Questo il titolo di una notizia pubblicata sul sito web di una associazione dell’autotrasporto il 17 ottobre 2017: “TIR, Albo: per 6 euro impossibili da pagare si sospende un’impresa di autotrasporto”. Il fatto descritto come una “follia della burocrazia ministeriale italiana”, si è rivelato essere un “fake”.
Nell’articolo, datato 17 ottobre 2017, pubblicato sul sito www.trasportounito.net (vedere link sotto riportato) si racconta l’odissea che avrebbe vissuto una impresa di Brindisi, iscritta all’Albo Professionale, a seguito della richiesta di integrazione della quota di iscrizione dovuta per l’anno 2013. Il valore richiesto? 6 euro. Versamento che avrebbe dovuto essere effettuato entro i canonici 30 giorni, pena la sospensione dall’Albo.
Nel “racconto” pubblicato, si esplicita il fatto che il Sistema telematico di pagamento dei contributi di iscrizione, a causa di una anomalia (rif.to errore PAG05), non avrebbe consentito l’effettuazione dell’operazione di versamento, e che i tentativi di contatto effettuati per risolvere l’arcano errore, tra numeri verdi, PEC, operatori di help-desk, risposte inopportune e quant’altro, non siano andati a buon fine. Scenario, a quanto descritto, dall’esito infausto, vista la “sospensione” dall’Albo comminata all’impresa. Praticamente una Azienda di trasporto “messa fuori legge” (l’autore dell’articolo indica questo in esordio) per un mancato versamento di 6 euro.
Quanto avvenuto, anzi, descritto e pubblicato su un organo di informazione social di una associazione di rappresentanza datoriale del settore - quindi non un soggetto qualunque - ha ovviamente destato l’attenzione degli addetti ai lavori. E per scrupolo professionale, qualcuno ha proceduto con un controllo dello scenario.
È stato sufficiente chiedere agli uffici dell’Albo, cosa fosse successo in realtà. Non essendo disponibile un identificativo dell’Azienda coinvolta, attraverso una operazione di incrocio di dati, si è riusciti a risalire al probabile fatto ed agli attori. A quanto appreso, non vi è stata alcuna “sospensione”, bensì unicamente l’avvio della procedura propedeutica al provvedimento disciplinare, con l’assegnazione di ulteriori 30 giorni per l’estinzione del “debito”. Procedimento iniziato l’11 ottobre 2017 e, udite, conclusosi ben cinque (5) dopo, ossia il 16 ottobre, con saldo dell’integrazione dovuta, a seguito di una segnalazione presa in carico e gestita in tempi rapidi. Questa, secondo i riscontri dell’Albo, è stata l’unica segnalazione gestita tramite l’help desk, riconducibile allo scenario descritto nel racconto.
La procedura on line predisposta per i pagamenti sia delle quote ordinarie, di quelle pregresse e delle integrazioni è stata utilizzata, ad oggi, da molte Aziende, e solo in casi sporadici si sono verificate anomalie comunque risolte celermente e con professionalità dal personale addetto. È sembrato, quanto meno, singolare che proprio per una Impresa, e per i valori citati, si fosse arrivati all’esecutività di un provvedimento disciplinare così grave.
Che dire. Una cosa su tutte: che il fatto è stato così descritto e diffuso, modello “fake news”, da una organizzazione che avendo perso il proprio rappresentante nell’Albo, cerca costantemente l’occasione di discreditare l’Ente stesso, fino alla richiesta della sua chiusura. Tutto ciò è alquanto squalificante. Purtroppo fra i sedicenti rappresentanti della categoria ci sono anche soggetti di questa caratura. Il vero “fake” sta proprio lì.
Silvio Faggi Segretario Generale Fiap
Link alla notizia - https://www.trasportounito.net/tir-albo-6-euro-impossibili-pagare-si-sospende-unimpresa-autotrasporto/