Tachograph Jammer Blocker: Truffa telematica o frode per falsare i dati del cronotachigrafo?
Un sito web polacco vende un sistema elettronico che bloccherebbe il funzionamento del cronotachigrafo digitale mentre il camion è in viaggio. Truffa telematica oppure una frode per falsificare i dati di guida e di riposo? In entrambi i casi, il fenomeno è grave.
A darne notizia è Trasportoeuropa agenzia di stampa specializzata. Di seguito riportiamo i passi salienti dell’articolo.
Da quanto riportato dalla suddetta agenzia basta una card della dimensione di quella dell'autista, da inserire nella fessura del cronotachigrafo dedicata al secondo conducente. Costa 650 euro (spese di spedizione incluse) per cinque unità. E se poi si vuole anche una speciale card che modifica i dati registrati nel cronotachigrafo digitale, basta pagarne altri 1200. Insomma, con duemila euro chiunque potrebbe confezionare una perfetta frode al cronotachigrafo, senza più bisogno di calamite e altri equipaggiamenti che vanno installati sul camion. E secondo i produttori, funziona anche con gli apparecchi di nuova generazione, ossia quelli installati da quest'anno, che dovrebbero essere blindati verso ogni tentativo di accesso.
L'apparecchio si chiama Tachograph Jammer Blocker 2014 e, ovviamente, il suo utilizzo è illegale. Il rischio è anche una denuncia penale, per manomissione di attrezzatura destinata alla sicurezza sul lavoro (più multe e sospensione della patente per violazione delle norme sui tempi di guida e di riposo). Ma acquistare questo apparecchio sembra molto semplice, perché viene promosso e venduto alla luce del sole. Anzi, alla luce del web, senza alcuna reticenza. L'unica avvertenza è che il produttore "declina ogni responsabilità per la violazione della legge nei vari Paesi".
Il sito web che vende il Tachograph Jammer Blocker 2014 ne presenta le caratteristiche con molta chiarezza: "Tutti i veicoli da ottobre 2013 hanno un sensore in ceramica sul cambio. Il nostro equipaggiamento lavora al 100% con questo tipo di veicoli. La principale caratteristica è che non dovete attuare alcuna ingerenza ai cavi o al sensore. Vendiamo un jammer (disturbatore di frequenza, ndr) a forma di card per il cronotachigrafo, ciò significa che non dovete fare nulla. Semplicemente inserite la card connessa alla batteria elettrica nel secondo alloggiamento della carta dell'autista e il cronotachigrafo viene fermato".
In pratica, continua la spiegazione sul sito, "mentre guidate, il sensore del cambio e dell'Abs continuano a inviare gli impulsi al cronotachigrafo, ma quest'ultimo non registra nulla sulla card e sullo storico, perché è bloccato". Il sito riporta anche le istruzioni pratiche per usare l'apparecchio: dopo avere inserito lo jammer a forma di card nel cronotachigrafo, basta premere un pulsante dell'apparecchio (start, stop e letto), accendere tramite un pulsante il jammer ed estrarlo dal cronotachigrafo. Da questo momento, la rilevazione sarebbe bloccata. Per riprenderla, precisa il sito, bisogna spegnere il motore e riaccenderlo dopo cinque secondi.
Questo metodo di funzionamento è preoccupante perché rende difficile il controllo. Infatti, dopo la procedura di avviamento, il jammer non è più inserito nel cronotachigrafo quando il veicolo viaggia e può essere nascosto in cabina nel caso in cui la Polizia fermi il camion per un controllo superficiale. Ovviamente, a un controllo più approfondito si scopre l'inganno, perché gli agenti vedrebbero che il cronotachigrafo non ha funzionato nei minuti precedenti al suo fermo. Ma bisogna coglierlo sul fatto.
Non abbiamo potuto verificare che il Tachograph Jammer Blocker 2014 funzioni veramente. La speranza è che sia una frode non verso la norma sui tempi di guida o di riposo, bensì verso chi intende acquistare e usare questo apparecchio. Insomma, che l'acquirente paghi e riceva un equipaggiamento che non funziona. In tutti i casi è un fenomeno molto grave e le autorità polacche dovrebbero intervenire per chiudere questa attività, che non solo consente una violazione alle norme italiane e comunitarie, ma rappresenta un rischio per la sicurezza stradale.
Ogni commento appare superfluo, abbiamo - come Fiap - pubblicato recentemente un pregevole lavoro del nostro coordinatore Roberto Galanti sulle “cattive pratiche “ messe in atto da tante imprese di autotrasporto dove sono elencate decine e decine di situazioni analoghe a quella descritta ad ulteriore dimostrazione che qualcosa di sbagliato nel sistema deve per forza esserci se una normale attività imprenditoriale rischia di trasformarsi sempre più in una partita di guardia e ladri.
Una riflessione che veda coinvolti tutti gli attori della filiera –dal governo alle aziende di trasporto per arrivare ai committenti e ai destinatari del servizio - su questi aspetti ormai appare non più rinviabile con buona pace dei Giudici della Corte di Giustizia europea secondo i quali i costi minimi di sicurezza non servono poiché gli strumenti legislativi vigenti sarebbero più che sufficienti per garantire livelli di sicurezza perlomeno accettabili.