Il decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto 2025, nasce dall’urgenza di rafforzare il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e di dare esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) del 30 gennaio 2025.
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo aveva condannato l’Italia per non aver tutelato adeguatamente i cittadini della cosiddetta Terra dei Fuochi, esposti per anni ai roghi tossici e all’inquinamento derivante dallo smaltimento illegale di rifiuti.
Il provvedimento emanato si colloca, principalmente, in un quadro di emergenza sanitaria e ambientale che coinvolge non solo i territori noti alla cronaca per gli illeciti ambientali, ma tutto il Paese. Il legislatore ha rafforzato le norme esistenti, aumentando le pene per i reati più gravi e introducendo strumenti di prevenzione e repressione più rapidi ed efficaci, che coinvolgono anche gli Operatori del trasporto
In particolare, gli obiettivi dell'intervento normativo erano:
- la necessità di colpire in maniera mirata l’abbandono di rifiuti, soprattutto tramite l’uso di veicoli;
- l’esigenza di disciplinare con chiarezza i casi di gestione non autorizzata e spedizione illegale di rifiuti, anche pericolosi;
- l’urgenza di finanziare interventi di bonifica e ripristino ambientale, in particolare nella Terra dei Fuochi.
Il cuore del decreto riguarda le modifiche al Testo Unico Ambientale (d.lgs. n. 152/2006) e ad altre disposizioni ad esso collegate. Le pene per abbandono, deposito incontrollato e traffico illecito di rifiuti sono state inasprite, con l’introduzione di fattispecie autonome dedicate sia ai rifiuti non pericolosi che a quelli pericolosi.
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