Non ero molto convinto ad intervenire sulla questione dell’emergenza neve, sui provvedimenti dei prefetti e sulla confusione nel far rispettare le ordinanze da parte delle Forze dell’Ordine. Ho decine di amici che svolgono il mestiere in tutta Europa e sono oggetto di scherno per questi provvedimenti che paralizzano e creano disagi al tessuto economico del Paese. Un collega Olandese mi ha chiesto per tre volte se era vero che non si poteva circolare a causa neve o se era uno scherzo. Dopo aver ricevuto come risposta che non era uno scherzo mi ha chiesto, preoccupato, quanta neve ci fosse. Ho avuto vergogna a rispondergli e, soprattutto, non gli ho detto quali sono i criteri che portano alla sospensione della circolazione dei mezzi pesanti.
I Prefetti, oltre all’incalcolabile danno economico procurato alle imprese, hanno creato un danno d’immagine al Paese altrettanto grave e che non penso ci meritiamo. Le operazioni di filtraggio ai caselli autostradali ci ha mortificato. Ha mortificato chi, nonostante tutto, vuole rimanere ligio alle regole. Non permettere l’ingresso a furgoni di 35 q.li di peso complessivo non ha motivazioni se non l’esercizio del potere in maniera arrogante e da incompetenti.
Ho ricevuto decine di messaggi contenenti insulti ed invettive verso le associazioni da parte di autotrasportatori imbufaliti e, devo dire, con mille ragioni. Oggi tutti i Presidenti stanno facendo comunicati stampa di indignazione, manifestano una indignazione mediatica che domani sarà scomparsa ed andrà a fare il paio con l’indignazione per l’ingiustificato aumento dei pedaggi autostradali già archiviata e non sono passati neppure due mesi dall’inizio dell’anno.
Quando si discute del piano neve sarebbe sufficiente una maggiore decisione e presenza al tavolo delle decisioni e partecipare non da uditori ma da attori protagonisti a difendere le imprese ed il buon senso e sbandierare (e qui ce ne bisogno) quello che succede in Europa. Ma qui nessuno dice niente e, soprattutto, nessuno paga. Adesso si dovrebbe creare una Class Action che richieda i danni ai Prefetti ed alle Società di Gestione Autostradale. Mentre sto scrivendo vedo il sole fuori dal mio ufficio e le strade pulite, i miei camion li ho dotati di catene e gomme termiche ma, incredibilmente, non posso circolare. Non posso circolare da lunedì e probabilmente non potrò farlo nemmeno domani e sono preoccupato per giovedì perché le condizioni del tempo non sono favorevoli. Ma è un paese normale questo? Ma non è ora di dire basta? Comincio a pensare che bisogna prendere questi fermi forzati come prove generali per un bel fermo dell’autotrasporto che serva a ridare dignità al settore e che ci tolga da questa assurda sudditanza dove degli incompetenti totali che, spesso, quando sentono la parola lavoro debbono consultare un dizionario per comprenderne il significato ma che hanno il potere di creare tanti danni. Gratis per loro.
In una audizione alla commissione Trasporti della Camera quattro anni fa, FIAP propose di richiedere danni alla Società Autostrade per non aver consentito l’ingresso ai ns. autocarri perché era in previsione una nevicatache poi non ci fu. I camion entrarono in città bloccando le circolazioni interne, creando un clima surreale quasi di paura e condizioni di lavoro per gli autisti vergognose ed inaccettabili. Da quel giorno è cambiato il responsabile ma non gli effetti, ora non si entra in autostrada per volontà del Prefetto e non per volere della Soc. Autostrade ma i danni sono sempre in capo a quel mondo che con il suo lavoro consente il pagamento dei grassi stipendi di questi incapaci.
Massimo BagnoliPresidente Fiap