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Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale: il convegno FIAP–CONFAPI al MIMIT

Roma, 23 luglio 2026 – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Sala degli Arazzi

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Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale il convegno FIAPCONFAPI al MIMIT

La Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ospitato il 23 luglio scorso un convegno destinato a lasciare un segno nella rappresentanza del settore logistico italiano. FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali e CONFAPI – Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata hanno portato per la prima volta il trasporto e la logistica dentro la casa delle imprese italiane, alla presenza del Ministro Sen. Adolfo Urso, con un messaggio chiaro e inequivocabile: la logistica non è un costo, è un'industria. E come tale merita un posto pieno e stabile nella politica industriale del Paese.

Il Ministro URSO: "La logistica è un fattore abilitante per la politica industriale" 

Ad aprire i lavori è stato il Ministro Sen. Adolfo Urso, che ha inquadrato l'evento nel percorso strategico avviato con il Libro Bianco Made in Italy 2030 — documento elaborato in oltre un anno di consultazioni con associazioni di imprese, sindacati, istituzioni e Parlamento, e che oggi orienta le riforme industriali italiane anche in sede europea.

Il Ministro ha ricordato i principali risultati già ottenuti su impulso italiano: la riforma del sistema ETS, il regolamento CO2 sui veicoli, il CHIPS Act 2.0, le misure di salvaguardia sull'acciaio e quelle contro l'ultra fast fashion. Ha poi anticipato i prossimi passi: un decreto imprese atteso per fine settembre e una legge di bilancio che darà "l'ultimo impulso significativo al sistema delle imprese" in questa legislatura.

Sul piano degli strumenti, Urso ha ricordato i risultati del piano Transizione 5.0: in soli 45 giorni dall'avvio della nuova versione, quasi 11.000 imprese hanno presentato piani per oltre 3,3 miliardi di euro di investimenti. Complessivamente, tra Transizione 4.0 e 5.0, sono stati erogati oltre 10 miliardi e mezzo di agevolazioni, stimolando investimenti in innovazione per almeno 30 miliardi.

Chiudendo il suo intervento con un riconoscimento diretto all'iniziativa di FIAP e CONFAPI, Urso ha sottolineato come l'evento avesse colto "l'importanza della logistica come fattore abilitante per la politica industriale, soprattutto in Italia, hub marittimo, aeroportuale ed energetico nel continente europeo". Poi, rivolgendosi alla platea: "Questa è la casa del MIMIT e questa è la vostra sala."

Roberto SCARPA, Presidente FIAP: "5.000 imprese strutturate che aspettano un posto al tavolo"

Il Presidente di FIAP Roberto Scarpa ha aperto il proprio intervento con una dichiarazione di identità precisa: "Sono qui oggi come imprenditore prima ancora che come Presidente di FIAP. Anche Cristian Camisa è un imprenditore. Le nostre associazioni hanno deciso di mettere davanti chi fa impresa ogni giorno, con i propri capitali, i propri rischi, la propria responsabilità verso i lavoratori e verso il mercato. Rappresentiamo persone concrete che costruiscono cose concrete."

L'annuncio dell'ingresso ufficiale di FIAP in CONFAPI è arrivato subito dopo, presentato non come un atto formale ma come la scelta di condividere valori comuni: "Il lavoro, il rispetto, la legalità, la concretezza nel conseguire i risultati. E perché insieme possiamo fare quello che da soli è più difficile: portare la voce delle imprese dove si prendono le decisioni."

Scarpa ha poi messo sul tavolo i numeri del settore con una sequenza costruita ad effetto progressivo. Il trasporto e la logistica valgono oltre 120 miliardi di euro di fatturato, danno lavoro a più di un milione di persone e contano oltre 90.000 imprese.

"Sono numeri che raccontano un settore enorme, eppure quasi invisibile alla politica industriale di questo Paese." Ma il dato più potente è arrivato subito dopo: di quelle 90.000 imprese, solo poco più di 5.000 superano i 15 dipendenti. "5.000 imprese strutturate, organizzate, che vogliono investire, che assumono con contratti stabili, che innovano. FIAP rappresenta e sostiene queste imprese e i loro imprenditori."

La conclusione è stata una richiesta precisa al Ministro: "Non vogliamo risorse aggiuntive, ma un posto sui tavoli per discutere di problemi, condividerli, trovare le giuste soluzioni ed essere concreti. Il trasporto e la logistica sono un'industria da 120 miliardi che abilita la competitività di tutti gli altri settori produttivi. Come tale, il suo ministero di riferimento non può essere solo il MIT. Deve essere anche il MIMIT — la casa dell'industria italiana, la casa delle imprese."

Paolo QUERCIA, Dirigente del Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: "il Libro Bianco come strumento di politica industriale" 

Paolo Quercia, Dirigente del Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha illustrato i contenuti e le priorità del Libro Bianco Made in Italy 2030, evidenziando come il documento rappresenti un cambio di paradigma nella visione della politica industriale italiana. Il Libro Bianco riconosce esplicitamente il ruolo della logistica integrata non come settore separato, ma come componente strutturale e abilitante della competitività del sistema produttivo nazionale. In questa prospettiva, trasporto e logistica non sono più una variabile esogena della politica industriale, ma un elemento interno alle strategie di filiera, di internazionalizzazione e di resilienza delle imprese italiane. Un riconoscimento che, come emerso nel corso dell’intera giornata, FIAP e CONFAPI intendono tradurre in impegni concreti e misurabili nei tavoli istituzionali dei prossimi mesi.

Carlo Alberto CARNEVALE MAFFÈ, Professor of Strategy SDA Bocconi: "La logistica è il prossimo grande dataset dell'intelligenza artificiale"

L'intervento di Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy della SDA Bocconi School of Management, è stato il più provocatorio e denso di implicazioni strategiche della giornata. Partendo da una boutade — "questo ministero non si chiama più Made in Italy, si chiama Made and Delivery, e non ancora lo sa" — Maffè ha costruito un ragionamento di grande profondità sul ruolo della logistica nell'economia digitale e nella sovranità industriale italiana.

Il punto di partenza è un dato che Maffè ha presentato con forza: "Ogni euro investito in logistica ha un moltiplicatore di produzione di 2,1. Il che vuol dire che investire in logistica amplifica la capacità di produzione di valore. Non è un costo, signori, è l'investimento più importante che può fare questo Paese."

Ma il contributo più originale è stato quello sulla dimensione digitale della logistica: "La logistica oggi è la rete più importante di produzione di real world data, cioè dei dati del mondo reale. Alimenterà l'intelligenza artificiale del futuro ed è lì che creiamo il vantaggio competitivo dell'Italia." A supporto di questa tesi, Maffè ha citato il CEO di Nvidia: "Il problema computazionale lo abbiamo risolto. Non abbiamo risolto il problema della fornitura dei dati. Tutti quelli scritti su internet li abbiamo già letti, ma non abbiamo letto quelli generati ogni giorno dai flussi logistici." La conseguenza è netta: "Se li regaliamo agli amici californiani, stiamo alimentando la loro intelligenza, non la nostra."

Su questo si innesta il tema della sovranità — in doppia accezione: operativa e digitale. Tre le richieste rivolte al governo: energia stabile e indipendente, piena applicazione del Data Act europeo per garantire alle PMI la proprietà dei dati che generano, e un approccio infrastrutturale alla logistica che superi la logica dei codici ATECO e riconosca le filiere come sistemi interconnessi.

Sul tema dell'intelligenza artificiale e del lavoro, Maffè ha chiuso con una provocazione che ha suscitato consenso in sala: "Il primo che mi dice: 'ma l'AI ruba i posti di lavoro?' Signori, sono amministratore di un'azienda di trasporti. Il mio problema non è licenziare qualcuno, è trovare qualcuno. Di autisti non ne troviamo più. Ben venga l'automazione."

Damiano FROSI, Osservatorio Contract Logistics POLIMI: "Il fatturato della logistica è passato da 71 a 120 miliardi. Non solo per i costi, ma per il valore generato"

Damiano Frosi, Direttore degli Osservatori Contract Logistics "Gino Marchet" del Politecnico di Milano, ha portato la prospettiva della ricerca con un'analisi ricca di dati e casi concreti che hanno reso plasticamente evidente il valore strategico della logistica integrata.

Il primo dato ha sorpreso la platea: alla domanda su quale sia la priorità della logistica per essere competitiva, solo il 41% delle imprese ha risposto "i costi". Il 42% ha invece indicato il livello di servizio. "La PMI italiana chiede servizio alla logistica. Questo dato cresce ulteriormente se si parla di piccole e medie imprese."

L'aneddoto del produttore di olio è diventato il momento più efficace dell'intervento: un imprenditore maniacale nel controllo della produzione — luci soffuse, temperatura fissa a 16,5 gradi, atmosfera modificata — che sul piazzale carica i pallet al sole su telonati. "Ho guardato il mio amico imprenditore e gli ho detto: stai vanificando tutto quello che fai, perché non stai presidiando la distribuzione della filiera. Sul prodotto finale il consumatore vede la tua etichetta, non quella del trasportatore."

Sul versante economico, Frosi ha illustrato la crescita del fatturato dei servizi logistici in Italia: dai 71 miliardi del 2009 ai quasi 120 miliardi di oggi. "In parte sono aumentati i costi, ma in parte perché sono aumentate le attività, dato che l'economia non è cresciuta in proporzione." Un segnale chiaro di come la logistica stia ampliando il proprio perimetro — dalla movimentazione fisica al controllo qualità, alla gestione intelligente delle scorte, alla reverse logistics, all'economia circolare.

La chiusura ha ribaltato il frame consueto sulla tecnologia: "Dobbiamo stare attenti che non si crei un gap di tecnologia e capacità tra grandi e piccole imprese. Se non accompagniamo le PMI in questo percorso, il mio amico imprenditore dell'olio rimarrà sempre ostaggio di quel trasportatore che deciderà come trasportare la sua merce negli Stati Uniti."

Andrea PAPARO, Direttore Rapporti con i Territori e le Reti Associative CONFAPI: "Il 40% delle PMI italiane non esporta. Dobbiamo andarle a prendere"

Andrea Paparo, Direttore Rapporti con i Territori e le Reti Associative di CONFAPI, ha portato la prospettiva dell'internazionalizzazione con dati precisi e un approccio pragmatico. Il 40% delle PMI italiane esporta direttamente, il 20% indirettamente tramite clienti italiani, il 40% non esporta. "In quel 40% dobbiamo andare a prendere, ad aiutare quelle aziende."

Il mercato globale impone alle imprese standard di presenza e servizio sempre più esigenti. "Un cliente americano compra un macchinario. Se si rompe, chiede: dove sei? Dove hai il magazzino? Se non hai una presenza strutturata in quel mercato, non esisti." La soluzione non è la fiera occasionale o il contatto sporadico: bisogna aprire nei paesi target ed essere presenti all'estero in modo strutturato.

Paparo ha poi ricordato le opportunità aperte dagli accordi di libero scambio — Mercosur, India, Australia — citando il mercato latinoamericano come priorità immediata: 255 milioni di persone che si stanno aprendo con un abbassamento dei dazi tra Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.

Il punto di convergenza con FIAP è emerso con chiarezza: "Dobbiamo fare questa alleanza che ci permetta di essere competitivi. Non solo sull'export, ma anche sulle importazioni. Siamo un Paese senza materie prime strategiche. Se non ci arriva la merce da lavorare in tempo, come facciamo a mandare il prodotto all'estero? Dobbiamo controllare queste filiere."

Alessandro PERON, Segretario Generale FIAP: "La logistica non è solo infrastruttura. È un'industria che ha bisogno di essere incentivata"

Il Segretario Generale di FIAP Alessandro Peron ha chiuso la tavola rotonda con un intervento che ha unito la prospettiva istituzionale a una visione imprenditoriale diretta e personale. "Io non vengo dal mondo del trasporto e della logistica, vengo dal mondo delle telecomunicazioni. Nel mondo delle tlc tutti spegniamo il telefono e andiamo in ferie. Nella logistica non possiamo pensare di chiudere mai."

Il passaggio più netto è stato quello sull'acquisto dei servizi logistici: "Quando compro la carta igienica scelgo quanti ne voglio. Quando compro la logistica vado solo al miglior prezzo. Dobbiamo cambiare questa cultura. Oggi il mio utente finale — e Amazon ce lo ha insegnato — non compra su quel portale perché costa meno, ma perché glielo consegna domani mattina."

La tesi centrale è stata quella del riposizionamento istituzionale: "Oggi delegare la logistica al solo Ministero dei Trasporti è riduttivo. Noi siamo imprese. Le imprese della logistica sono prima di tutto imprese che hanno bisogno di essere incentivate, accompagnate e devono diventare i futuri campioni nazionali della logistica perché servono alle PMI per arrivare dai loro clienti."

Peron ha poi allargato la prospettiva alla geopolitica: "Temi come ETS, il Brennero, le limitazioni alle Alpi, la riforma dei porti — non sono temi infrastrutturali, sono temi di competitività industriale. La logistica è strategia, è geopolitica, è parte integrante della strategia industriale di questo Paese."

La chiusura ha guardato alla storia con un tocco di ironia: "Nonostante l'Impero Romano ci abbia insegnato quanto era importante la logistica, noi continuiamo a dimenticarcene. Spero che il rapporto costruito oggi servirà per portare la logistica — come FIAP sta cercando di fare in ogni singolo ministero — facendo capire la sua strategicità." 

Cristian CAMISA, Presidente CONFAPI: "Oggi la logistica è entrata al MIMIT dalla porta principale"

Le conclusioni di Cristian Camisa, Presidente di CONFAPI, hanno sintetizzato con efficacia il senso dell'intera giornata: "Oggi abbiamo già raggiunto un risultato importante: abbiamo portato la logistica e i trasporti nel Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dalla porta principale, alla presenza del Ministro e nel salone più importante di questo Ministero."

Camisa ha inquadrato la partnership FIAP–CONFAPI come scelta di visione, non di convenienza: "Abbiamo messo da parte i piccoli egoismi per costruire un ideale, una strategia, una visione comune. Solo noi, come PMI industriali, possiamo valorizzare la logistica vera, fatta di operatori piccoli e medi italiani."

Il messaggio alle imprese è stato diretto: "Quando la logistica non sarà solo chi fa i trasporti, ma chi fa etichettatura, temperatura controllata, gestione avanzata della filiera, diventa a tutti gli effetti parte della manifattura delle nostre aziende. Questo ci permetterà di avere quel made in Italy che sogniamo, in cui la qualità del prodotto non sarà orientata solo al prezzo."

Chiudendo, Camisa ha lanciato un appello operativo: "Cominciamo fin da subito a lavorare sui tavoli tecnici insieme. Da oggi la logistica e i trasporti entrano a pieno titolo nel Ministero delle Imprese e del Made in Italy."

Una giornata che cambia la prospettiva

Il convegno del 23 luglio ha segnato un passaggio storico per FIAP e per l'intero settore del trasporto e della logistica italiano. Per la prima volta, le imprese di trasporto e logistica hanno parlato dalla Sala degli Arazzi del MIMIT non come categoria che chiede regolazione, ma come industria che rivendica un ruolo nella politica industriale nazionale.

I numeri sono stati messi sul tavolo con chiarezza. Le riflessioni sul valore strategico — dalla produzione di dati per l'intelligenza artificiale alla sovranità operativa sulle catene di fornitura, dalla competitività delle PMI esportatrici alla geopolitica dei corridoi logistici — hanno costruito un quadro di riferimento che supera definitivamente la visione della logistica come semplice servizio accessorio.

FIAP esce dall'evento con un mandato preciso: essere presente con continuità al MIMIT, portare la voce delle 5.000 imprese strutturate del settore ai tavoli della politica industriale, e costruire con CONFAPI i campioni nazionali della logistica italiana che il Paese attende.

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