Il rapporto fra autotrasporto e grande distribuzione organizzata (GDO) non è mai stato dei più facili per una serie di motivi che sarebbe troppo ponderoso analizzare in maniera approfondita, per cui ci limiteremo a segnalare quello che, a nostro avviso, è forse il più significativo.
Il supermercato che riceve i prodotti (freschi o secchi) non è mai il committente dell’autotrasportatore maè comunque il soggetto che ne condiziona la produttività, e non solo quella, in maniera determinante. Basti pensare ai tempi di attesa allo scarico, alla prenotazione, in molti casi a pagamento, degli slot per lo scarico, a tutta la tematica dei bancali ricevuti e non restituiti per arrivare, infine, a quella che senza tema di smentita potremmo definire la vergogna delle vergogne: l’utilizzo illegale dei vettori per operazioni di scarico dei veicoli in barba a tutte le leggi e le norme in materia di sicurezza.
Le modalità adottate cambiano da gruppo a gruppo ma il fine rimane sostanzialmente lo stesso, vale a dire in molti - troppi casi - obbligare il vettore, che magari ha già macinato nove o dieci ore di guida, a scaricarsi il veicolo.
Per far questo alcuni costringono il conducente a sottoscrivere delle false dichiarazioni dove lo stesso afferma di conoscere e di essere abilitato all’utilizzo di macchinari – in genere muletti elettrici o con motore a scoppio - messi a disposizione dal magazzino di arrivo e, non solo, ma ad affermare anche che sarebbe stato lo stesso conducente a pretendere di scaricare il proprio veicolo assumendosi tutti i rischi che potrebbero derivarne.
In altri magazzini il sistema è più subdolo in quanto non si “impone” al vettore lo scarico ma si fa in maniera che chi provvede in proprio riesca a scaricare per primo mentre gli altri aspettano per delle ore quando non anche delle mezze giornate.
In qualche gruppo, dove evidentemente il tasso di delinquenza dei dirigenti è più alto che non in altri, pare addirittura che a distanza di qualche giorno dall’effettuazione dello scarico da parte del conducente, con le modalità sopra ricordate, allo stesso venga richiesto il risarcimento di presunti danni (chiaramente inesistenti) causati al muletto o ad altre attrezzature di magazzino per svariate centinaia di euro.
Di questi giorni alcuni conducenti ci hanno riportato una storia che avevamo sentito raccontare qualche tempo fa ma che ritenevamo poco veritiera o comunque episodica e che invece, a quanto pare, è una prassi tutt’altro che superata.
In un grande gruppo internazionale con tanti magazzini e punti vendita anche in Italia, ai conducenti, quando si presentano con il veicolo carico in ribalta, vengono consegnate le chiavi del muletto in cambio di quelle del camion (un vero e proprio sequestro dell’automezzo), chiavi che verranno restituite solo a scarico completato; ovviamente a cura del conducente stesso. O il conducente si adegua o non scarica il veicolo.
Le casistiche che si presentano possono essere le più disparate: dal conducente dipendente che, all’insaputa del proprio datore di lavoro accetta pur di liberarsi dell’impiccio a quello che, invece, viene caldamente invitato dal suo datore di lavoro a provvedere nonostante che lo stesso contratto di lavoro escluda la possibilità di adibire i conducenti ad attività di cabotaggio; al padroncino che spaventato dalla possibile perdita del lavoro è disposto a qualsiasi compromesso.
In sostanza c’è un soggetto, la GDO, che non è il committente tariffario del trasporto e quindi esente da responsabilità dirette, che costringe altri due soggetti - il committente vero e proprio e il vettore – a commettere quanto meno degli illeciti con possibili risvolti penali a proprio ed esclusivo vantaggio.
E nessuno fa nulla, a cominciare proprio dagli ispettorati del lavoro che dovrebbero vigilare su queste situazioni.
Certi comportamenti della GDO sono un vero e proprio cancro per l’autotrasporto, un cancro che prima viene estirpato e meglio è per tutti. Lo diciamo soprattutto a chi giustamente non perde occasione per invocare maggiore sicurezza sul luogo di lavoro e sulle strade, a chi lamenta i troppi incidenti mortali.
A costoro, a chi ci governa, a chi avrebbe il dovere di vigilare e troppo spesso non lo fa in maniera adeguata, ai tanti imprenditori distratti che tollerano o incentivano certe pratiche, rivolgiamo due semplicissime domande:
Che sicurezza sul lavoro può dare un soggetto come il conducente del camion che non conosce e non ha avuto alcuna formazione per l’utilizzo di strumenti come i muletti nel momento in cui viene di fatto costretto a scaricare il proprio camion?
Che sicurezza può dare agli altri utenti della strada un conducente che, pur avendo una rigida regolamentazione degli orari di guida e di riposo, si ritrova a dover fare ore aggiuntive di lavoro in magazzino non registrate e non pagate?
Ecco ci piacerebbe sapere che ne pensano i tanti soloni che non perdono occasione per additare nei conducenti e nella loro presunta irresponsabilità, la causa dei tanti, troppi incidenti, spesso con esiti infausti, ai quali si espongono ed espongono anche gli altri utenti della strada.
Si cominci finalmente a fare pulizia proprio partendo da una ispezione nei centri di ricevimento della merce della GDO - siano essi ipermercati o piattaforme di stoccaggio temporaneo delle merci - e sicuramente qualcosa in positivo per la sicurezza di tutti, ne siamo certi, cambierà.