Il dossier Brennero non è fermo in attesa della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Al contrario, mentre resta aperto il procedimento promosso dall’Italia contro l’Austria, continuano a delinearsi le possibili strategie con cui il Tirolo potrebbe affrontare uno scenario nel quale alcune delle attuali limitazioni al traffico pesante non superassero il vaglio europeo.
L’ultimo elemento arriva dall’Austria e riguarda la revisione dell’Immissionsschutzgesetz-Luft (IG-L), ossia la legge federale sulla protezione della qualità dell’aria che costituisce anche la base normativa di alcune restrizioni applicate al traffico pesante in Tirolo.
Secondo quanto riportato il 17 settembre da ORF Tirol, il Governo federale austriaco sta lavorando alla revisione della normativa per recepire i nuovi e più severi standard europei sulla qualità dell’aria. Il percorso politico appare però tutt’altro che definito: all’interno della coalizione ÖVP-SPÖ-NEOS permangono divergenze e non sarebbe ancora iniziata la procedura formale di consultazione sul progetto di legge. Diventa pertanto incerta anche l’approvazione entro la fine dell’anno inizialmente prevista.
Una nuova base per le restrizioni?
Per il settore dell’autotrasporto la questione assume una rilevanza che va ben oltre la politica ambientale austriaca. ORF Tirol evidenzia infatti che l’attuale IG-L costituisce la base dei divieti tirolesi al traffico pesante e definisce la futura normativa come possibile “Plan B” del Tirolo, qualora la Corte di giustizia UE dovesse censurare le attuali misure. L’introduzione di valori limite più restrittivi potrebbe infatti offrire al Land nuovi presupposti per motivare interventi destinati a contenere il traffico pesante lungo l’asse del Brennero.
È un passaggio che FIAP considera necessario seguire con particolare attenzione. Non perché l’adozione di nuovi standard sulla qualità dell’aria comporti automaticamente nuove restrizioni ai camion, ma perché potrebbe modificare il quadro tecnico e giuridico sul quale eventuali future misure verrebbero costruite e motivate.
Secondo FIAP, la distinzione è importante: nuovi limiti ambientali e nuove restrizioni alla circolazione non sono la stessa cosa. Qualsiasi eventuale misura applicata al traffico delle merci dovrebbe comunque essere valutata rispetto alla sua effettiva necessità, proporzionalità, efficacia e compatibilità con il diritto dell’Unione e con la libera circolazione delle merci.
Il confronto politico è già iniziato
La revisione dell’IG-L sta producendo divergenze anche all’interno della politica austriaca.
Il Landesrat tirolese ai Trasporti René Zumtobel ha sostenuto che ritardare la riduzione dei valori limite potrebbe mettere in pericolo gli attuali divieti notturni e settoriali. Sul fronte opposto, esponenti dell’area economica dell’ÖVP chiedono invece di conoscere preventivamente gli effetti della nuova disciplina sul sistema industriale e produttivo. Anche NEOS ha indicato la necessità di modificare alcuni aspetti della proposta.
Il confronto, dunque, non riguarda soltanto quanto debbano essere stringenti i nuovi parametri ambientali, ma anche le conseguenze economiche e regolatorie che dalla loro applicazione potrebbero derivare.
Ed è precisamente su questo secondo livello che il tema interessa direttamente le imprese italiane del trasporto e della logistica.
Non tutte le misure sul Brennero sono uguali
Gli sviluppi assumono un significato ancora maggiore se letti insieme alle conclusioni presentate il 16 luglio dall’Avvocato generale della Corte di giustizia UE nel procedimento promosso dall’Italia contro l’Austria.
Come ampiamente diffuso, secondo le conclusioni dell’Avvocato generale, il divieto notturno, il divieto settoriale per determinate merci e il divieto invernale nei fine settimana presentano profili di incompatibilità con il diritto dell’Unione. Diversa è invece la valutazione espressa sulla Blockabfertigung, il sistema di dosaggio dei camion in ingresso a Kufstein, che non è stato considerato incompatibile con il diritto UE. Le conclusioni dell’Avvocato generale non vincolano la Corte, alla quale spetta la decisione definitiva.
Questa distinzione è fondamentale.
La Blockabfertigung risponde a una metodologia di gestione dei picchi di traffico e della capacità infrastrutturale; i divieti notturni e settoriali perseguono anche finalità ambientali attraverso strumenti differenti; parallelamente continua il confronto su possibili sistemi digitali di prenotazione dei transiti, i cosiddetti slot system.
A ciascuno di questi strumenti corrispondono presupposti, effetti e questioni giuridiche differenti.
Dal “Plan B” al rischio di una successione di misure
È proprio questa evoluzione che FIAP ritiene necessario osservare. Il problema non può essere limitato alla domanda se le attuali restrizioni tirolesi sopravvivranno o meno alla decisione della Corte di giustizia.
Occorre già chiedersi quali strumenti potrebbero sostituirle, modificarle o affiancarle.
La futura normativa austriaca sulla qualità dell’aria rappresenta oggi uno degli elementi di questo scenario. A essa si aggiungono la prosecuzione della Blockabfertigung, il dibattito sullo slot system e le proposte, emerse recentemente nel confronto tirolese, di associare alla gestione digitale dei transiti anche limiti quantitativi al numero dei mezzi pesanti.
Sono strumenti profondamente differenti, ma con un denominatore comune: possono incidere sulla capacità e sulle condizioni di attraversamento di uno dei principali corridoi commerciali europei.
Per questo FIAP ribadisce che ogni futura soluzione deve essere analizzata non soltanto rispetto alle esigenze ambientali e di gestione del traffico dei territori attraversati, che rappresentano elementi reali del problema, ma anche rispetto agli effetti sulla libera circolazione delle merci, sulla competitività delle imprese, sull’efficienza delle catene logistiche e sui costi che queste ultime trasferiscono al sistema produttivo e distributivo.
Come sempre dichiarato, il Brennero non è infatti soltanto una questione di trasporto. È una questione di funzionamento del mercato interno europeo.
Il monitoraggio sull’evoluzione del procedimento davanti alla Corte di giustizia, la revisione dell’IG-L austriaco e le proposte relative alla Blockabfertigung e ai sistemi di gestione dei transiti, distinguendo tra le diverse misure e valutandone di volta in volta basi tecniche, proporzionalità ed effetti operativi ed economici, continua.
a cura di Piero Savazzi - Coordinatore dei rapporti con l'Europa - FIAP
Fonte: ORF Tirol, “Polituneinigkeit bremst neues Luftgesetz”, 17 settembre 2026.
https://tirol.orf.at/stories/3371463/