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Trasporti Internazionali - Annullato l'obbligo del rientro dei veicoli ogni 8 settimane

La sentenza della Corte di Giustizia europea, datata 4 ottobre 2024, interviene sulle norme del 1° Pacchetto Mobilità

| Pubblicato in News
Commissione UE 001 v12

La Corte di Giustizia, pur confermando la validità del 1° Pacchetto Mobilità, ha annullato l'obbligo di rientro dei veicoli ogni otto settimane presso la sede operativa dell'impresa di trasporto, poiché il legislatore dell'Unione non ha dimostrato di disporre di informazioni sufficienti per valutare la proporzionalità di tale misura.

Con il ricorso avverso talune norme previste nel 1° Pacchetto Mobilità, presentato dinanzi alla Corte da Lituania, Bulgaria, Romania, Cipro, Ungheria, Malta e la Polonia (procedimenti riuniti da C-541/20 a C-555/20), erano state poste sotto esame della Istituzione europea, le seguenti regole introdotte nel 2022:

  • il divieto per i conducenti di prendere il riposo settimanale regolare o compensativo nel veicolo;
  • l'obbligo per le imprese di trasporto di organizzare il lavoro dei conducenti in modo che possano tornare al centro operativo dell'impresa o al loro luogo di residenza ogni tre o quattro settimane per prendere il riposo settimanale regolare o compensativo;
  • l'anticipo della data di entrata in vigore dell'obbligo di installare tachigrafi intelligenti di seconda generazione;
    - l'obbligo per i veicoli utilizzati nel trasporto internazionale di tornare ogni otto settimane al centro operativo nel Paese di stabilimento;
  • il periodo di attesa di quattro giorni, durante il quale gli autotrasportatori non residenti non possono effettuare operazioni di cabotaggio nello stesso Stato membro dopo aver completato un ciclo di cabotaggio;
  • la classificazione dei conducenti come "lavoratori distaccati" durante le operazioni di cabotaggio, trasporti tra Stati membri diversi (operazioni di "cross trade") o alcune operazioni di trasporto combinato, con conseguente applicazione delle condizioni di lavoro in vigore nello Stato membro ospitante.

Con la sentenza, la Corte ha respinto i ricorsi, salvo la parte diretta contro l'obbligo relativo al rientro dei veicoli, che è stata annullata.

E' evidente che le norme del 1° Pacchetto Mobilità, alla luce della sentenza, andrebbero lette come se la disposizione sul rientro entro le otto settimane non fosse mai stata contemplata. Tra l'altro, visto il motivo dell'annullamento, appare incerto l'avvio, in sede UE, di una ulteriore tentativo di regolamentare tale aspetto.

L'Ufficio di Bruxelles dell'IRU ha già avviato i lavori di analisi e approfondimento dell'impatto della sentenza, che praticamente cancella anche ogni specifica e chiarimento pubblicato in materia dalla Commissione, e la questione sarà certamente tra gli argomenti della prossima riunione del CLTM IRU fissata per il 16 ottobre prossimo, alla quale FIAP sarà presente.

Ulteriori informazioni saranno, quindi, pubblicate non appena disponibili.

In allegato, il Comunicato stampa relativo alla sentenza, diffuso dalla Corte di Giustizia (in lingua originale)

download icon Comunicato stampa Corte di Giustizia EU 4 ottobre 2024 cp240173en
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