Si è tenuto martedì scorso il previsto incontro fra le Associazioni dell'autotrasporto e il ministero dei Trasporti per l'esame congiunto dello stato di attuazione del protocollo d'intesa del novembre 2013, anche alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia europea sui costi minimi di sicurezza.
Particolarmente nutrite le delegazioni delle Associazioni degli autotrasportatori, mentre a rappresentare la parte governativa, essendo il ministro Lupi impegnato a Milano al Consiglio Europeo dei Ministri dei Trasporti, solo il Consigliere del Ministro, l’on Rocco Girlanda e alcuni funzionari ministeriali.
Un incontro che, proprio per l'impossibilità da parte dei rappresentanti del Governo di potersi assumere degli impegni, si è risolto in una mera presa d'atto della scarsa capacità del Governo di comprendere e dare la giusta attenzione ai problemi che affliggono le imprese dell’autotrasporto.
È a dir poco disarmante l’incoscienza e la sciatteria di chi, ricoprendo incarichi di Governo, preferisce proseguire nell’ostinatezza di non (voler) vedere le difficoltà di un settore già tristemente vessato, piuttosto che prendere i tanto necessari provvedimenti, arrivando addirittura a tollerare che la categoria proclami ed effettui un fermo a ridosso di Natale, che solo ulteriori difficoltà aggiungerebbe ad un Paese già in stallo.
D'altronde le recenti vicende non fanno altro che alimentare un sentiment di incertezza e preoccupazione.
La bocciatura delle norme sui costi minimi di sicurezza (che il Governo non ha ritenuto di dover difendere con la dovuta determinazione di fronte alla Corte di Giustizia europea); la riduzione del 15% del rimborso delle accise a partire dal prossimo mese di gennaio; la mancata nomina dei vertici dell'Albo e il mancato trasferimento delle competenze in materia di tenuta dell'albo dalle province alle Motorizzazioni civili - fonte di non pochi problemi per le imprese che intendono operare correttamente sul mercato, la mancata conferma nel decreto Sblocca Italia e dei provvedimenti contro il cabotaggio abusivo; l’assoluta incertezza sulle risorse che verranno inserite nella prossima legge finanziaria, sono la più evidente testimonianza dell’incapacità (o dovremmo dire della mancanza di volontà?) del Governo di gestire le spinose partite rimaste ancora aperte.
Ora la palla passa direttamente alle rappresentanze dell'autotrasporto, cui spetta il dovere di dare al Governo una risposta ponderata, proporzionata ed efficace.
Conftrasporto, Confartigianato Trasporti, Sna Casa e Anita hanno già disdettato il protocollo d’intesa del novembre scorso riservandosi di assumere le decisioni conseguenti.
Solo Cna Fita non si pronuncia: nessun comunicato, nessuna presa di posizione.
Evidentemente ai dirigenti di questa organizzazione nulla interessa di rimborsi delle accise, di rimborsi dei pedaggi autostradali, di introdurre misure di contrasto al cabotaggio abusivo e via dicendo.
Se da quelle parti qualcuno si ostina a pensare che, alla fine, saremo noi a togliere le castagne dal fuoco per conto loro è bene che sappia che questa volta ha sbagliato sia la diagnosi, che la prognosi.
Noi un’idea per rammentare al Governo che l’autotrasporto è stanco di farsi prendere in giro l'abbiamo già, e ci riserviamo di tornare sull’argomento, nel frattempo le aziende dell’autotrasporto potrebbero prendersi una settimana di “ferie”.
Presidenza nazionale FIAP