Fermo per “neve” del 26 febbraio 2018. La FIAP impugna i verbali di alcune imprese sanzionate.
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Faggi: “Le emergenze per neve richiedono rapidità di decisione, ma anche flessibilità, e dialogo”.
Non si è ancora spento il fuoco acceso dalle proteste elevate dalle imprese in merito alle ordinanze di fermo della circolazione dei mezzi pesanti per neve, emanate dalle Prefetture lo scorso 26 febbraio 2018. Giorno nel quale il meteo, le cui previsioni hanno largamente fallito, ha regalato una giornata di sole in molte zone del nostro Paese. Proteste alle quali si era prontamente unita l’aspra critica del Presidente FIAP Massimo Bagnoli. Infatti, lo scenario creatosi si è ulteriormente complicato. Pur avendo, alcune Prefetture, prontamente revocato il provvedimento di fermo dei veicoli industriali, ad esempio quella di Modena, altre non sono state così attente e, pur nell’evidenza di un meteo totalmente differente, hanno mantenuto attiva l’Ordinanza di fermo, ritenuta da FIAP e da altre Associazioni del settore, ormai priva di fondamento.
Si è generata, quindi, una situazione complessa per le Aziende, che si sono trovate a svolgere i propri servizi su percorsi nei quali partenza e arrivo risultavano essere in zone prive di divieto, ma con restrizioni vigenti lungo il tragitto, compreso quello autostradale.
Situazione maggiormente priva di soluzioni.
È accaduto quindi che alcune Imprese, i cui mezzi stavano transitando per l’autostrada nella provincia di Bologna, la cui Prefettura non aveva revocato l’Ordinanza di restrizione alla circolazione dei mezzi sopra le 7,5t, abbiano subito la contestazione della violazione dell’art. 6 comma 12 C.d.S., in quanto il conducente circolava sul tratto autostradale in violazione del provvedimento Prefettizia.
Giova ricordare che la sanzione pecuniaria per tale violazione ammonta a 422,00 €, e che oltre ad essa sono previste le seguenti “pesanti” sanzioni accessorie: sospensione della patente di guida del conducente e fermo amministrativo del veicolo utilizzato al momento della violazione. Ovviamente, rigorosamente applicate.
Pur nel rigoroso e pragmatico rispetto delle regole del Codice della Strada, la FIAP ha ritenuto doveroso prestare assistenza ai propri associati, impugnando i verbali di contestazione elevati, consapevole sia dell’origine dei fatti e delle gravi conseguenze generate dalla situazione che, come è evidente, si è riflessa pesantemente sull’operatività e sulla redditività aziendale.
La FIAP ritiene, infatti, che in questo specifico caso, non vi fossero i presupposti di fatto e di diritto per il mantenimento dell’Ordinanza di fermo e che, evidentemente, la gestione dell’emergenza attuata, sia stata tale da indurre in errore gli Operatori che non possono sopportare le conseguenze di tali scelte dagli effetti totalmente dannosi, come il fermo amministrativo dei veicoli e la sospensione della patente di guida del conducente professionale. Nel momento in cui la Prefettura di Modena ha provveduto con la revoca dell’Ordinanza restrittiva per il giorno 26, le Imprese sono state indotte a pensare che anche altre Prefetture, soprattutto quelle delle immediate vicinanze – ad esempio Bologna - avessero deciso nella medesima direzione. Il territorio e la situazione atmosferica erano, praticamente, le medesime.
Fortunatamente, l’Autorità Giudiziaria pare aver compreso il problema. Con un’Ordinanza datata 20 marzo 2018, il Giudice di Pace di Bologna ha sospeso l’efficacia esecutiva di uno dei verbali elevato, ravvisandone gli estremi di legge e ordinando la restituzione dei documenti di circolazione e della patente ai “trasgressori”.
Oggi, non possiamo conoscere l’esito finale del giudizio di opposizione, ma la sospensiva del provvedimento appare un buon segno circa la ragionevolezza delle argomentazioni poste a favore dell’azienda sanzionata. Sostanzialmente, un buon inizio.
“Se qualcuno voleva un esempio di come FIAP interviene in queste situazioni, affiancando le Imprese, è stato accontentato – dichiara Silvio Faggi, Segretario Generale della Federazione. Sono situazioni, quelle meteo di emergenza per neve che, certamente, richiedono una rapida analisi degli scenari e l’assunzione di decisioni complesse, ma allo stesso tempo richiedono flessibilità, e magari maggior dialogo. Ad maiora.”
Piero Savazzi