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Verifica regolarità delle imprese da parte dell’Albo: si parte!

| Pubblicato in News

Le Leggi di Stabilità 2014 e quella 2015, come a tutti noto, relativamente al settore dell’autotrasporto, hanno sancito che non si potrà più affidare il trasporto di merci a vettori non in regola sia in relazione alle disposizioni relative all’esercizio della professione, sia agli obblighi retributivi, previdenziali ed assicurativi affidando contestualmente all’Albo il compito di effettuare una verifica su tutte le imprese iscritte per attestarne la regolarità, utilizzando a tal fine le banche dati in possesso della pubblica amministrazione. Un compito certamente non facile sia per il numero elevato di imprese da verificare, oltre 130 mila, sia per i tempi, sei mesi, estremamente ristretti assegnati all’albo.

Con orgoglio oggi possiamo dire, senza tema di smentita: missione compiuta!

La delibera che è stata assunta ieri 23 luglio 2015 dal comitato centrale è frutto anche della tenacia con cui noi della FIAP, attraverso anche l'azione del vice presidente Silvio Faggi che ha coordinato i lavori del Comitato Tecnico dando il via alla procedura, abbiamo perseguito questo eccellente risultato.

Un grazie particolare va alla Presidente Maria Teresa Di Matteo che è riuscita a compiere un piccolo grande “miracolo” in quanto, avendo preso in mano solo a gennaio scorso una struttura praticamente  svuotata di personale, è riuscita comunque a rispettare i tempi di consegna di un progetto che, per il mondo del trasporto, se correttamente gestito, può dare un significativo impulso a “ripulire” un settore ormai in “mano” a troppa illegalità.

Unico neo, in una giornata assolutamente straordinaria per le imprese di autotrasporto, è stato il voto di astensione di CNA- FITA. Un atteggiamento assolutamente incomprensibile finalizzato solo ed esclusivamente ad acquisire visibilità su certa stampa di settore, ma di nessuna utilità per le imprese di autotrasporto, comprese quelle associate alla suddetta organizzazione.

L’approvazione delle delibera, praticamente all’unanimità, riteniamo sia la miglior risposta a chi vede l’Albo come il fumo negli occhi e non perde mai occasione per chiederne l’abolizione, “a prescindere”; anche costoro sono stati serviti a dovere.

La delibera prevede come era ovvio che fosse, un periodo di gestione sperimentale che durerà fino al 30 settembre prossimo e l’accesso al portale sarà riservato alle sole imprese di autotrasporto.

Previa autenticazione l’impresa avrà la possibilità di verificare la propria posizione e la segnalazione di eventuali anomalie che dovranno essere sanate (i dati consultabili sono riferiti alla regolare iscrizione all’Albo, alla Camera di Commercio, al REN, alla regolarità previdenziale ed assicurativa, al regolare versamento della quota di iscrizione).

Se tutto risulterà regolare, l’impresa avrà il piacere di vedere un segnale di colore verde che attesterà la regolarità della stessa.

In caso contrario si accenderanno una o più spie di colore rosso che potranno essere sanate intervenendo, se possibile, sul problema segnalato. La procedura evidenzierà, e per ora senza conseguenze, anche se è stata versata la quota Albo, il parco veicolare posseduto dall’impresa (con targhe e regolarità assicurativa) e il numero degli autisti di cui dispone. Trascorsa la fase transitoria, dal primo ottobre, l’accesso verrà permesso anche alle ditte committenti, previa autenticazione e lo stesso non dovrà più richiedere il Durc in quanto l’attestazione di regolarità rilasciata dall’Albo contiene anche i dati sulla regolarità previdenziale ed assicurativa. Qualora il committente non esegua la verifica, risponderà in solido con il vettore ed eventuali sub vettori, degli eventuali inadempimenti di natura previdenziale, retributiva e assicurativa legati alle prestazioni ricevute durante la vigenza del contratto di trasporto. La prescrizione sarà annuale dalla data di cessazione del contratto di trasporto. Fino al 30 di settembre la verifica, verrà soddisfatta con la pretesa assunzione del DURC con data di valenza non oltre i tre mesi. Non sfugge a nessuno la portata della nuova procedura, per certi versi rivoluzionaria, che certificando le imprese virtuose da un lato metterà la committenza al riparo da possibili rivalse ma dall’altro, emarginando le imprese che stanno sul mercato non rispettando le regole, andrà a premiere coloro che hanno assunto il rispetto delle regole come principio fondante della propria etica imprenditoriale. Roberto Galanti - Coordinatore Nazionale
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