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Trasporto e Ambiente. Peron – FIAP: “È un contrasto solo apparente. Giusto pensare a servizi più green, ma poi diventa una questione di costi”

Trasporto e Ambiente. Peron FIAP E un contrasto solo apparente. Giusto pensare a servizi piu green ma poi diventa una questione di costi

Sulla scia del fenomeno mediatico provocato da Greta Thumberg anche la Politica Italiana ha colto rapidamente l’opportunità di affrontare l’Emergenza Clima, proponendo uno specifico decreto legge.
Rapidità di azione ed eco mediatica che, insieme, hanno risposto al grido d’allarme lanciato dalle migliaia di giovani scesi in strada per protesta contro una “urlata e presunta” inazione della Politica verso i temi ambientali.

Nulla da eccepire, in linea di principio, anche perché aver cura dell’ecosistema è certamente importante.
Ma alle volte, la spinta provocata dagli eventi può generare disattenzioni e dimenticanze che rischiano di compromettere equilibri che bilanciano scenari complessi, costruiti nel tempo.

Il riferimento è, ovviamente al taglio della riduzione delle accise sul gasolio per l’autotrazione, inserito nel provvedimento. È quanto mai opportuno evidenziare e sottolineare – per chi ancora non lo avesse compreso - che l’agevolazione, in essere da tempo, non è una regalia da rendita di posizione, una boccata di ossigeno donata ad un settore ritenuto colpevole quasi totale dell’inquinamento dell’aria che respiriamo ogni giorno, ma nasce dalla necessità di un riequilibrio della capacità delle nostre imprese di autotrasporto di rimanere competitive rispetto alla concorrenza estera, in un mercato aperto nel quale il costo del gasolio per l’autotrazione, entro i nostri confini, ha un costo superiore fino al 30% rispetto a quello praticato in altri paesi.

Lo schieramento unitario delle Associazioni dell’Autotrasporto, contro questa scelta affrettata, dell’esecutivo di Governo, che se portata a compimento avrà un indubbio impatto forte e negativo sulle imprese e sul lavoro di migliaia di persone, sta in questi termini. Parliamo di un valore che impatta dal 27% al 30% sui costi di esercizio di una attività professionale ed importante per l’economia del Paese. Una riflessione più approfondita, in questo senso, è necessaria.

E poi, parlando di ambiente, se qualcuno pensa che gli imprenditori di questo settore non guardino alla questione specifica con attenzione e rispetto, avendo ben in mente che tutto ciò che muovono e come lo fanno, si riflette sul costo dei servizi, dei prodotti trasportati, sulla sicurezza nella circolazione stradale, della qualità del lavoro e della vita di tutti, si sbaglia e alla grande: tra tecnologie innovative legate ai carburanti, alla progressiva riduzione delle emissioni dei motori, passando dall’utilizzo di pneumatici a bassa resistenza all’avanzamento e fino alla formazione degli Eco-Autisti che operano con uno stile di guida formato e votato al contenimento dei consumi e dei costi.

Ma occorre tener sempre bene in mente che ogni cambio di tecnologia verso soluzioni più ecologiche e sostenibili, scelta senza alcun dubbio condivisibile ma che richiede tempi e metodi certamente non immediati, deve scontare una valutazione anche sullo scopo del loro utilizzo, sui costi degli allestimenti e sul prezzo finale dei servizi.

Già, il prezzo del servizio. È un elemento decisivo, determinante in tutta questa vicenda, anzi nel quasi totale ambito delle questioni che riguardano il trasporto, sia delle merci, e anche delle persone.

Un trasporto efficiente, rapido, ecologico, sostenibile, green – come piace dire a molti - ha un costo, che alla fine si riflette sulle tasche di ognuno di noi, dai prodotti posti sugli scaffali, come alimentari e farmaci, dal capo di abbigliamento. L’autotrasporto è votato a soddisfare le richieste del cliente e dei consumatori, ma non può assorbire, in solitudine, il peso del cambiamento, soprattutto dal punto di vista economico.

È legittimo e coerente pretendere che questo settore – nella sua filiera globale a partire dai produttori di veicoli -  faccia ancora di più, di quanto già fatto fino ad ora, per migliorare e pulire la propria impronta sull’ambiente, ma diviene indifferibile e indispensabile pensare che il valore di questo impegno venga adeguatamente riconosciuto.

E anche i consumatori finali, tra i quali si collocano senza alcun dubbio anche i giovani che hanno protestato a favore dell’ambiente al fianco di Greta Thumberg, e le loro famiglie dovranno purtroppo sopportare una maggior spesa.

Il tutto subito, rapidamente, garantito, “green” e gratuito, purtroppo non esiste. 

Alessandro Peron

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