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APPALTI: conosci il tuo fornitore.

| Pubblicato in Organi di Informazione
Logistica APPALTI conosci il tuo fornitore Alessandro Peron

Articolo a cura di Gaia Fiertler tratto dalla Rivista Logistica – Maggio 2025

Cruscotto informativo, requisiti chiari nel CCNL nella selezione dei fornitori, piattaforma di filiera, regole base da seguire in un contratto di appalto e “reverse charge”, applicato alla logistica, sono misure e iniziative che vanno nella direzione di qualificare la filiera per uno sviluppo sano e sostenibile dell’intero comparto.

In un settore ad alta intensità di manodopera, con un 1.400.000 addetti, 80 mila aziende e un fatturato di oltre 100 miliardi di euro, che rappresenta il 9 % del PIL, con catene lunghe e forte pressione sui costi, si moltiplicano gli sforzi per assicurare la trasparenza e adempienza delle aziende alle norme di legge, partendo da strumenti di trasparenza nella scelta dei fornitori. L’obiettivo è quello di far crescere una filiera sempre più strategica in modo equo e sostenibile, con la libertà d’impresa ma anche regole chiare e condivise, limitando le zone d’ombra su fisco, contribuzione e diritto del lavoro.

«Nel rinnovo del CCNL siamo intervenuti su una maggiore presa di posizione circa gli appalti per una qualificazione della filiera, contrastando in modo netto attività a rischio di illegalità, con l’inserimento di una lista completa di requisiti nella scelta degli appaltatori e maggiore chiarezza sui cambi appalto», commenta Alessandro Peron, segretario generale FIAP. Allo scopo di una maggiore qualificazione degli erogatori dei servizi, il CCNL conferma il divieto del subappalto nelle organizzazioni associate e incoraggia la stipula di contratti solo con aziende aderenti al contratto stesso. Come novità, introduce ulteriori requisiti in capo ai fornitori, tra cui certificazione antimafia, modello 231/2001 o adozione di un valido modello di organizzazione, documentazione su regolarità contributiva (Durc), fiscale (Durf) e in materia di sicurezza del lavoro.

Questi requisiti erano già presenti nel “Cruscotto informativo per la gestione dei contratti di appalto nella logistica”, promosso e presentato da Assologistica sin dal 2023 e condiviso da molte rappresentanze nell’interesse delle aziende regolari. L’intenzione è infatti quella di creare dei database sempre aggiornati di operatori/fornitori adempienti alle normative, con l’incrocio di informazioni provenienti da tutte le istituzioni coinvolte (Agenzia delle entrate, Inps, Inail, Ministero degli Interni, CCIAA, Cerved, Cribis, Centri per l’impiego). Non solo Durf e Durc, analisi dei bilanci e capitalizzazione minima, ma anche assenza di frequente cambio di ragione sociale e soci, durata media dei contratti, struttura dirigenziale (visibilità dei soci e su deleghe e poteri) e presenza di un organismo di vigilanza.

Protocollo per la legalità della Prefettura di Milano
Con un impianto diverso, basato sull’autocertificazione, lo scorso luglio è stato siglato un Protocollo d’intesa per la legalità dei contratti di appalto nella logistica della Lombardia, regione in cui risiedono 30 mila aziende di logistica sulle 80 mila complessive del Paese. L’accordo è stato siglato dalla Prefettura di Milano insieme con la Regione, il Tribunale di Milano, la Direzione distrettuale antimafia e il Politecnico, insieme con le principali associazioni dei datori di lavoro del comparto, le organizzazioni sindacali confederali e l’ispettorato di Area metropolitana. Il protocollo prevede la costruzione di una piattaforma tecnologica digitale di tracciabilità (detta “Piattaforma di filiera”), su base volontaria, per garantire trasparenza sulla conformità normativa lungo l’intera filiera, ridurre i rischi legati a pratiche irregolari e garantire, al contempo, ai lavoratori condizioni e trattamenti conformi al rinnovato CCNL della Logistica. Si prevede una premialità (con misure di incentivazione di fonte regionale) per le imprese lombarde che vi aderiranno, compatibili con strumenti già operativi come il rating di legalità promosso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

Come gestire la manodopera in modo trasparente
Per dimostrare la correttezza e la trasparenza della gestione della manodopera in appalto, Gi BPO, la società di outsourcing di Gi Group Holding per la logistica, con un migliaio di addetti e circa 25 clienti, ha messo a punto una serie di procedure sulla base dell’esperienza e del Codice Civile che regola il contratto di appalto. Procedure che segue in prima persona come fornitore di servizi in appalto e che suggerisce di valutare nelle verifiche sull’esecuzione del contratto, che il committente è titolato a effettuare. «Il rigore gestionale ed esecutivo è necessario per assolvere alle attività richieste in un appalto genuino, che non mascheri somministrazione di manodopera con detrazione di IVA non ammissibile ai sensi di legge», spiega Ugo Lemorini, Managing Director Gi BPO Italia.

In estrema sintesi, la legge sull’appalto (fornitura di servizi conto terzi) prevede che la manodopera sia organizzata e gestita dall’appaltatore, senza interferenze né commistione con il personale del committente (appaltante) e che i mezzi di produzione siano anch’essi di proprietà del fornitore del servizio con il suo relativo rischio d’impresa (e non semplice intermediazione di manodopera). Per il primo punto, ossia dimostrare la presenza di un organigramma chiaro e una precisa attribuzione di ruoli e responsabilità nei flussi logistici (il cosiddetto SOP – Standard Operating Process), Gi BPO suggerisce l’affissione in magazzino e la sottoscrizione di presa visione – e formazione relativa – di una matrice di comunicazione con le regole di comportamento e le attività di ciascuna funzione. Quindi in magazzino dev’essere sempre presente il “preposto” (se i turni sono tre, tre preposti, come da contratto), che fa da interlocutore con eventuali comunicazioni da parte del personale della committenza quando si sia in‑house presso il cliente. Un’altra raccomandazione è di tenere ben distinti e separati anche gli spazi dove si svolgono le distinte attività dei due o più datori di lavoro. In pratica, se il picking è in appalto in quel sito, il picking lo svolge solo l’appaltatore e le sue attività devono essere chiaramente separate dalle altre, o addirittura previste in un altro magazzino.

Quanto al secondo punto, quello delle proprietà dei mezzi di produzione, che comprendono anche i software gestionali, quando questi appartengano alla committenza si possono stringere dei contratti di locazione, ossia di noleggio di strumenti e di licenza di sistemi informatici. «Ovviamente anche in questo caso non si deve creare promiscuità e segmentare gli accessi al sistema. Come ratio generale, i nostri consulenti raccomandano di allegare al contratto tutti gli attestati di genuinità, dalla matrice di comunicazione alla regolazione dell’utilizzo di sistemi e attrezzature. Inoltre, la committenza è titolata a fare controlli (Smart audit), senza entrare nella sfera dell’autonomia imprenditoriale del prestatore d’opera, ma per verificare gli aspetti retributivi e contributivi, il CCNL di riferimento, prevedendo anche controlli a campione dei cedolini», precisa il manager.

Il Rating TCR Global (Transport Compliance Rating)
Il Rating TCR Global (Transport Compliance Rating) è un modello di valutazione richiesto dalla committenza nella selezione dei fornitori (www.tcr-global.org). All’Osservatorio TCR aderiscono una ventina di grandi aziende della produzione, da Barilla a Ferrero, da Sant’Anna a Latteria Soresina, e della GDO, in particolare Conad, Coop e Iper, nonché le associazioni di categoria dei trasporti e logistica FIAP e ANITA e GS1 Italia. «Il carattere di volontarietà è la forza di questo sistema di valutazione, perché per lavorare con queste imprese produttive e della distribuzione si devono fornire tutta una serie di requisiti che attestano e dimostrano la legalità e correttezza delle attività del fornitore e quindi si crea una selezione “naturale” di fornitori, in direzione di un alveo di aziende sane cui attingere», spiega Alessandro Peron di FIAP.

Tra i requisiti richiesti: struttura e organizzazione, sicurezza del prodotto e dei luoghi di lavoro, reputazione, sicurezza stradale, sviluppo sostenibile e rispetto ambientale, utilizzo di tecnologie e sistemi informatici, gestione dei rischi e business continuity.

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