A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. È parafrasando un grande personaggio politico molto contestato della vecchia Repubblica e scomparso non da molto, che assistiamo con sempre maggior preoccupazione alle difficoltà che stanno emergendo nella verifica della regolarità delle imprese di autotrasporto sul Portale dell'automobilista alla sezione autotrasporto merci.
Perché pensiamo male ? Ma perché in questi giorni vediamo come con l’ausilio di sofisticati strumenti elettronici messi a disposizione delle polizie municipali si riesca a scovare in pochi secondi, da una vettura ferma, se questa è assicurata, se è in regola con il pagamento della polizza o se è in regola con la revisione mentre il software dell'Albo sta trovando difficoltà ad intrecciarsi con i dati di INPS ed INAIL al fine di verificare quali siano le aziende non regolari dal punto di vista del pagamento dei contributi sociali. Ovviamente questa "formalità" pregiudica l'applicazione della funzione che tutte le aziende virtuose attendono con trepidazione da troppo tempo. Una trepidazione che, ne siamo sicuri, non trova riscontro in larga parte della committenza che, proprio con l’entrata in funzione della nuova procedura, sarebbe costretta a cessare di utilizzare le più economiche aziende irregolari.
Ecco, il dubbio che in queste ore concitate ci assale è proprio questo: dietro a questo ritardo c’è qualche manina o manona interessata? Non è che qualche potente lobby della committenza, dopo aver goduto di un paio di provvidenziali rinvii, ora ci abbia messo il carico da undici riuscendo a far sì che intervenissero problemi tecnici tali da ritardarne ulteriormente la partenza ? Magari costruendosi l'alibi della inaffidabilità del portale da presentare nel caso si dovesse andare in giudizio per aver utilizzato una azienda non regolare e creando una di quelle cause pilota la cui sentenza poi farebbe giurisprudenza? Come sosteneva il divo Giulio a pensar male…….
Certo che è piuttosto singolare che un vigile urbano con un semplice strumento a bordo della propria vettura di servizio riesca a sapere informazioni tutt’altro che banali su qualsiasi auto intenda indagare (e parliamo di milioni di vetture circolanti) mentre gli affamati Istituti di Previdenza non riescono a far sapere all'Albo e alle imprese committenti quali sono le aziende (che in complesso sono circa centotrentamila) in ordine con i versamenti contributivi e assicurativi e quali invece no. Ma vi sembra una cosa normale? Personalmente credo che non si debba mai perdere la speranza di vedere trionfare la correttezza, l’onestà e la legalità che, almeno a parole, tutti invochiamo ma non nascondo che ci sentiremmo molto più tranquilli se il trionfo di questi principi lo potessimo toccare con mano e assaporare a cominciare già da questa settimana.
Il Presidente nazionale FIAP Massimo Bagnoli