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Nevica al nord e l’Italia si bocca. Per Decreto!

| Pubblicato in News
shutterstock 157276586 L’esperienza e le polemiche degli anni scorsi quando si arrivò addirittura a bloccare mezza Italia sulla previsione (spesso sbagliata) che sarebbe nevicato a quanto pare non ci ha insegnato nulla. Paghiamo fior di quattrini di pedaggi autostradali e inevitabilmente quel film viene riproposto. Fano (PS) ore 8,30 di venerdì 6 febbraio 2015, temperatura esterna di 7°, nessuna traccia di pioggia, tanto meno di neve vista la temperatura, sulla carreggiata di destra una fila interminabile camion fermi di circa 10 Km. A fare cosa si chiede qualcuno? Ad aspettare che Giove pluvio si decida (maledetto lui) a far venire giù almeno qualche fiocco di neve che almeno salvi la faccia a chi ha preso la decisione di bloccare il traffico pesante. Ovvio che, altrove, le cose sono messe diversamente, che in alcune zone la neve è caduta e sta creando qualche problema alla circolazione, ma ritorniamo alla solita vecchia domanda alla quale nessuno pare abbia voglia di rispondere: come fanno nei paesi del centro nord Europa dove la neve è di casa per tanti mesi all’anno? Semplice, intanto per prima cosa puliscono le strade, poi montano pneumatici da neve o catene e circolano. Perché da noi non è possibile fare altrettanto? C’è chi sostiene che tanti, troppi utenti, si mettono in strada senza essere opportunamente attrezzati. Prendendo per buona l’osservazione è mai possibile che per colpa di qualcuno tutti debbano subire? Siamo certi che non ci sia il modo di eliminare gli irresponsabili sanzionandoli a dovere lasciando circolare tutti gli altri? Ma la riflessione, anche questa certamente non nuova, che vorremmo fare riguarda anche il modo di pianificare gli interventi di emergenza. Fino a che punto è tollerabile che decine, centinaia, migliaia di conducenti vengano bloccati per un tempo indefinito in autostrada senza acqua, viveri, servizi igienici ? Il piano neve non prevede il concentramento di questi mezzi in aree attrezzate in caso di necessità? E in questa circostanza cosa ha impedito di farlo? La neve o la pioggia che a Fano non c’erano? Non è forse, quello praticato dalle società autostradali, l’interruzione di un pubblico servizio? Qualcuno in queste ore ha detto che gli utenti della strada sono innanzitutto cittadini e non sudditi, se alziamo tutti la voce forse anche nel Palazzo se ne accorgono.
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