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Un fermo non solo per le accise ma per sicurezza, qualità e rispetto delle leggi

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Alcuni Organi di Informazione del settore evidenziano come la dichiarazione di “fermo dei servizi” dell’autotrasporto professionale, sia da collegare fondamentalmente alla decisione del Governo di operare un taglio alla riduzione delle accise sul gasolio. Iniziativa che, in effetti, nel corso delle ultime settimane ha subito un ridimensionamento sostanziale, passando dalla formula iniziale del  “taglio lineare” per tutti i veicoli a quella del “taglio mirato”,  applicato per i veicoli Euro 3 dal 2020, ed Euro 4 dal 2021.

“Non è così – spiega Alessandro Peron, Direttore FIAP. Ricondurre al solo tema delle accise la proclamazione del “fermo” è sostanzialmente riduttivo. Ciò che FIAP, insieme alle Associazioni aderenti a UNATRAS intendono portare all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è molto di più. Occorrono interventi che producano realmente minori criticità, più sicurezza e qualità nel lavoro delle imprese. Azioni che non possono prescindere dal rispetto, serio e controllato, delle norme, senza il quale i danni, soprattutto economici, per le imprese sono gravissimi. Mi riferisco alla necessità di ripristinare il calcolo e la pubblicazione dei costi minimi di esercizio dei veicoli, ed al rispetto della normativa sui tempi di pagamento. Due elementi a probabile incidenza zero sui costi dello Stato ma che, se sostenuti con l’introduzione dell’indeducibilità delle fatture non pagate, darebbero alle imprese una prospettiva di corretta marginalità, liquidità e tutela. Ed i pilastri normativi per questi provvedimenti già ci sono.”

“Una valutazione dell’intervento sulle accise, giustificato da fuorvianti motivazioni ambientali, non mancherà comunque – aggiunge Silvio Faggi, Segretario Nazionale della Federazione. I dati sull’impronta ambientale dell’autotrasporto stradale, presentati di recente al Forum di Conftrasporto/Confcommercio, evidenziano come i veicoli pesanti contribuiscano solo per il 4,6% sui valori dell’inquinamento nazionale totale, rispetto alla media europea del 5,9%,  contro i ben più alti valori della manifattura – 20,5%, e della produzione di energia – 35%. Ribadiremo che lo scopo della riduzione delle accise era ed è quello di contrastare la concorrenza nel mercato dei servizi, offerta da imprese estere che acquistano la materia prima gasolio ad un costo nettamente inferiore. Sarebbe stato meglio e lungimirante iniziare col facilitare il ricambio del parco veicolare con opportuni incentivi e trasferimenti di risorse per il settore, piuttosto che con una sforbiciata alle agevolazioni, dagli effetti economici, a ben vedere, contenuti. Un percorso tra l’altro già affrontato e discusso con precedenti Rappresentanti di Governo e che pareva sulla via di soluzione.”

“Questi sono i veri motivi del fermo. Il rispetto delle norme, alcune delle quali già vigenti, e la continuità del lavoro delle imprese sane del nostro settore – dice Massimo Bagnoli, Presidente FIAP.  Ringraziamo il Ministro De Micheli per la convocazione, che speriamo sia l’inizio di un dialogo ed un confronto aperto e dai contenuti realmente concreti. Dubito che vi sia la disponibilità delle Associazioni, e di FIAP per prima,  a cedere per piccole concessioni. La consapevolezza dell’impatto di una azione di fermo è grande, e non permette la sua svalutazione. È una questione di sostenibilità delle imprese e di lavoro in condizioni di legalità.”

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