Dal 1° luglio 2026 una parte del Mobility Package I entrerà davvero nella vita quotidiana di migliaia di imprese europee che lavorano con furgoni e LCV: i veicoli tra 2,5 e 3,5 tonnellate impegnati in trasporto internazionale di merci o cabotaggio per conto terzi verranno trattati – di fatto – come i veicoli sopra le 3,5 tonnellate.
A chi si applicano le nuove regole
Il nuovo quadro normativo riguarda:
- LCV con massa massima autorizzata superiore a 2,5 t e fino a 3,5 t
- impiegati in trasporto internazionale di merci o in cabotaggio per conto terzi all’interno dell’UE;
- veicoli immatricolati nell’UE, ma anche conducenti non UE impiegati da imprese stabilite nell’Unione.
Restano quindi fuori, in linea di principio, il puro traffico nazionale interno e le attività non in conto terzi.
Già dal 21 maggio 2022, per queste imprese è scattato l’obbligo di licenza comunitaria e di rispetto delle regole sull’accesso alla professione (idoneità finanziaria, onorabilità, stabilimento – vedere nota FIAP Trasporti Internazionali e veicoli con massa superiore a 2,5 e fino a 3,5 tonnellate dell’11 agosto 2021.
Di seguito, un inquadramento schematico delle regole principali riguardanti il prossimo regime LCV impiegati sulle tratte internazionali
1) Tachigrafo intelligente G2V2 obbligatorio
Il cambio più visibile è l’obbligo di installare il tachigrafo intelligente di seconda generazione (G2V2):
- dal 1° luglio 2026 tutti gli LCV >2,5 t utilizzati in trasporto internazionale o cabotaggio dovranno essere equipaggiati con smart tachograph 2;
- i dati registrati serviranno per controllare tempi di guida, pause, riposi, attraversamenti di frontiera, operazioni di carico/scarico e cabotaggio.
È l’ultima fase della timeline fissata dal Mobility Package per la migrazione a G2V2: dopo i veicoli pesanti, ora tocca ai furgoni, spesso già allestiti con cuccette o usati su tratte lunghe dove, di fatto, operano come “camion camuffati”.
2) Estensione delle regole su tempi di guida e riposo
Con l’ingresso nel campo del tachigrafo, gli LCV rientrano anche nell’ambito del Regolamento (CE) n. 561/2006 sui tempi di guida e di riposo:
- limiti massimi alle ore di guida giornaliere e settimanali,
- pause minime obbligatorie,
- riposi giornalieri e settimanali da rispettare,
- obbligo di poter documentare – tramite tachigrafo – attività degli ultimi 28 giorni.
Per molti operatori LCV sarà un cambio culturale prima ancora che tecnologico: dove oggi prevale spesso una gestione “a foglio Excel”, da luglio 2026 scatterà un regime di full compliance sociale molto simile a quello degli autocarri pesanti.
3) Distacco dei conducenti e concorrenza leale
Le nuove regole si innestano anche sulla disciplina del cosiddetto "posting of drivers", la “lex specialis” del distacco nel trasporto su strada (Direttiva (UE) 2020/1057).
Per gli LCV in operazioni di cabotaggio o in parte dei trasporti internazionali si tradurrà in:
- obblighi di dichiarazione di distacco tramite il portale europeo,
- applicazione di minimi salariali e condizioni di lavoro del Paese ospitante,
- maggiori poteri di controllo alle autorità nazionali.
L’obiettivo politico dichiarato da Commissione e Stati membri è chiaro: contrastare fenomeni di dumping sociale e concorrenza distorta, dove flotte di furgoni operano stabilmente all’estero con costi lavoro e regole molto più blandi rispetto ai veicoli pesanti.
4) Perché questa riforma: sicurezza, lavoro, mercato
La logica del Mobility Package, nella sua “fase LCV”, è tripla:
- Sicurezza stradale
Ridurre il rischio di incidenti legati a affaticamento, turni eccessivi e assenza di controllo oggettivo sui tempi di guida. - Tutela dei conducenti
Allineare le condizioni di lavoro dei driver LCV a quelle dei colleghi sui veicoli pesanti, evitando segmenti “paralleli” del mercato dove i diritti sono più deboli. - Level playing field
Riequilibrare la concorrenza tra imprese che utilizzano camion >3,5 t e quelle che, per aggirare vincoli e costi, hanno spinto sul ricorso massiccio a furgoni, spesso dotati di allestimenti per dormire a bordo.
5) Il ruolo dell’ELA: “Light vehicles. Big changes”
La European Labour Authority (ELA) ha lanciato una campagna dedicata, “Light vehicles. Big changes”, per preparare imprese, conducenti e autorità alla scadenza del 1° luglio 2026.
Sono previsti:
- webinar e materiali informativi multilingue,
- strumenti online per spiegare le nuove regole,
- supporto agli ispettorati nazionali per un’applicazione più uniforme in tutta l’UE.
6) Cosa significa, concretamente, per le imprese italiane
Per chi utilizza veicoli leggeri LCV in traffici internazionali o cabotaggio, il messaggio è semplice: non è più tempo di rinviare.
Nel 2025–inizio 2026 sarà necessario:
- pianificare l’installazione/retrofit dei tachigrafi G2V2 sui mezzi interessati;
- aggiornare politiche interne, turnazioni e pianificazione delle consegne in funzione dei tempi di guida e riposo;
- formare conducenti e personale amministrativo su gestione delle carte tachigrafiche, lettura dei dati, gestione delle infrazioni;
- verificare processi e documentazione per il distacco dei conducenti nei Paesi UE più interessanti per il business.
Per il mondo dell’autotrasporto italiano la scadenza del 1° luglio 2026 non è solo un adempimento tecnico: è l’ingresso definitivo degli LCV nel perimetro “pieno” del diritto sociale europeo dei trasporti. Chi si farà trovare pronto potrà giocare la partita su un campo più equilibrato; chi resterà indietro rischia, invece, sanzioni, fermi e perdita di competitività.
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ATTENZIONE - Si informa, infine, che l'ELA - European Labour Authority ha in programma a breve termine un webinar dedicato alla comprensione delle norme applicabili a partire dal 1° luglio 2026. Ulteriori informazioni al riguardo verranno diffuse non appena disponibili.
Link diretto al sito web realizzato da ELA - European Labour Authority, dedicata all'iniziativa "Light vehicles - Big Changes"