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Il disponente del traffico

Senza una regia la merce non parte, come gli aerei non partono senza il via libera della torre di controllo. A dirigere i flussi è l’ufficio traffico, dove lavorano persone multitasking, con nervi saldi e alte capacità di problem solving

| Pubblicato in Organi di Informazione
Il disponente del traffico

Articolo a cura di Gaia Fiertler tratto dalla Rivista Logistica – Giugno 2025

Consegne soggette alle pressioni dell’e-commerce, con tempistiche sempre più strette, oltre al rifornimento regolare per l’Industria, il Retail, la GDO. Ma chi c’è al lavoro dietro le quinte, a coordinare e supportare, in tempo reale, chi consegna le merci? Nelle aziende più grandi e strutturate con specializzazioni varie, l’Ufficio Traffico, ovvero la sala regia dei trasporti, brulica dei cosiddetti “disponenti del traffico”, gli addetti alla pianificazione e gestione del traffico. Nelle aziende più piccole ne basterà uno solo a gestire l’intera flotta con i suoi autisti, ma è una figura necessaria in tutte le organizzazioni di trasporto.

La definizione “disponente del traffico” entra nel CCNL

L’addetto al traffico è una figura operativa e organizzativa molto richiesta dalle aziende di trasporto e spedizioni, che si contendono i candidati con più esperienza e con alcune attitudini necessarie: gestione dello stress, problem solving, comunicazione efficace. Ormai è sempre più diffusa l’espressione “disponente del traffico”, che è stata introdotta per la prima volta nel nuovo CCNL Logistica e Trasporti in vigore da gennaio 2025, come impiegato di terzo livello super o, all’aumentare dell’autonomia decisionale, come secondo livello (“gestore dei trasporti”). In sostanza, l’addetto alla pianificazione del traffico deve avere competenze tecniche, come conoscere la geografia e le normative sulla sicurezza e sul personale. Deve saper coordinare viaggi e trasporti, tenendo conto della disponibilità dei mezzi e del personale viaggiante, anche in base all’alternanza tra tempi di lavoro e tempi di riposo (registrati dal cronotachigrafo) e, al tempo stesso, deve soddisfare le esigenze e gli accordi con i clienti. Ma non è finita qui: servono capacità gestionali e relazionali che, per lo più, fanno parte del bagaglio delle abilità personali e delle acquisizioni sul campo, attraverso il “learning by doing” (imparare facendo).

Una figura operativa a tutto tondo

Ormai alle figure professionali della logistica si richiede di tenere insieme, in gran velocità, più esigenze e anelli della Supply Chain, con capacità trasversali, a tutto tondo, oltre che con competenze tecniche. Questo vale anche per il disponente del traffico, di cui tra l’altro si legge, nelle frequenti richieste di lavoro su Internet, che abbia “capacità organizzative, di gestione del tempo e di multiple priorità contemporaneamente”.

«La figura c’è sempre stata, ma le competenze, sia tecniche sia relazionali, stanno evolvendo. Queste sono correlate all’accelerazione subita dalle consegne, con le nuove abitudini di acquisto e l’esplosione dell’e-commerce, che richiede ai trasportatori tempi sempre più stretti. A sua volta, cresce la richiesta del mercato di disponenti del traffico, coloro che, insieme agli autisti, fanno davvero accadere le cose. Un buon disponente del traffico deve essere disponibile anche al turno di notte, deve usare più registri comunicativi, adattando tono, linguaggio e, a volte, lingua agli autisti di culture e nazionalità diverse, ma anche ai responsabili interni e ai referenti del cliente. Chi organizza consegne e spedizioni deve avere capacità analitica e saper usare i tool digitali più avanzati, nelle organizzazioni che già li usano e deve avere un forte autocontrollo per risolvere gli inconvenienti giornalieri in modo efficace e non dispendioso per l’azienda, nel rispetto di regole e sicurezza», spiega Simona Lasalvia, Country Head Operation and Sales Logistics Adecco Italia.

Formazione: ancora poco strutturata

Nonostante la complessità delle attività a carico dell’addetto al traffico, non esiste una formazione specifica per questa figura. Alcuni aspetti, come la pianificazione, il coordinamento e le normative sui trasporti, tra cui quelli pericolosi, vengono affrontati negli ITS Academy, che formano più in generale operatori logistici. Non si trovano però specializzazioni né per le competenze tecniche, né per le cosiddette “soft skill”, quelle gestionali e relazionali così preziose per questa funzione.

«In effetti oggi, in altri settori, si insegnano e si allenano anche le cosiddette “soft skill”, ma è una esigenza che viene espressa ancora poco dalle aziende di trasporto. Eppure, il disponente del traffico è una figura cruciale tanto quanto gli autisti, perché ne regola le tratte, le consegne e gestisce gli imprevisti. È l’unico vero referente per i conducenti dei veicoli, che non hanno autonomia decisionale. Il suo obiettivo è conciliare nel modo più efficiente ed efficace esigenze di velocità di consegna, nel rispetto della sicurezza, e la situazione reale sul campo: traffico, incidenti, viabilità modificata, tratte difficoltose. È una figura di ascolto e di risoluzione di problemi», racconta Francesco Ballarin, responsabile ESG e digitalizzazione di FIAP, Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali, nonché docente in corsi relativi a tematiche che vanno dalla sostenibilità, all’utilizzo delle tecnologie digitali, all’utilizzo del cronotachigrafo.

Oltre a formare gli autisti all’utilizzo del cronotachigrafo, come richiesto dalla normativa con un corso di 8 ore, FIAP offre in modo specifico ai disponenti del traffico una formazione di 4 ore sulla medesima normativa per saper gestire al meglio i tempi di lavoro e i tempi di riposo della flotta. In questo modo può interagire con il personale viaggiante nel modo più opportuno.

Strumenti gestionali e digitali: verso il futuro

FIAP offre, tra gli altri, corsi per un utilizzo avanzato di Excel e corsi introduttivi sulle tecnologie digitali, compresa la cybersecurity. Spesso l’erogazione dei percorsi di formazione viene facilitata dall’utilizzo di finanziamenti specifici, tra cui il bando del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) e il Bando di Ebilog, l’ente bilaterale nazionale per la logistica.

«Il passo successivo a un buon impiego di Excel, su cui diamo ancora molto supporto alle aziende perché a volte è uno strumento fondamentale nelle realtà più piccole, è un software gestionale, il “Transport management system” (TMS). Il tool gestionale è certamente presente nelle aziende più strutturate, su cui in genere una formazione introduttiva viene gestita direttamente dal provider tecnologico», aggiunge Ballarin.

Certo avere tutte le informazioni riunite e ripetibili sulla stessa piattaforma aiuta la gestione aziendale, riduce gli errori di inserimento manuale e favorisce la pianificazione. Quando poi si adotteranno Intelligenza artificiale e machine learning, il sistema verrà alimentato in tempo reale dai comportamenti sul campo, aiutando con previsioni e suggerimenti che terranno conto di sempre più variabili dinamiche.

«Al momento, però, i disponenti del traffico devono fare i conti con l’operatività quotidiana fatta di urgenze e cambiamenti improvvisi, rispetto a cui devono trovare soluzioni alternative, soddisfacenti sia rispetto alle esigenze dei clienti, sia rispetto al bilancio/costi aziendali. Sono competenze di continuo bilanciamento, su cui gli strumenti a disposizione sicuramente aiutano, ma che si acquisiscono molto con l’esperienza e una naturale predisposizione al problem solving», conclude Ballarin.

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