione, ricevendone al contrario un’ulteriore conferma dell’utilità del percorso intrapreso con la necessità di provare a trovare soluzioni efficaci e condivise che anticipino la sentenza europea sui costi minimi prevista per il 4 settembre p.v. Tra l’altro risulta che le associazioni espressamente citate Anita, Fedit e Confartigianato abbiano smentito la Presidente, chiedendo che non accada più di attribuire loro posizioni senza preventiva autorizzazione. Evidenziamo, ancora, che la Presidente Fita stia provando a scommettere sull’esito della sentenza, per evitare il raggiungimento di un accordo preventivo che salverebbe l’impianto dei costi minimi ed alcuni principi imprescindibili, dalla stessa ritenuti inutili in più occasioni. In ultimo, riteniamo che qualora non si arrivasse ad un accordo tra le parti in causa, come auspicato dal Ministro, e la sentenza dovesse essere sfavorevole, chi sta seminando zizzania e falsità se ne assumerà tutte le responsabilità di fronte alla categoria.
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