Incontri Governo,Trasportatori, Committenza.
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Proseguono fra alti e bassi (più bassi che alti) i lavori del tavolo di confronto fra rappresentanti dell'autotrasporto, della committenza e del Governo per verificare se esistono le condizioni per giungere ad una condivisione delle regole soprattutto in materia di costi minimi. Ieri, 25 luglio, sotto la regia del sottosegretario Girlanda, si è tenuta una ulteriore quanto breve seduta per decidere, sostanzialmente, che della questione se ne riparlerà a settembre. Qualche rappresentante della committenza non ha comunque perso l'occasione per sottolineare, ancora una volta, di essere più interessato a ricercare la rissa che non a verificare effettive convergenze su alcuni punti. La posizione della Fiap è stata ribadita al tavolo dal Segretario Generale presente all'incontro: siamo disponibili a verificare con la committenza eventuali criticità emerse dalla applicazione delle norme sui costi minimi e su queste ricercare soluzioni condivise; NON siamo disponibili a rinunciare alla norma. La legge c'è, è stata votata dal Parlamento ed è tuttora vigente. Qualcuno, di grazia (ad esempio gli amici di Cna Fita), dovrebbe spiegarci per quale motivo l'autotrasporto dovrebbe rinunciare alla tutela di una legge in cambio di un accordo con la controparte la cui applicazione è rimandata unicamente alla buona volontà del committente. Che coloro che eseguono il trasporto abbiano il diritto di percepire almeno i costi di esercizio che gli stessi sono obbligati a sostenere, è prima ancora che una quanto mai opportuna tutela della sicurezza, un elemento di civiltà e di etica per noi irrinunciabile. Nessuno può legittimamente pretendere che altri lavorino per lui senza che sia loro consentito di realizzare il giusto guadagno, figuriamoci se c'è poi addirittura l'assurda pretesa che ci rimettano di tasca propria. Se questo concetto fatica ad entrare nella zucca di qualche emerito Presidente di Associazione della committenza - tanto per essere chiari e non lasciare spazio a fraintendimenti - lo stesso può scordarsi, fin d'ora, di poter trovare interlocutori nella Fiap. I costi di esercizio vanno pagati, sempre e comunque, senza se e senza ma. Alla ripresa dei lavori del tavolo nel mese di settembre, comunque, torneremo a riproporre alcuni temi a noi cari, come l'indeducibilità delle fatture di trasporto in caso di comportamenti non conformi alla legge da parte del committente o in caso di mancato pagamento dei corrispettivi entro il termine massimo fissato da norme europee e nazionali e in quella sede verificheremo se le aperture che alcuni hanno fatto erano reali o solo strumentali. Una cosa però è prioritaria su tutto il resto: il Governo italiano deve costituirsi subito di fronte alla Corte di Giustizia per difendere fino in fondo la Sua Legge sui costi minimi di sicurezza.
Su questo, è bene che si sappia, non siamo disposti a fare sconti a nessuno: è la condizione per continuare il confronto ed evitare lo scontro. Non ho dubbi sul fatto che la questione sia ben chiara a tutti quanti a cominciare dal sottosegretario Girlanda ma, come diceva qualche nostro saggio antenato "repetita juvant".
Silvio Faggi segretario generale FIAP