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Comodo ricevere il cibo a domicilio...ma è tutto legale?

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FIAP Comodo ricevere il cibo a domicilio...ma e tutto legale rider

Sono già le 20, e Mario è ancora in ufficio, è affamato e, dopo tanto impegno, sente anche il bisogno di...una “nota” dolce.

Niente di più facile, oggi. Con uno smartphone, accede ad una APP, sceglie il menu: un panino, un gelato…il tutto con un costo di consegna di 2,90 euro. Un click e l’APP chiede a Mario se vuole pagare in contanti o con carta di credito. Sceglie, salda il conto e poi aspetta con impazienza che arrivi il tutto. 

Nel frattempo, si accorge di aver dimenticato di consegnare ad un cliente, dall’altra parte della città, un pacco atteso urgentemente. Con la stessa APP verifica che con soli 5,90 euro qualcuno effettuerà ritiro e consegna.

In pochi minuti arriva un rider in biciletta con uno zainetto. Ritira il pacco e avvisa Mario che potrà verificare l’avvenuta consegna direttamente sulla APP e se ne va rapidamente.

Quasi contemporaneamente, un altro ragazzo, attrezzato con scooter e bauletto, consegna a Mario due sacchetti uno con il panino e l’altro con la vaschetta di gelato scelto, accompagnati dallo scontrino dei relativi negozi.

Vista la simpatia del ragazzo, Mario gli chiede come va il lavoro e lui, tutto entusiasta, spiega che, con il freddo in arrivo, ci sarà più lavoro e, nonostante tutto, potrà guadagnare di più. Si, perché lui percepisce un compenso per ogni consegna, lo scooter e lo zainetto glielo fornisce l’azienda che, naturalmente, riceve mandato dal proprietario della APP.
La stessa società che gestisce l’applicazione incassa anche una percentuale sull’ordine dei beni in consegna. 

Per fortuna – aggiunge il rider – ora, per arrotondare, potrà lavorare anche di giorno facendo le consegne per un importante e conosciuto portale di e-commerce.

È il “bello” dell’era del digitale. Tutto, o quasi, alla portata di un click. Quel che Mario non ha mai pensato di fare è di verificare se le imprese coinvolte nel giro delle consegne dei prodotti e dei servizi richiesti, svolgono il loro lavoro “regolarmente”.

Magari, con un controllo sempre tramite smartphone, avrebbe potuto rilevare che le imprese coinvolte nel ciclo di consegna, non risultano essere regolari a norma di legge, nonostante svolgano, a tutti gli effetti, una attività di trasporto di cose per conto terzi, in entrambe i casi, sia per il cibo recapitato in ufficio, sia per la consegna del pacco. 

Una disamina dello scenario descritto, fatta con “giusti” occhi, fa rilevare che:

  • il trasporto “abusivo” è sanzionato a norma di legge:
    • per chi esegue il trasporto - 26 c. 1 e art. 46 legge n. 298/1974 e con sanzioni per ogni articolo da € 2.065,00 a € 12.394,00 e fermo amministrativo per 3 mesi. Ulteriori aggravi in caso di reiterazione.
    • per chi commissiona il trasporto e per il proprietario della merce - 26 c. 2 legge n. 298/1974 con sanzione di € 2.000,00.

  • i veicoli utilizzati per i due servizi, prima una bicicletta e poi uno scooter, non possono essere adibiti all’uso di terzi per il trasporto merce:
    • 82 C.d.S. con sanzioni da € 87,00 a € 345,00 e sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi. Ulteriori aggravi in caso di reiterazione.

  • per trasportare alimenti è necessario aver svolto una analisi HACCP, con quanto ne consegue:
    • possibili sanzioni amministrative molto pesanti fino ad arrivare a sanzioni penali.

  • il trasporto del gelato dovrebbe essere effettuato a temperatura controllata (ATP):
    • possibili sanzioni amministrative molto pesanti fino ad arrivare a sanzioni penali.

  • il rider non può essere pagato alla consegna, in mancanza di una previsione contrattuale specifica;

  • i riders dovrebbero essere inquadrati nel contratto di lavoro del trasporto e della logistica come indicato nelle ultime sentenze;

  • nessun controllo sulla tipologia della merce che potrebbe portare a trasporti illeciti di qualsiasi natura.

 

Infine, è molto probabile che nello scontrino non vi sia alcuna indicazione o ricevuta relativa al costo del trasporto (... i 2,90 euro chiesti tramite APP).

Occorre domandarsi se qualsivoglia autorità abbia mai provato a verificare tutto questo “traffico”.

Ma quanto sarebbe costata la consegna se fosse stata gestita ed effettuata da una impresa di autotrasporto “regolare”, veicoli ed addetti compresi. Mario, ignorando probabilmente tutto ciò, abituato al “tutto e subito” ha acquistato beni e servizi inconsapevolmente, senza la giusta conoscenza e coscienza del sistema.

Ma le regole, indipendentemente da bisogni e desideri, dovrebbero essere valide per “tutti”, e vivere in paese nel rispetto delle regole, è una scelta che parte dal comportamento di ognuno di noi. 

Chissà cosa farà Mario la prossima volta.

 

Alessandro Peron, Direttore FIAP

 

 

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