Con decorrenza 1° gennaio 2026, l’Austria applicherà nuovi incrementi dei pedaggi autostradali per i veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate, in attuazione della Mauttarifverordnung 2025 e delle modifiche al Bundesstraßen-Mautgesetz 2002, recependo in modo esteso la direttiva (UE) 2022/362 (cosiddetta Eurovignette).
Il sistema di pedaggio austriaco, gestito da ASFINAG, si conferma tra i più avanzati e complessi in Europa, fondato su una tariffazione chilometrica articolata che integra tre componenti distinte:
- costi infrastrutturali;
- costi legati a inquinamento atmosferico e rumore;
- costi delle emissioni di CO₂, differenziati in base alla classe emissiva del veicolo.
Incrementi generalizzati e forte differenziazione per classe CO₂
Le tariffe 2026 evidenziano un incremento complessivo dei costi di transito, con effetti particolarmente marcati per i veicoli appartenenti alle classi CO₂ meno performanti (classi 1–3). Restano invece esenti dalla componente CO₂ i veicoli a zero emissioni (classe 5).
Il sistema GO-Maut prevede:
- tariffe variabili in funzione del numero di assi;
- maggiorazioni sui principali tratti alpini (A9, A10, A11, A12, A13, S16);
- tariffe notturne più elevate, in particolare sull’asse del Brennero (A13);
- una penalizzazione economica progressiva dei veicoli con maggiore impronta climatica.
Su alcune tratte alpine, il pedaggio per un veicolo pesante Euro VI può superare i 100 euro a tratta nelle fasce notturne, con valori sensibilmente più elevati per i veicoli Euro V e precedenti, per effetto del cumulo delle diverse componenti tariffarie.
Un modello coerente con il principio “chi inquina paga”
L’approccio austriaco rappresenta una applicazione strutturata del principio europeo del polluter pays, in quanto:
- rende misurabile economicamente l’impatto ambientale del veicolo;
- incentiva il rinnovo del parco veicolare e l’adozione di mezzi a basse o zero emissioni;
- utilizza il pedaggio come leva di politica climatica, oltre che di finanziamento infrastrutturale.
Implicazioni per le imprese italiane
Per le imprese italiane che operano su tratte internazionali, in particolare sui valichi alpini, gli aumenti austriaci si traducono in un incremento diretto e strutturale dei costi operativi.
Sulla base delle tariffe ufficiali pubblicate, è possibile individuare ordini di grandezza realistici degli aumenti, a parità di tratta, numero di assi e condizioni di percorrenza:
- veicoli a zero emissioni (CO₂ classe 5): incremento nullo sulla componente climatica;
- veicoli Euro VI – CO₂ classe 4: aumento complessivo stimabile tra il +3% e il +5%;
- veicoli Euro VI – CO₂ classi 1–2: aumento tra il +6% e il +10%;
- veicoli Euro V ed Euro IV: incrementi che possono superare il +10%, con punte prossime al +15% sui tratti alpini più onerosi;
- veicoli più datati: aumenti potenzialmente ancora più elevati, per effetto della piena applicazione delle componenti ambientali.
Tali incrementi non sono omogenei, ma dipendono dalla combinazione di tratta, fascia oraria, classe emissiva e composizione del pedaggio; tuttavia delineano chiaramente una tendenza strutturale all’aumento dei costi di attraversamento dell’Austria per il traffico pesante.
Il confronto con l’Italia
Nel quadro europeo va evidenziato che l’Italia non ha ancora introdotto una componente CO₂ diretta nei pedaggi autostradali applicati ai veicoli pesanti. Il sistema nazionale resta basato su tariffe chilometriche definite dalle concessioni, con differenziazioni ambientali limitate e senza una modulazione esplicita legata alle emissioni di CO₂.
La direttiva (UE) 2022/362 consente agli Stati membri un’applicazione graduale della tariffazione climatica; l’Italia ha finora adottato un approccio prudenziale, rinviando tale integrazione anche per evitare impatti economici immediati su un settore già sottoposto a forti pressioni competitive.
FIAP continuerà a monitorare l’evoluzione dei sistemi di pedaggio in Europa, richiamando l’esigenza di coerenza, gradualità e sostenibilità economica, affinché la transizione ambientale non si traduca in una penalizzazione sproporzionata per le imprese di autotrasporto.
Si allegano la documentazione ufficiale ASFINAG e la normativa austriaca sui pedaggi 2026.