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Gasolio, il Governo mantiene la parola data a Palazzo Chigi: ora servono tempi rapidi per i 322 milioni alle imprese

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Gasolio il Governo mantiene la parola data a Palazzo Chigi ora servono tempi rapidi per i 322 milioni alle imprese

Il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo intervento d'urgenza sui prezzi dei carburanti. Il Decreto-Legge 27 luglio 2026, n. 133, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 172), riduce temporaneamente l'accisa sul gasolio per autotrazione e proroga il credito d'imposta già riconosciuto alle imprese di autotrasporto per l'aumento dei costi legato alla crisi in Medio Oriente.

Cosa prevede il decreto


L'articolo 1 del provvedimento ridetermina l'aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante a 532,90 euro per mille litri, dal 30 luglio e fino al 6 agosto 2026. La stessa riduzione si applica anche a HVO e biodiesel paraffinici immessi in consumo come carburanti puri. La misura, quantificata in circa 84 milioni di euro per il 2026, nasce dalla nuova impennata dei prezzi petroliferi legata alle tensioni internazionali e sarà oggetto di un nuovo Consiglio dei ministri il 4 agosto, quando il Governo deciderà se prorogarla.

Il decreto interviene inoltre sul credito d'imposta gasolio già introdotto con il D.L. 33/2026: la finestra temporale del ristoro, inizialmente limitata al periodo marzo-giugno 2026, viene estesa a luglio, e la dotazione complessiva sale da 300 a 322 milioni di euro. Un aggiornamento che riguarda direttamente le imprese di autotrasporto merci con veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e le imprese di trasporto persone con autobus Euro V ed Euro VI, che dal prossimo settembre potranno presentare istanza attraverso la piattaforma dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La posizione di FIAP

"Il giudizio su questo intervento è positivo", commenta il Segretario Generale di FIAP, Alessandro Peron. "Conferma l'attenzione che il Governo ha promesso al nostro comparto nell'incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi, quando furono definiti il credito d'imposta da 300 milioni, l'accelerazione dei rimborsi accise e il tavolo permanente per l'autotrasporto. Vedere oggi quell'impegno tradursi in una proroga concreta, con altri 22 milioni di euro stanziati, è un segnale di coerenza che va riconosciuto."

Detto questo, per FIAP il vero banco di prova non è l'annuncio ma l'esigibilità. "Ora questi fondi — i 300 milioni originari più i 22 aggiuntivi, per un totale di 322 milioni — devono arrivare velocemente alle imprese che ne hanno bisogno", sottolinea Peron. "Un credito d'imposta che si apre a settembre e richiede mesi per essere liquidato rischia di arrivare tardi rispetto alle tensioni di cassa che le imprese stanno già affrontando oggi. Chiediamo al MIT e all'Agenzia delle Dogane tempi di erogazione certi e rapidi."

FIAP richiama inoltre l'attenzione su un punto che il Governo da solo non può risolvere: il prezzo del carburante non lo stabilisce l'esecutivo, ma va monitorato con attenzione, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili contro eventuali fenomeni speculativi che in questi mesi hanno già interessato il settore, come dimostra l'istruttoria AGCM tuttora in corso sul mercato dei carburanti.

Sul fronte contrattuale, FIAP rivolge un duplice richiamo. 

Alle imprese di autotrasporto, l'invito ad applicare correttamente e integralmente la clausola di adeguamento carburante prevista dal D.Lgs. 286/2005 a tutti i propri clienti, senza eccezioni, e a tenere conto nei propri calcoli anche della rimodulazione dell'accisa introdotta dal decreto, per non perdere margini di adeguamento a cui hanno pieno diritto. 

Alla committenza, il richiamo a prendersi realmente cura delle imprese di autotrasporto con cui lavora: non è sufficiente accettare passivamente gli aumenti quando comunicati, ma occorre verificare che la clausola fuel venga azionata in modo corretto e tempestivo, in linea con la normativa, per consentire ai vettori di far fronte agli aumenti dei costi senza che il peso ricada solo su di loro.

 

 

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