articolo a cura di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP per Vie & Trasporti - Dicembre 2025
La fine dell’anno sta mostrando, in modo piuttosto evidente, quanto il settore del trasporto e della logistica sia attraversato da un intreccio di norme, decisioni e iniziative che si stanno sovrapponendo con una velocità difficile da assorbire. Alcune sono state volute, altre subite, altre ancora introdotte con una fretta che lascia aperti molti interrogativi. In questo quadro, la nostra Federazione è stata chiamata a un lavoro continuo su numerosi dossier strategici.
La nuova disciplina sul reverse charge, per esempio, rischia di produrre effetti distorsivi molto rilevanti se dovesse arrivare una conferma da Bruxelles. Un impatto che coinvolgerebbe l’intera filiera, non solo la subvezione, con evidenti ripercussioni sulla liquidità e sulla competitività delle imprese. Parallelamente, la norma sui tempi di attesa continua a generare dubbi interpretativi che qualcuno tenta di alimentare, quasi a cercare spazi di deroga dove la legge non ne prevede. A questo si aggiunge la questione del contrasto alle attività illecite nella gestione dei rifiuti, che punta giustamente a colpire i comportamenti fuorilegge, ma che potrebbe paralizzare chi già opera correttamente, esponendo le aziende a procedimenti penali o sequestri per irregolarità minime.
Non meno delicata è la decisione di introdurre un divieto sperimentale di sorpasso per 90 chilometri sulla A1. Una scelta che, al di là delle intenzioni, rischia di far lievitare tempi e costi, aggravando ulteriormente lo stress degli autisti che già lavorano in un contesto povero di infrastrutture adeguate. Senza dimenticare il nuovo calendario dei divieti, che ancora una volta fatica a tenere conto delle esigenze del mercato. E resta sospesa la promessa dei 600 milioni per la transizione energetica. Infine, il possibile divieto di compensazione del credito accise con Inps e Inail costituirebbe un colpo durissimo per imprese che vivono su margini ridotti e affidano alla compensazione una parte cruciale della sostenibilità finanziaria.
Sul piano europeo, pesi e dimensioni, il trasporto combinato e gli ETS2 riferiti alle nuove politiche climatiche aprono scenari complessi che richiedono una linea chiara e unitaria del settore.
Meglio una sola voce
In un contesto così carico di tensioni, qualcuno potrebbe essere tentato di alimentare pulsioni di piazza per ottenere visibilità o nuove adesioni. Ma lo sciopero resta l’extrema ratio, non lo strumento principale di una moderna attività di rappresentanza. Fiap, su ogni dossier, è intervenuta tempestivamente con segnalazioni circostanziate ai Ministeri competenti, avviando al contempo un confronto serio con le Commissioni parlamentari. La politica, nonostante letture interessate che circolano, ha mostrato disponibilità e ascolto. È il momento di far fruttare il metodo di lavoro costruito negli ultimi anni: dialogo, serietà, proposte concrete. I primi risultati potrebbero arrivare già nelle prossime settimane.
Dispiace constatare che il settore non si sia mosso in modo unitario. Ogni associazione ha scelto una propria linea, talvolta in contrasto con le altre, evidenziando ancora una volta una fragilità strutturale. Accusiamo le imprese di non fare squadra tra loro, ma dobbiamo riconoscere che anche le rappresentanze sono spesso divise da rendite di posizione o da interessi non coincidenti. E senza una sintesi univoca, la voce del settore diventa più debole.
Il lavoro da fare è molto, ma oggi abbiamo una politica pronta a confrontarsi. La domanda è: sapremo comunicarle le priorità con chiarezza, compattezza e visione? Fiap sta facendo la sua parte, con l’unico obiettivo che dovrebbe guidare tutti: tutelare le imprese, rafforzare il settore, sostenere il sistema Paese.