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E45 e la criticità della chiusura al traffico del viadotto del "Puleto". Faggi - Segretario Generale FIAP "Un colpo mortale per l'economia dell'area. Il Ministro Toninelli ci ascolti e intervenga subito"

| Pubblicato in News
arezzo viadotto La chiusura della E45 rischia di trasformarsi in un colpo mortale per l’economia dell’intera vallata del Savio e non solo. Basterebbe prendere in esame gli interscambi del solo comparto agricolo fra l’area cesenate e l’Umbria per farsi un’idea del danno a cui le nostre imprese vanno incontro. La E45 nasce a spizzichi e bocconi, e nonostante per il suo completamento siano ancora necessari, probabilmente, alcuni decenni, da subito mostra tutta la sua fragilità. Piloni con fondazioni inadeguate, che nel corso degli anni si infossano, gallerie poco illuminate e rischiose, asfaltatura che alla prima pioggia importante si sbriciola, cantieri sempre aperti per le continue manutenzioni a cui deve essere sottoposta. Ne è riprova il fatto che attualmente ci siano decine di cantieri aperti nel tratto che da Ravenna porta al valico di Verghereto e che, gli interventi che si stanno attuando siano di totale rifacimento di interi tratti si strada e non di semplice rattoppo o asfaltatura. La Magistratura dovrebbe a nostro modesto avviso indagare chi ha costruito e poi manutenuto così male questa arteria che nel corso degli anni si è rivelata un pozzo senza fondo che inghiotte quantità esagerate di denaro pubblico. Lo sanno bene gli autotrasportatori ma anche gli automobilisti che la  percorrono abitualmente. È una strada pericolosa, insicura, priva in molti casi anche delle minime strutture di servizio come piazzole di sosta o corsia di emergenza. Sul come si è arrivati a questa situazione probabilmente è già stato detto molto ma è su due punti che FIAP ritiene vada indirizzata l’azione di tutti i soggetti che hanno potere di decidere, iniziando da Ministero dei Trasporti e da ANAS,  per ripristinare, in tempi ragionevoli, la  transitabilità e maggior restituire maggiore sicurezza a tutti gli utenti. Il primo riguarda l’interruzione della vecchia Statale 3 Tiberina nel tratto che va da Canili a Valsavignone vale a dire proprio il tratto parallelo a quello della E45 interessato dal provvedimento di sequestro della magistratura. La vecchia Statale 3 Tiberina, che ancora oggi affianca la E45 fino a Canili - strada che ben conoscono i vecchi trasportatori per le difficoltà che presentava soprattutto nel periodo invernale  -  per decenni ha svolto egregiamente  il compito che poi è stato affidato alla E45. Mi domando chi e perché nel 1988 ha deciso di chiudere proprio quel  tratto ? Da notizie di stampa di questi giorni pare addirittura che siano a suo tempo stati stanziati 2 milioni di euro per la sua riapertura ma che non se ne sia fatto nulla per questioni burocratiche di competenza. E poi, su questo aspetto, la cosa di cui si sente la necessità è che, in modo trasparente, si dichiarino e chiariscano quali siano le questioni “burocratiche di competenza”. Lo scenario delle competenze e delle responsabilità sarebbe chiaro e completo. Ora, si intervenga, e subito ! Il tratto è relativamente breve e nonostante sia abbandonato da 21 anni e sia interessato anche da una frana, può essere ripristinato in tempi ragionevoli. La seconda questione riguarda un dibattito già piuttosto animato qualche anno fa, che ha visto anche la nascita di Comitati Civici, sulla opportunità o meno di trasformare la E45 da superstrada ad autostrada e al suo prolungamento naturale da Ravenna a Mestre. Soluzione, questa, che avrebbe agevolato enormemente. Ad esempio, gli scambi commerciali tra la Romagna  e l’Est Europa. Perché non si è voluto percorrere tale soluzione ? Per quale motivo l’Ex Ministro Delrio si è opposto vigorosamente a questa soluzione che non sarebbe pesata sulle casse dello Stato, né per la realizzazione né per la manutenzione, ed avrebbe garantito standard di sicurezza decisamente più elevati degli attuali. E che avrebbe rappresentato per gli spostamenti Nord-Sud e viceversa, una alternativa credibile e adeguata alla A1 soprattutto nella tratta appenninica che spesso si trova in situazioni critiche ? Come FIAP abbiamo sostenuto, seppure con scarso successo visti i risultati, la scelta della trasformazione della E45 in autostrada. Una opzione che oggi dovrebbe essere ripresa in considerazione e approfondita alla luce delle difficoltà tecniche ed economiche che si dovranno affrontare per rendere nuovamente agibile questo asse viario. Ora ovviamente ci aspettiamo che il Ministro Toninelli ci convochi al più presto non solo per illustrarci come intendono procedere ma anche per ascoltare le proposte dell’autotrasporto su questo tema. Silvio Faggi - Segretario Generale FIAP
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