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Corsi CQC cambiano le regole

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Carta di qualificazione del conducente Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha avviato da tempo i lavori per dettare nuove disposizioni in materia dei corsi di qualificazione iniziale e periodica per la carta di qualificazione del conducente al fine di recepire le maggiori istanze degli utenti e dei loro Enti di formazione e raccogliere, in un unico provvedimento, tutte le regole che disciplinano il conseguimento, il mantenimento ed il rinnovo della CQC stessa. Queste nuove disposizioni sono contenute nel Decreto 20 settembre 2013 che tuttavia, nonostante sia stato firmato da oltre sei mesi, non è ancora stato pubblicato sulla G.U. e quindi non è ancora operativo. I contenuti del Decreto, però, sono stati in larga parte anticipati dalla circolare della Direzione Generale per la Motorizzazione, del 3 aprile 2014 che oltre a recare le istruzioni operative delle nuove disposizioni, intende costituire una sorta di testo unico sulla CQC, abrogando le ultime 9 circolari emanate in precedenza sull’argomento. In attesa, quindi, che il DM venga emanato ed entri in vigore il quadro normativo in materia di rilascio, di rinnovo e di recupero punti sulla CQC è stato definito. Un quadro che presenta luci ed ombre. Fra le ombre vanno sicuramente annoverate le nuove, macchinose, procedure per tentare di ridurre gli abusi e le furbizie che fin qui l’hanno fatta da padrone. Inviare ogni due ore per posta elettronica o fax la pagina del registro con le firme dei presenti ci pare poca cosa rispetto al controllo che dovrebbe, a nostro avviso, investire soprattutto la qualità dell’offerta formativa. Assicurarsi che le persone siano in aula è già un passo in avanti, ma cercare di capire anche ciò che stanno facendo in aula avrebbe fatto la differenza. Visto che il controllo verrà fatto prevalentemente con questa modalità, non si comprende per quale motivo non sia stato consentito di fare corsi anche nella giornata di domenica, in precedenza esclusa proprio per le difficoltà incontrate nell’organizzare controlli efficaci da parte dei funzionari degli Uffici provinciali della motorizzazione. L’altra cosa che in questa tornata poteva essere accolta, è la proposta avanzata da Fiap di utilizzare lo schema dei crediti formativi anche per il rinnovo della CQC. Il ragionamento che abbiamo fatto è semplice: chi rinnova oggi la propria carta di qualificazione tornerà sui banchi nel 2021, vale a dire fra sette anni. Un lasso di tempo durante il quale le norme in materia di circolazione potranno anche essere stravolte. Basti pensare, a questo proposito, che sul trasporto delle merci pericolose la revisione normativa avviene ogni due anni. Ha senso attendere sette anni prima di procedere ad un nuovo ciclo obbligatorio di 35 ore di formazione? Non sarebbe più saggio prevedere corsi di sette ore all’anno per i cinque anni al termine dei quali, rinnovare automaticamente il documento? Non possiamo esimerci dal fare un’ulteriore riflessione: trentacinque ore di formazione, significa una settimana di fermo dell’attività. Siamo sicuri di poterci permettere questo lusso? Ricavare sette ore nell’arco dell’ anno, sarà senz’altro meno difficoltoso per il conducente che deve frequentare il corso e per l’azienda da cui questi dipende, che ricavarne trentacinque. Durante l’incontro tenutosi la scorsa settimana ci è stato risposto che di questa proposta se ne potrebbe tenere conto nel Decreto. Vedremo se sarà così. Una ulteriore riflessione, sempre su questa materia, ritengo che vada fatta per quanto riguarda tutti quei conducenti “ non professionali” i quali in base alle vigenti norme non hanno l’obbligo di possedere una CQC. Siamo certi che chi guida un autotreno o un autoarticolato con strisce rosse (conto proprio) o il pullman di un’orchestra, magari saltuariamente una volta alla settimana oppure ogni quindici giorni, abbia meno necessità di essere formato e aggiornato rispetto a chi sulla strada ci sta tutti i giorni? L’atteggiamento culturale con cui, in alcune occasioni, questo tema della qualificazione professionale è stato affrontato, è parso più come un rassegnato adeguamento ad una imposizione comunitaria (obbligo di revisione quinquennale), che non una opportunità per accrescere il livello delle conoscenze e della responsabilità di chi lavora sulla strada. Nella prima tornata di corsi che abbiamo fatto attraverso i nostri Enti di formazione per il rinnovo della CQC, abbiamo potuto toccare con mano quante e quali lacune ci siano nella preparazione dei conducenti destinati a guidare bestioni da 44 ton. e passa, lasciare che le cose procedano nella stessa direzione sarebbe quantomeno censurabile.
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