Articolo di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP, per Vie & Trasporti - Ottobre 2024
La favola di Trasportonia offre una grande lezione agli autotrasportatori italiani: per veder rispettati i propri diritti non ci si può affidare completamente ad altri. È arrivato il momento di alzare la testa.
C’era una volta, in un lontano paese chiamato Trasportonia, un piccolo regno con un re, un popolo molto povero, e un duca estremamente ricco. I terreni del duca producevano eccellenze molto richieste dai paesi vicini e lo rendevano sempre più ricco. Ogni giorno, il duca spediva decine di carri carichi di merci in cambio di denaro, ingaggiando carrettieri pagati con pochi fiorini. Mentre lui accumulava ricchezze, i carrettieri faticavano a mantenere le loro famiglie.
Con il passare degli anni, gli inverni divennero più freddi e la paglia per i cavalli scarseggiava. I carrettieri chiesero al duca un aumento del compenso per poter comprare la paglia necessaria, ma lui a spendere di più proprio non era disposto. Con l'aiuto di alcuni carrettieri a lui vicini, organizzò dei comitati all'apparenza autonomi, ma in realtà da lui manipolati.
Quando i carrettieri chiesero nuovamente un aumento, il duca spinse i comitati a rivolgersi al re e a fermare i trasporti finché non fosse intervenuto. Nel frattempo, il duca andò dal monarca lamentandosi dei problemi causati dalla mancanza di paglia. Per evitare una rivolta, il re diede ai carrettieri dei fiorini. Da quel momento, ogni volta che i carrettieri avevano bisogno di più denaro, i comitati, manovrati dal duca, chiedevano al re anziché al duca. I carrettieri, però, non si rendevano conto che stavano perdendo il controllo della situazione. Il duca continuava a imporre le proprie regole, stabilendo i prezzi per il trasporto e assumendo carrettieri anche da altri reami se nel suo qualcuno si lamentava. Spesso, i carrettieri erano costretti a lavorare senza rispetto per i loro diritti, aspettando ore per caricare e non fermandosi per giorni interi.
Il re tentò più volte di intervenire consultando i comitati, ma il duca riusciva sempre a vanificare ogni tentativo, mantenendo il controllo. I comitati, invece di rappresentare davvero i carrettieri, finivano per scontrarsi tra loro.
E cambiò tutto
Un giorno, dei carrettieri cominciarono a confrontarsi. Dopo ore di discussione, si resero conto di ciò che stava accadendo: non dovevano più sottomettersi al duca, ma chiedere direttamente quanto meritavano per il loro lavoro, senza coinvolgere il re. All'inizio non fu facile, perché il duca rifiutava ogni richiesta e c'era sempre un carrettiere disposto a fare di più per meno. Ma con il tempo, molti carrettieri si ritirarono o morirono, lasciando il duca senza alternative.
Il gruppo di carrettieri capì di essere sulla strada giusta e iniziò a coinvolgerne altri, cambiando le modalità di lavoro. In pochi anni, i comitati furono sciolti, e il duca dovette cedere a molte delle loro richieste. I carrettieri finalmente cominciarono a guadagnare abbastanza per comprare nuovi cavalli e carri, mantenere le loro famiglie e persino aiutare i più bisognosi.
Il regno fiorì, diventando più ricco e prospero e il duca, seppur con guadagni un po’ inferiori, vide crescere il commercio, anche all'intero.
Re, duca e popolo vissero in armonia, felici e contenti.
La morale della favola?
È fondamentale riconoscere il proprio valore e agire in modo unito e coerente. Se ci si lascia manipolare o ci si affida completamente ad altri, si rischia di perdere il controllo delle proprie condizioni di lavoro e subire ingiustizie. Solo cambiando le proprie azioni si può sperare in un futuro migliore, continuando a fare le stesse cose si otterranno invece sempre gli stessi risultati. Il duca lo sapeva.