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La logistica italiana può fare la differenza. Serve coraggio, visione e gioco di squadra

| Pubblicato in Organi di Informazione
Transpotec Logitec Alessandro Peron

Intervista ad Alessandro Peron, a cura della Redazione di Transpotec Logitec.

La logistica italiana è davanti a un bivio storico: continuare a “galleggiare” o riposizionarsi come partner strategico dell’industria italiana. In un mondo che cambia rapidamente, le imprese più lungimiranti hanno già intrapreso questo percorso di crescita. Ne parliamo con Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP, che ci offre uno sguardo pragmatico ma ottimista sulle prospettive di un comparto fondamentale per l’economia del Paese.

“La logistica è lo specchio dell’economia reale - spiega Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP -. Se l’industria soffre, se la grande distribuzione soffre, il settore lo sente subito. Ma questo non deve essere visto solo come un problema: è anche un’opportunità. Possiamo e dobbiamo diventare parte attiva della ripresa del Paese. È finito il tempo di pensare a questo comparto solo come a un costo da comprimere e oggi serve un cambio di passo”.

Il contesto resta in generale complesso: crisi geopolitiche, aumento dei costi, valichi alpini che rallentano le merci, dazi, normative ambientali stringenti. “È vero, il momento non è facile, ma l’Italia resta un Paese con un potenziale straordinario. Siamo una nazione che trasforma materie prime in eccellenze conosciute in tutto il mondo. Senza una logistica efficiente, quel valore rischia di restare fermo nei magazzini”.

Un settore che può (e deve) evolvere

“Il nostro è un settore fatto di piccole imprese – aggiunge Peron -: il 90% ha meno di 25 dipendenti. Ma il piccolo oggi non basta più: bisogna strutturarsi per essere più competitivi e per non restare schiacciati tra colossi internazionali e committenti che cercano sempre il prezzo più basso. Il cambiamento però è già in atto, vedo tantissimi imprenditori che hanno voglia di mettersi in gioco, di crescere, di investire, di ragionare in termini manageriali e non più solo padronali. Questo è il segnale più positivo che abbiamo davanti”.

Peron sottolinea con forza un nodo culturale che frena l’evoluzione: “Per troppo tempo si è pensato che la logistica fosse solo un costo, in realtà dobbiamo pensarla come un asset strategico: è il mezzo per fare arrivare il prodotto al cliente e oggi il cliente non compra solo il prodotto, compra il servizio, compra la puntualità, compra l’efficienza”. FIAP sta lavorando attivamente su diversi fronti per aiutare le imprese a fare un salto culturale importante, abbandonando una gestione troppo padronale, e a trasformarsi in realtà più manageriali, più strutturate e più moderne, in grado di fare squadra, di migliorare le condizioni di lavoro e di attrarre nuovi talenti: “Il nostro approccio è pratico e concreto: non portiamo problemi, portiamo soluzioni. Per questo abbiamo creato un Osservatorio insieme a grandi brand come Ferrero, che ha portato alla nascita del primo rating di affidabilità delle imprese di trasporto e logistica. Questo strumento serve sia a tutelare chi acquista i servizi, sia a valorizzare quelle aziende che investono seriamente in strutture, persone e innovazione. L’obiettivo è costruire un vero ecosistema virtuoso, dove le imprese sane e affidabili possano finalmente vedersi riconosciuti i loro sforzi e i loro investimenti. Parallelamente, abbiamo aperto un nuovo dialogo anche con la politica, non più solo con il Ministero dei Trasporti, ma con tutti quei Ministeri che hanno a che fare con il nostro settore: Industria, Agricoltura, Lavoro, Esteri perché la logistica è un tema trasversale e non riguarda solo il trasporto”.

Un passaggio cruciale concerne poi il lavoro. Se infatti il settore della logistica denuncia una carenza di personale, dall’altra è necessario poter assicurare condizioni di lavoro dignitose, percorsi di formazione e di carriera e guadagni adeguati se si vogliono attrarre nuove leve.

L’importanza del fare squadra

Una cosa è certa, secondo Peron, per affrontare il futuro servono imprese più strutturate e più consapevoli, ma soprattutto è necessario fare squadra e avere una visione condivisa. In questo panorama l’appuntamento con Transpotec Logitec 2026 rappresenta un momento fondamentale del percorso di cambiamento, “un luogo in cui domanda e offerta si confrontano davvero, dove si costruiscono relazioni, si fanno sinergie, si guardano le sfide insieme con rinnovata energia e fiducia”.

“Abbiamo un tessuto imprenditoriale straordinario, - conclude Peron - fatto di persone che credono ancora nel fare impresa, nel creare lavoro, nel dare valore. Il futuro è nelle nostre mani. Chi avrà il coraggio di cambiare oggi, sarà il protagonista del domani. E io sono certo che la logistica italiana saprà essere all’altezza di questa sfida”.

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