Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti on. Delrio lo scorso 7 di agosto ’15 ha reso pubblico l’Atto di indirizzo per il 2016 cui dovrà uniformarsi l’attività del proprio ministero.
L’atto di indirizzo è una specie di “summa” di buoni propositi, delle linee guida cui attenersi, in ultima analisi una serie di obiettivi da perseguire. Ovvio, quindi, l’interesse per chi, come noi, si occupa di trasporto su strada di merci.
Il documento, è pleonastico sottolinearlo, è largamente condivisibile; come si fa, ad esempio, a non concordare sulla volontà di favorire il rilancio delle autostrade del mare e dell’intermodalità , oppure sulla necessità di completare l’incompiuta per eccellenza, la Salerno-Reggio Calabria, o, ancora, sull’efficientamento del sistema portuale nazionale.
Quello che lascia invece piuttosto perplessi è l’estrema sinteticità del programma specifico per il trasporto stradale per il prossimo anno condensato in due soli capoversi che testualmente recitano:
Regolazione del trasporto stradale e dell’intermodalità favorendo:
processi di aggregazione delle imprese di autotrasporto e revisione dei programmi di spesa, al fine di evitare contributi indifferenziati;
applicazione piena delle procedure per l’accesso alla professione e al mercato e delle relative sanzioni.
Nulla da ridire sul secondo punto; sulla necessità di applicare in maniera uniforme su tutto il territorio le regole per l’accesso alla professione e al mercato ci siamo sempre battuti per cui ben vengano provvedimenti atti a concretizzare questo impegno. Sul punto a. invece qualche dubbio ci sovviene.
Intanto l’idea di favorire processi di aggregazione delle imprese di autotrasporto, ben lungi dall’essere originale visto che se ne parla ( e si legifera inutilmente) fin dagli anni ’80 del secolo scorso, è un po’ come la Salerno-Reggio Calabria: un’eterna incompiuta su cui tutti i ministri dei trasporti che si sono succeduti negli ulti trent’anni si sono, purtroppo, vanamente esercitati. L’attuale frammentazione del settore in piccole e micro imprese è troppo funzionale al sistema per trovare seri estimatori ad un suo ridimensionamento e, tanto meno, ad un suo superamento. Vedremo se il 2016 sarà effettivamente l’anno della svolta visto che in tanti, salendo in cattedra, non perdono occasione per spiegarci che l’inefficienza del sistema e quindi i maggiori costi del trasporto stradale sono tutti da ascrivere alla sua frammentazione.
La seconda parte del punto a. – revisione dei programmi di spesa al fine di evitare contributi indifferenziati - ha un che di minaccioso, soprattutto dopo i consistenti tagli operati alle risorse destinate all’autotrasporto nel corso dell’ultimo anno e in particolare alla luce della recente vicenda delle spese non documentate, che non lascia del tutto tranquilli gli operatori soprattutto gli autotrasportatori monoveicolari.
Anche su questo siamo curiosi di vedere, prima di dare giudizi di merito, come il ministro intende declinare il principio enunciato; il nostro auspicio è che non si ripeta il pasticcio dei mesi scorsi e che le imprese siano messe in condizione, prima e non a bilancio chiuso, quando nessun rimedio è più possibile, di conoscere su quali eventuali benefici poter contare o meno in sede di dichiarazione dei redditi.
Queste le prime riflessioni, a caldo, sul piano programma del ministro Delrio per l’anno che verrà; piano che pubblichiamo integralmente al fine di consentire, a chi lo vorrà di farsi, a sua volta, una idea più precisa su cosa dobbiamo aspettarci per il futuro prossimo venturo.
Allegati: Atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche da realizzarsi nel 2016