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Brennero, il confronto si sposta sul terreno politico - dialogo europeo, slot e rischio di un accordo prima della sentenza

L’appello trasversale degli eurodeputati austriaci e l’ipotesi di un nuovo vertice aprono una fase diversa della controversia. FIAP analizza le possibili conseguenze per la libertà di circolazione, la capacità del corridoio e il futuro delle restrizioni al traffico pesante

| Pubblicato in News
Brennero analisi post sentenza e fonti V.1

Dopo le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea sul ricorso promosso dall’Italia contro l’Austria, il confronto sul Brennero sembra progressivamente spostarsi dal terreno giudiziario a quello politico. L’Avvocato generale ha proposto alla Corte di riconoscere l’incompatibilità con il diritto dell’Unione del divieto notturno, del divieto settoriale e del divieto invernale applicati ai veicoli pesanti lungo le autostrade A12 della Valle dell’Inn e A13 del Brennero. È stata invece ritenuta compatibile con il diritto europeo la Blockabfertigung, ossia il sistema di dosaggio calendarizzato dei veicoli pesanti. La decisione definitiva spetterà alla Corte. (RaiNews)

Proprio mentre la causa si avvicina alla sua fase conclusiva, in Austria si stanno sviluppando iniziative dirette a riportare il dossier nell’ambito della mediazione politica europea, rilanciando il dialogo tra gli Stati interessati, il trasferimento modale e nuovi strumenti di regolazione del traffico.

L’appello trasversale alla Commissione europea

Eurodeputati austriaci appartenenti a SPÖ, ÖVP, NEOS e Verdi hanno rivolto al commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas un appello comune sul futuro del corridoio del Brennero. L’iniziativa, promossa dall’eurodeputato socialdemocratico Andreas Schieder, chiede alla Commissione europea di contribuire alla ricerca di una soluzione giuridicamente stabile e di sostenere attivamente il dialogo tra Austria, Italia e Germania. Secondo quanto riportato da Rai Südtirol sulla base del documento messo a disposizione dell’agenzia APA, i firmatari ritengono che la politica europea dei trasporti non debba essere definita prevalentemente nelle aule giudiziarie, ma attraverso soluzioni politiche condivise. Richiamano, in particolare, un migliore coordinamento del traffico transfrontaliero, il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e l’introduzione di moderni strumenti di gestione dei flussi. (RaiNews)

L’iniziativa è politicamente significativa perché riunisce forze austriache differenti intorno alla richiesta di un maggiore intervento della Commissione. Non emerge tuttavia ancora una posizione pienamente omogenea sugli strumenti concreti da adottare.

L’ipotesi di un nuovo vertice sul Brennero

Sophia Kircher, eurodeputata dell’ÖVP e vicepresidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, ha proposto la convocazione di un vertice dedicato al corridoio del Brennero. Il confronto dovrebbe coinvolgere i ministri dei Trasporti di Austria, Italia e Germania, i rappresentanti dei territori direttamente interessati, la Commissione europea e il Coordinatore europeo del corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Secondo la proposta, il vertice dovrebbe concentrarsi soprattutto sul coordinamento delle tratte ferroviarie di accesso al Tunnel di base del Brennero, sulla disponibilità dei terminali e delle connessioni multimodali, sulla rimozione degli ostacoli infrastrutturali e sul trasferimento stabile del traffico merci dalla strada alla ferrovia. (OTS.at)

Il commissario Tzitzikostas avrebbe manifestato la propria disponibilità a partecipare all’incontro insieme al Coordinatore europeo Pat Cox. Tra i partecipanti indicati figurano anche i rappresentanti territoriali di Tirolo, Alto Adige, Trentino e Baviera. Secondo le informazioni disponibili, il ricorso italiano contro le restrizioni tirolesi dovrebbe però rimanere formalmente escluso dall’ordine dei lavori del vertice. (RaiNews)

Questa separazione formale non esclude che il confronto politico possa incidere, direttamente o indirettamente, sull’evoluzione della controversia.

Il ritorno dello slot system

Tra le ipotesi nuovamente emerse figura un sistema comune di slot o prenotazione per regolare l’accesso dei veicoli pesanti al corridoio. Lo slot system potrebbe essere presentato come uno strumento europeo di coordinamento dei flussi, capace di sostituire la successione di misure unilaterali e di migliorare la prevedibilità del traffico. La sua applicazione potrebbe tuttavia produrre, in funzione delle regole adottate, un contingentamento preventivo della capacità stradale, una limitazione quantitativa dell’accesso e vincoli difficilmente compatibili con la flessibilità necessaria al trasporto delle merci. Non è un tema nuovo. In occasione dell’apertura del cunicolo esplorativo del Tunnel di base, il commissario Tzitzikostas aveva già manifestato cautela verso misure obbligatorie, tetti quantitativi ai veicoli pesanti e sistemi di slot. Aveva inoltre sottolineato che un simile sistema richiederebbe l’accordo degli Stati coinvolti e dovrebbe rispettare il diritto dell’Unione. (RaiNews)

L’eventuale proposta dovrebbe quindi essere valutata non soltanto sulla base della sua denominazione o della sua architettura formale, ma soprattutto in relazione agli effetti concreti prodotti sulle imprese, sui conducenti, sulle catene logistiche e sulla libertà di circolazione.

Il Tirolo prepara misure alternative

Le reazioni tirolesi alle conclusioni dell’Avvocato generale confermano che un’eventuale sentenza sfavorevole all’Austria non determinerebbe necessariamente l’abbandono delle politiche di limitazione del traffico pesante. Il Governo tirolese ha ribadito che le conclusioni non costituiscono ancora la decisione della Corte e ha mantenuto una posizione combattiva. Nel dibattito regionale sono inoltre emersi possibili margini per difendere o riformulare alcune misure, anche alla luce dei nuovi limiti europei relativi alla qualità dell’aria. (RaiNews)

Le diverse posizioni politiche austriache fanno prevedere la ricerca di provvedimenti sostitutivi: maggiori controlli, nuove forme di tariffazione, sistemi automatici di gestione del traffico, slot o strumenti capaci di regolare quantitativamente l’accesso al corridoio.

Il punto centrale non è quindi soltanto verificare se i divieti attuali verranno eliminati, ma impedire che siano sostituiti da misure differenti nella forma e sostanzialmente equivalenti negli effetti. La previsione, nella sentenza, di una sanzione economica pari al danno provocato dalle limitazioni introdotte potrebbe essere un deterrente decisamente interessante

Un accordo prima della sentenza?

La crescente pressione per un dialogo trilaterale e per la convocazione di un vertice sul corridoio può essere letta anche come il tentativo di raggiungere un’intesa politica prima della pronuncia definitiva della Corte. Secondo le fonti disponibili, il contenzioso dovrebbe restare formalmente separato dal possibile vertice. Tuttavia, la richiesta di riportare la politica dei trasporti fuori dalle aule giudiziarie e di costruire rapidamente una soluzione condivisa rende legittimo interrogarsi sugli effetti che un eventuale accordo tra Italia e Austria potrebbe produrre sulla causa. (RaiNews)

Un’intesa potrebbe prevedere la modifica o il ritiro formale di alcune misure e l’introduzione di nuovi strumenti di gestione della capacità. Qualora l’Italia rinunciasse al ricorso oppure le parti comunicassero il raggiungimento di una composizione, la controversia potrebbe non concludersi con una sentenza sul merito. In tale ipotesi, le conclusioni dell’Avvocato generale non si trasformerebbero in una decisione vincolante capace di chiarire definitivamente:

  • la compatibilità dei principali divieti con il diritto dell’Unione;
  • i limiti entro i quali uno Stato può limitare unilateralmente l’accesso a un corridoio europeo;
  • il rapporto tra tutela ambientale, proporzionalità e libera circolazione;
  • la legittimità di misure sostitutive aventi effetti analoghi a quelle contestate.

 

Per l’Austria, una soluzione precedente alla sentenza potrebbe evitare una pronuncia capace di restringere stabilmente il margine di intervento nazionale e regionale. Per l’Italia, un accordo potrebbe invece essere accettabile soltanto se garantisse risultati concreti, verificabili e duraturi, almeno equivalenti a quelli ottenibili attraverso una sentenza favorevole.

L’accesso ferroviario settentrionale è ancora in fase di sviluppo

Il confronto politico si intreccia con lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie necessarie a rendere effettivo il trasferimento modale. Il Ministero federale tedesco dei Trasporti ha trasmesso al Bundestag la documentazione relativa al progetto di potenziamento e nuova costruzione della linea Monaco–Rosenheim–Kiefersfelden–confine austro-tedesco, ossia l’accesso ferroviario settentrionale al Brennero. Con la consegna della documentazione è iniziato l’esame parlamentare tedesco del progetto. Il Governo federale considera l’opera parte della realizzazione, insieme ad Austria e Italia, di un’infrastruttura ferroviaria efficiente lungo il corridoio. (Ministero dei Trasporti Tedesco)

Si tratta di uno sviluppo importante, che conferma la necessità di completare in maniera coordinata le tratte di accesso al Tunnel di base. Allo stesso tempo, l’avvio della fase parlamentare mostra che una parte significativa dell’infrastruttura necessaria non è ancora disponibile.

La capacità ferroviaria futura non può quindi essere considerata come se fosse già oggi pienamente operativa.

Capacità ferroviaria teorica e capacità realmente disponibile

Il trasferimento modale costituisce un obiettivo condivisibile soltanto quando sia fondato su infrastrutture, terminali e servizi concretamente disponibili, affidabili e competitivi.

La stessa cronaca recente ha mostrato come la continuità ferroviaria possa essere condizionata da lavori, manutenzioni e incidenti. Nell’aprile 2026, per esempio, il deragliamento di un treno merci sul versante austriaco ha comportato la sospensione temporanea della linea tra Steinach e il Brennero. (RaiNews)

Questi episodi non rappresentano una critica alla ferrovia, né mettono in discussione la necessità degli investimenti. Mostrano però che la capacità effettivamente disponibile deve essere valutata nella realtà operativa, tenendo conto delle interruzioni, delle deviazioni, della disponibilità dei terminali e della possibilità concreta di assorbire i volumi trasferiti dalla strada.

Lo sviluppo della ferrovia e del trasporto multimodale deve ampliare le alternative per le imprese, non essere utilizzato come presupposto per introdurre limitazioni stradali fondate su capacità infrastrutturali future o non ancora sufficienti.

Una prima valutazione FIAP

FIAP considera positivo il richiamo al dialogo tra Italia, Austria e Germania e il possibile coinvolgimento diretto della Commissione europea. Una gestione coordinata del corridoio è certamente preferibile alla successione di provvedimenti territoriali adottati unilateralmente. Il confronto dovrà però fondarsi su alcuni principi irrinunciabili:

  • tutela effettiva della libertà di circolazione delle merci;
  • accesso affidabile, prevedibile e non discriminatorio al corridoio;
  • proporzionalità delle misure ambientali e di gestione del traffico;
  • assenza di contingentamenti quantitativi ingiustificati;
  • valutazione preventiva degli effetti sulle imprese e sui conducenti;
  • salvaguardia della continuità delle catene logistiche e produttive;
  • corrispondenza tra eventuali obiettivi di trasferimento modale e capacità ferroviaria effettivamente disponibile;
  • garanzie contro la sostituzione delle misure contestate con provvedimenti equivalenti.

 

Particolare attenzione dovrà essere riservata alla Blockabfertigung. La sua realtà operativa non può essere assimilata a una semplice regolazione della velocità: il dosaggio programmato determina l’arresto dei veicoli, la formazione di code e conseguenze rilevanti sui tempi di guida e di riposo, sulla sicurezza, sui costi delle imprese e sui territori situati a monte del confine austriaco. La questione Brennero non riguarda quindi soltanto il trasporto stradale. Incide sulla continuità delle catene di approvvigionamento, sulla capacità delle imprese di programmare i flussi logistici e sulla competitività del sistema industriale italiano ed europeo.

Una politica europea diretta a rafforzare la base produttiva e la resilienza delle filiere non può convivere con ostacoli territoriali che rendano incerto o strutturalmente limitato l’accesso a uno dei principali corridoi del mercato interno.

Fonti consultate e utilizzate

Rai Südtirol – Tagesschau, 21 luglio 2026
Ricostruzione dell’appello comune rivolto al commissario Tzitzikostas dagli eurodeputati austriaci di SPÖ, ÖVP, NEOS e Verdi, sulla base del documento messo a disposizione dell’agenzia APA. (RaiNews)

Rai Südtirol – Tagesschau, 17 luglio 2026
Notizia sulla disponibilità del commissario Tzitzikostas a un vertice sul corridoio, sulla possibile composizione dell’incontro e sulla prevista separazione dal contenzioso giudiziario. (RaiNews)

OTS – Sophia Kircher, ÖVP, 17 luglio 2026
Comunicato sulla proposta di un vertice e sugli obiettivi relativi alle tratte ferroviarie di accesso, ai collegamenti multimodali e al trasferimento delle merci. (OTS.at)

Rai Südtirol – Tagesschau, 16 e 17 luglio 2026
Fonti sulle conclusioni dell’Avvocato generale e sulle reazioni politiche italiane e tirolesi. (RaiNews)

Ministero federale tedesco dei Trasporti, 10 luglio 2026
Comunicato sulla trasmissione al Bundestag della documentazione relativa al progetto Monaco–Rosenheim–Kiefersfelden–confine austro-tedesco. (Ministero dei Trasporti Tedesco)

Rai Südtirol – Tagesschau, 18 settembre 2025
Dichiarazioni del commissario Tzitzikostas sul trasferimento modale, sui tetti quantitativi e sul sistema di slot. (RaiNews)

Rai TGR Trento, 3 aprile 2026
Notizia sull’interruzione ferroviaria tra Steinach e il Brennero conseguente al deragliamento di un treno merci. (RaiNews)

Nota metodologica

Il testo integrale dell’appello trasversale rivolto al commissario europeo non risulta, ad oggi, pubblicamente disponibile. La sua descrizione deriva dalla ricostruzione di Rai Südtirol, che riferisce di un documento visionato dall’agenzia APA-Austria Presse Agentur. (RaiNews)

Non risulta inoltre che i promotori abbiano dichiarato espressamente di voler favorire il ritiro del ricorso italiano. La possibilità che le iniziative politiche in corso conducano a un accordo precedente alla sentenza costituisce pertanto una chiave interpretativa formulata da FIAP, basata sulla sequenza degli eventi, sulle dichiarazioni pubbliche e sui possibili effetti processuali di un’intesa tra Italia e Austria.

A cura di Piero Savazzi – Coordinatore dei rapporti con l’Europa - FIAP

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