Mentre migliaia di camionisti bloccati si preparano a trascorrere un Natale triste lungo le strade europee, le aziende di trasporto hanno bisogno che i Governi si accordino e agiscano su protocolli chiari per evitare che una crisi come quella provocata dalla COVID-19 o situazioni di emergenza come quella generatasi tra Regno Unito e la Francia – anzi l’Europa - blocchi nuovamente un importante valico di frontiera.
Anche se i camion si stanno muovendo lentamente attraverso una Dover bloccata verso la Francia, l'attuale arretrato – circa 10.000 camion - dovrebbe richiedere almeno una settimana per essere smaltito al ritmo attuale. Totalmente allarmante. Scenario a cui si aggiunge la criticità connessa alle molte migliaia di altri camion bloccati in altre parti del Regno Unito, in attesa del via libera per avvicinarsi a Dover.
Tutti i paesi europei dovrebbero derogare ai divieti di circolazione delle merci, come ha fatto in parte il Regno Unito, per consentire agli autisti di tornare a casa in sicurezza e per consentire alle catene di fornitura di tornare alla normalità il più rapidamente possibile.
Le Autorità britanniche stanno facendo del loro meglio per gestire una situazione difficile, eppure le informazioni sul campo continuano ad essere un problema serio. Centinaia di camion hanno finito il carburante, ed è chiaro che la gestione dell’emergenza generale, compresa la gestione del traffico stradale, ha fallito; gli autisti e le catene di approvvigionamento e devono essere riviste per il futuro.
Anche il modello implementato per l’effettuazione dei test COVID si è rivelato inefficace, poiché i conducenti sono in gran parte isolati nei loro veicoli, e portano solo a enormi ritardi senza alcun beneficio per la gestione della pandemia.
"Le aziende di trasporto in tutta Europa continuano a segnalare autisti confusi, spaventati e sconvolti sul campo", ha detto il Segretario Generale dell'IRU Umberto de Pretto. Gli autisti non avrebbero dovuto essere costretti a passare il Natale in un parcheggio. Dobbiamo riportarli a casa dalle loro famiglie il più presto possibile".
"Questa è una prova generale post-Brexit per questa frontiera: accordo commerciale o non accordo commerciale, la questione non cambia. È inaccettabile il modo in cui gli Autisti sono stati e vengono trattati dalle Autorità, con cibo e servizi igienici limitati, e una guida e una comprensione insufficiente".
Nonostante tutto, gli Autisti stanno ringraziando comunque le persone che si sforzano di sostenerli sul campo, compresi gli operatori di carità e i volontari della comunità locale.
La pandemia, non per la prima volta, ha bloccato un'importante rotta commerciale transfrontaliera, interrompendo le catene di approvvigionamento essenziali e portando miseria ai conducenti. Nonostante le speranze di una fine anticipata della pandemia e con un nuovo accordo commerciale UE-Regno Unito, i Governi devono intensificare i piani e i protocolli per affrontare preventivamente le crisi di confine.
"Le merci e le catene di fornitura devono continuare a scorrere, ancora di più in una crisi", ha aggiunto Umberto de Pretto.
Le imprese di autotrasporto e i loro autisti, insieme alle autorità di trasporto, hanno bisogno di certezza e chiarezza sui protocolli da seguire in caso di crisi, per poter reagire e gestire situazioni come quella che si sta vivendo e subendo ai confini tra Francia e Regno Unito.
Le raccomandazioni della Commissione europea sulle misure relative alle frontiere in caso di pandemia, e rafforzate nella lettera del Commissario ai trasporti inviata oggi agli Stati membri, vanno in questa direzione.
La FIAP si riconosce pienamente nelle dichiarazioni sulla situazione del Segretario generale IRU Umberto De Pretto – dichiara Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP - e fa appello alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Paola De Micheli affinché operi un monitoraggio puntuale della situazione e, fermo restando il rispetto delle regole sanitarie stabilite per l’ingresso degli Autisti, auspica nella deroga ai divieti di circolazione per consentire loro il rientro.
#RISPETTIAMOILTRASPORTO
Piero Savazzi - FIAP