I ministri dei trasporti di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Norvegia e Svezia si sono riuniti a Parigi il 31 gennaio scorso – per l’Italia ha partecipato la sen. Simona Vicari sottosegretaria al ministero dei Trasporti – con l’obiettivo ambizioso di arrivare ad una vera e propria “Alleanza per l’Autotrasporto” in grado di delineare e supportare una comune strategia per, come viene espressamente indicato nel documento finale, “ lottare contro il dumping sociale e promuovere una concorrenza leale”.
Il documento finale indica ben 8 azioni concrete sulle quali i nove firmatari si impegnano ad agire in sintonia:
Azione 1: Applicare le norme che garantiscono il diritto dell’autotrasportatore ad avere un equilibrio tra lavoro e vita privata (in pratica rispetto delle norme in materia di guida e di riposo di cui al Reg. 561/2006);
Azione 2: Rafforzare le misure in materia di veicoli commerciali leggeri coinvolti nel trasporto internazionale di merci;
Azione 3: Facilitare l’utilizzo della lettera di vettura elettronica (e-CMR) incoraggiando l’adesione al protocollo aggiuntivo alla Convezione delle Nazioni Unite sul Contratto Internazionale di Merci su Strada (CMR)(19 maggio 1956) verso il riconoscimento dell’e-CMR;
Azione 4: scambiarsi i dati importanti degli organismi di controllo nazionale alfine di trarre vantaggio dal feedback e dai controlli migliori sugli obiettivi;
Azione 5: condividere iniziative innovative che si concentrino sui sistemi di valutazione e di controllo del cabotaggio e che garantiscano un trasporto di alta qualità per le imprese modello;
Azione 6: rafforzare lo scambio delle pratiche di controllo nazionali nella lotta contro la frode attraverso gli attuali organismi multilaterali;
Azione 7: sviluppare gli scambi transnazionali per una migliore applicazione delle norme vigenti nell’autotrasporto, in particolare per indagare sui processi complessi coinvolti nella frode riguardo alla creazione di norme per “le imprese fittizie” e per la frode sul tachigrafo;
Azione 8: difendere una posizione comune all’interno degli organismi del Forum sul Trasporto Internazionale (FIT-ECMT) per garantire la sostenibilità del sistema che assicura una evoluzione controllata del mercato.
Su ciascuna azione, poi, vengono indicate quali sono nello specifico gli interventi che i firmatari si ripromettono di assumere in maniera coordinata.
Che dire? Abbiamo letto i commenti, perlopiù positivi, che in questi giorni in tanti hanno fatto.
Anche a noi sembra una buona base di partenza che per essere efficace, però, a nostro modesto parere necessita innanzitutto di un sistema di controlli pianificato, mirato, sistematico, efficace.
Torniamo, piaccia oppure no, sempre alla nota dolente dei controlli, soprattutto quelli che andrebbero fatti con maggior frequenza ed intensità, ovviamente, nei confronti dei vettori esteri.
Non è sufficiente un documento, per quanto importante e positivo firmato da ben nove ministri dei trasporti per fermare quella fiumana di autoarticolati che scorrazza per l’Europa, troppo spesso in barba alle più elementari regole.
Occorre qualcuno che vada in strada, li fermi, e se stanno facendo cabotaggio illegale o dumping sociale, e – questa la novità del documento - renda noto anche ai Paesi partnerche nei confronti di quella impresa è stato preso un determinato provvedimento sanzionatorio.
Detto molto meno prosaicamente l’idea di fondo del documento che è stato sottoscritto, è quella di fare terra bruciata attorno ai furbetti. Per quanto riguarda il nostro Paese faremo di tutto perché questa opportunità non venga sprecata.
Il testo integrale del documento è disponibile in lingua italiana, per chi desidera prenderne visione, accedendo nella sezione riservata del portale.
Per accedere ai contenuti completi di questo articolo accedi all'area riservata