Il segretario nazionale Silvio Faggi giudica encomiabile l’iniziativa promossa dalla rivista Uomini e Trasporti perché aiuta a riparare un’ingiustizia subita, a contenere i costi rispetto a un’iniziativa singola e a far riflettere l’autotrasporto sulla necessità di ricercare una politica unitaria La Fiap (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali) aderisce all’azione collettiva promossa da Uomini e Trasporti per consentire alle aziende di autotrasporto di ottenere la restituzione dei contributi Sistri negli anni 2010 e 2011 ed eventualmente farsi risarcire i maggiori danni subiti.
«È un’iniziativa encomiabile – spiega Silvio Faggi, segretario nazionale dell’associazione – non soltanto perché consente a tante imprese di trasporto di riparare un’ingiustizia evidente, quella di essere costretti a pagare per il funzionamento di un sistema che in realtà non funzionava.
Ma soprattutto esprime un valore antico, che però l’autotrasporto non riesce ancora a fare proprio: soltanto dall’unione scaturisce la forza. Le divisioni, le battaglie in solitudine, condotte soltanto per l’orgoglio di qualche leader non portano da nessuna parte. Peggio, indeboliscono e creano il presupposto per un arretramento del settore».
Ma i benefici generati dal muoversi collettivamente non si esauriscono soltanto nella maggior forza.
Lo stesso Faggi sottolinea come, pure rispetto a un’azione legale, si possano toccare con mano i vantaggi prodotti dalle economie di scala. «È fin troppo evidente che i costi legali di un’azione collettiva impattano meno sui singoli. Anzi, tanto più numerose sono le adesioni tanto più questi costi diventano “leggeri”».
Per tutti questi motivi il segretario della Fiap, oltre a invitare i propri associati ad aderire all’azione collettiva contro il Sistri – specificando al momento dell’adesione di essere «aziende Fiap» - invita pure le altre associazioni a uscire dagli steccati e a lanciare un messaggio costruttivo. «Anche noi, giudicando positiva l’iniziativa, avremmo potuto replicarla al nostro interno e portarla avanti singolarmente. Ma avrebbe avuto senso? Avremmo fatto maggiormente gli interessi delle aziende che rappresentiamo facendole pagare maggiori spese legali o riducendo le probabilità di riuscita dell’azione? Io ho l’onestà intellettuale di dirlo. Mi piacerebbe che altri facessero altrettanto».
L’azione collettiva promossa dalla rivista Uomini e Trasporti prevede sia la possibilità di chiedere al ministero dell’Ambiente la restituzione dei contributi versati per il Sistri negli anni 2010 e 2011, sia quella di farsi risarcire i maggiori danni subiti e collettivizzabili (montaggio delle black box presso un elettrauto, bollette delle schede sim, corsi di formazione per i delegati Sistri, ecc.). È da sottolineare che mentre la restituzione soggiace a un termine di prescrizione decennale, il risarcimento dei danni si prescrive in cinque anni e quindi, rispetto a molte spese sostenute, potrebbe diventare a rischio se non si agisce in fretta.
I costi dell’azione sono modesti e assolutamente trasparenti (nel senso che sono definiti inizialmente e considerati onnicomprensivi). Anche la documentazione per aderire è molto contenuta. Tutti i dettagli per l’adesione all’azione collettiva si trovano al seguente indirizzo della sezione Documenti e Moduli del sito di Uomini e Trasporti: http://www.uominietrasporti.it/imgup/Elenco%20documenti%20-%20bis.pdf