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Accordo Amazon – Poste Italiane: le regole devono valere per tutti

| Pubblicato in News
silvio faggi In questi giorni si fa un gran parlare dell’accordo fra Amazon e Poste Italiane per la consegna dei pacchi nelle ore serali e nei giorni festivi. La notizia ha portato un certo scompiglio nel mondo dei corrieri e in tanti ci chiedono se tutto questo è conforme alle norme. Intanto occorre precisare che, almeno dalle scarne notizie di stampa sull'argomento, si tratta a tutti gli effetti di un servizio di trasporto di cose per conto di terzi,reso da un soggetto semi-privato – le Poste Italiane che nasce per occuparsi di un pubblico servizio qual è la consegna della corrispondenza - ad un altro soggetto privato – Amazon. Un accordo che, in quanto tale, ricade nella disciplina legislativa e normativa che regolamenta l’autotrasporto di cose per conto di terzi. Questo significa che Poste Italiane, sempre che non lo abbia già fatto, dovrà iscriversi all'Albo Nazionale degli Autotrasportatori e osservare tutte le disposizioni che regolamentano questo servizio né più né meno di qualsiasi altra azienda privata che trasporta merce per conto di terzi. Se così non fosse è evidente che si verrebbe a determinare una concorrenza sleale da parte di un soggetto monopolista incaricato di un servizio pubblico nei confronti delle aziende private che operano nel settore. Le regole ci sono e devono valere per tutti o per nessuno: “tertium non datur”. Altra questione spinosa che potrebbe venire a galla a seguito dell’accordo di cui alla premessa riguarda l’uso dei veicoli destinati a questo servizio di trasporto di cose per conto di terzi. Se si tratta di autovetture occorre che le stesse siano immatricolate come autocarro e che la destinazione d’uso sia  il trasporto di cose per conto di terzi poiché in caso contrario si prospetta la violazione dell’art. 26 della Legge 298/74 (trasporto abusivo)  con tutto ciò che ne consegue. Se invece, come qualcuno teme, si ipotizza di assegnare le consegne ai portalettere muniti di motociclo forse è il caso di sottolineare che il Codice della Strada vieta tassativamente il trasporto di cose sui motocicli della categoria internazionale L4e (veicoli a 2 ruote) in quanto gli stessi sono destinati esclusivamente al trasporto di massimo 2 persone compreso il conducente e non è neppure lontanamente ipotizzabile che si possa derogare ad una norma di sicurezza di questo tipo. Ciò detto appare del tutto scontato che vigileremo sulla corretta applicazione delle norme e che denunceremo all’autorità pubblica qualsiasi abuso dovesse essere perpetrato. Silvio Faggi – Segretario Generale FIAP
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