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Ma la Fita che ci sta a fare nell’Albo?

| Pubblicato in News
Nella splendida cornice del Transpotec di Verona si sono tenuti tanti interessanti convegni ma il più atteso era sicuramente quello organizzato e magistralmente moderato da Massimo De Donato,  Direttore della rivista Tir, per conto dell’Albo. Il tema era: Regole, Sicurezza. Competitività. Il futuro dell’autotrasporto italiano nel nuovo albo. Sala gremitissima e partecipazione qualificata; presenti  i vertici dell’Albo nazionale ed il responsabile Ced del Ministero dei Trasporti, oltre ai rappresentanti di quelle associazioni di categoria  che, con i fatti, cercano le tutele per la certezza delle regole, per una maggiore sicurezza ed una giusta e sana competizione. Come al solito, quando si parla di queste cose, l’unica associazione assente è  la CNA-FITA che sappiamo essere da tempo interessata a dibattiti politici su altri temi e non avere più un interesse forte per il mondo sano dell’autotrasporto. Infatti non appena terminato il convegno, che vedeva in platea anche dirigenti territoriali della stessa CNA-Fita piuttosto delusi ed arrabbiati per l’assenza dei loro dirigenti nazionali, è arrivato il delirante comunicato stampa della presidente Franchini che aveva più il sapore di una dichiarazione di guerra … a tutti.  La presidente, colpita da una evidente sindrome da onnipotenza, dal suo piedistallo ha lanciato strali demenziali su cose che nemmeno conosce; la stessa che,  solo venti giorni fa, durante i lavori della presidenza Unatras, si raccomandava con il vice-presidente dell’albo di essere tenuta al corrente dell’avanzamento lavori del sistema informativo e l’indispensabile intreccio delle banche dati. A mezzogiorno del 18 aprile, per la Presidente Franchini, l’Albo diventava “il simbolo più fastidioso di quella burocrazia asfissiante e costosa che frena il Paese”.  Come è d’uso dire in simili circostanze ognuno è libero di pensare ciò che vuole, per noi, ad esempio, sarebbe necessario l’intervento di un  medico, uno di quelli bravi,  esperto nella cura del disturbo della personalità perché gli effetti possono essere devastanti dato il ruolo della presidente che, non dimentichiamoci, resta sempre il massimo rappresentante di una parte consistente di autotrasportatori per bene che si augurano di poter avere, con i fatti e non con le chiacchiere, una sana competizione. Visto che chiude il suo comunicato stampa con questa domanda: “cosa aspetta la politica a chiudere l’Albo” ? una domanda la faccio anch’io a lei: ma se le da tanto disturbo perché non esce lei dall’Albo ? Legalità, legalità. Legalità. Buon lavoro. Massimo Bagnoli Presidente nazionale FIAP
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