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Brennero, il confronto sale di livello

Il dossier entra in una nuova fase tra vertici politici, pedaggi e possibili misure alternative.

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Brennero Il confronto sale di livello V.2

Le iniziative delle ultime settimane confermano che il confronto sul Brennero non si sta esaurendo con le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea. Al contrario, mentre si attende la sentenza, Austria e Tirolo sembrano muoversi su più piani: ricerca di un confronto politico al massimo livello, rapporti con la Germania, possibile coinvolgimento della Svizzera, sviluppo ferroviario, tariffazione stradale e individuazione di nuovi presupposti ambientali sui quali costruire eventuali misure future. Per FIAP, il punto da osservare non è quindi soltanto quali restrizioni potrebbero essere eliminate, ma quale nuovo equilibrio politico, normativo ed economico possa essere costruito intorno al corridoio prima e dopo la sentenza.

Dalle conclusioni dell’Avvocato generale a una nuova fase politica

FIAP ha seguito fin dall’inizio gli sviluppi successivi alle conclusioni dell’Avvocato generale nella causa promossa dall’Italia contro l’Austria. Nella prima analisi, Brennero, il giorno dopo le conclusioni dell’Avvocato generale – Le prime reazioni - pubblicata immediatamente dopo la diffusione delle conclusioni, erano state esaminate le reazioni politiche e associative e, in particolare, le conseguenze della valutazione favorevole all’Italia sui principali divieti e la diversa posizione assunta nei confronti della Blockabfertigung , ossia il dosaggio nei passaggi.

Nel successivo approfondimento - Brennero, il confronto si sposta sul terreno politico: dialogo europeo, slot e rischio di un accordo prima della sentenza , si era posto in evidenza il progressivo spostamento del confronto dal terreno giudiziario a quello politico: l’appello trasversale degli eurodeputati austriaci, l’ipotesi di un vertice europeo sul corridoio, il ritorno dello slot system e il rischio che un accordo politico precedente alla sentenza potesse incidere sull’esito complessivo della controversia.

Gli sviluppi più recenti rafforzano quella lettura, ma aggiungono elementi nuovi.

Mattle chiede un vertice tra i Capi di Governo

Il presidente del Tirolo Anton Mattle ha chiesto esplicitamente che il dossier Brennero venga affrontato in un vertice al massimo livello tra i Capi di Governo di Italia, Austria e Germania. Secondo Mattle, l’incontro dovrebbe essere preceduto da contatti preparatori a livello tecnico e successivamente ministeriale. Il presidente tirolese ha riconosciuto che, in questa fase, sembra prevalere un atteggiamento di attesa rispetto alla futura sentenza della Corte di giustizia, ma ha contemporaneamente espresso la volontà di arrivare a una soluzione politica sulla gestione del traffico di transito. Il passaggio è rilevante perché porta il tema oltre il confronto tecnico tra amministrazioni e oltre il livello dei soli ministri dei Trasporti. Il Tirolo chiede che il futuro del corridoio venga affrontato direttamente al massimo livello politico.

Stocker porta il Brennero nel confronto con Berlino

Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha già indicato il Brennero tra i temi che intende affrontare nel confronto con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Stocker ha richiamato in particolare la necessità di accelerare la realizzazione dell’accesso ferroviario settentrionale al Tunnel di base del Brennero e di individuare una soluzione europea per una migliore organizzazione del traffico ferroviario. Nello stesso contesto ha però anche riconosciuto che, qualora la futura sentenza si orientasse nella direzione indicata dall’Avvocato generale, sarebbe necessario individuare una soluzione alternativa, da costruire attraverso il coinvolgimento di più soggetti. Il confronto con Berlino deve quindi essere osservato con particolare attenzione. Non esistono elementi che consentano di affermare che Austria e Germania stiano costruendo una posizione comune sulle restrizioni al traffico pesante. Tuttavia, appare evidente il tentativo austriaco di collocare il dossier all’interno di un quadro più ampio, nel quale il rapporto bilaterale con l’Italia non costituisca l’unico luogo di confronto.

Il Brennero viene così progressivamente ricondotto a una questione di governance europea del corridoio, nella quale entrano infrastrutture ferroviarie, trasferimento modale, gestione della capacità e condizioni economiche di utilizzo degli itinerari alpini.

Il “piano B” del Tirolo comincia ad assumere contorni più definiti

Un ulteriore elemento emerge dalle dichiarazioni del presidente Mattle. Il Tirolo guarda con attenzione all’evoluzione della normativa europea sulla qualità dell’aria e, in particolare, ai nuovi valori relativi agli inquinanti atmosferici. Secondo Mattle, il quadro normativo sul quale si è sviluppato il contenzioso potrebbe quindi modificarsi. Per questa ragione, il presidente tirolese ha chiesto al Governo federale austriaco di procedere rapidamente al recepimento dei nuovi limiti nell’ordinamento nazionale, possibilmente prima della decisione della Corte. Questo passaggio viene indicato come un possibile elemento della futura strategia del Tirolo. Il punto merita particolare attenzione. Il tema non sarebbe più soltanto quello della difesa delle restrizioni esistenti, ma anche della possibilità di ricostruire nuove misure sulla base di presupposti normativi diversi. Lo stesso Mattle ha ricordato come, anche in passato, alcune misure siano state modificate e successivamente riproposte dopo precedenti interventi della Corte.

Ciò significa che l’efficacia della futura sentenza dovrà essere valutata non soltanto in relazione all’eventuale eliminazione formale dei divieti contestati, ma anche rispetto alla possibilità che misure analoghe vengano successivamente ripresentate facendo riferimento a un quadro normativo diverso.

La leva dei pedaggi entra nella strategia politica

La strategia tirolese non si limita alle basi normative. Mattle ha inoltre richiamato il problema del cosiddetto Umwegverkehr, ossia dei flussi che sceglierebbero l’itinerario del Brennero anche in presenza di percorsi alternativi, in particolare per effetto delle differenze nei costi di attraversamento. La proposta è quella di aumentare i pedaggi applicati in Germania e Italia, avvicinando maggiormente i costi del Brennero a quelli degli itinerari alpini svizzeri. Mattle ha inoltre indicato la necessità di un confronto politico ad alto livello anche con la Svizzera.

La richiesta non nasce oggi. Già nel maggio 2026 il Tirolo e i rappresentanti dei Comuni del Wipptal avevano inserito tra le proprie rivendicazioni l’aumento dei pedaggi per i veicoli pesanti nei Paesi confinanti e un avvicinamento al sistema tariffario svizzero. La novità consiste nel fatto che questa impostazione torna ora all’interno della ricerca di una soluzione politica successiva alle conclusioni dell’Avvocato generale.

Dalla limitazione amministrativa alla regolazione economica del corridoio?

Questo sviluppo apre una questione ulteriore. Finora il confronto si è concentrato soprattutto sui divieti di circolazione, sulla Blockabfertigung, sulle limitazioni quantitative e, più recentemente, sulla possibile introduzione di sistemi di slot o prenotazione. L’utilizzo dei pedaggi introduce invece un altro livello della discussione: il prezzo dell’accesso al corridoio come strumento di gestione dei flussi.

Formalmente, una politica tariffaria è diversa da un divieto o da un contingentamento. Sul piano economico, tuttavia, un forte aumento del costo di attraversamento può incidere in maniera altrettanto significativa sulle condizioni di accesso, sulla scelta degli itinerari e sulla competitività delle imprese. La questione non diventa quindi soltanto quanta capacità stradale rendere disponibile, ma anche a quali condizioni economiche quella capacità potrà essere utilizzata.

Per FIAP, questo aspetto dovrà essere valutato con particolare attenzione alla proporzionalità, alla non discriminazione e agli effetti sulle imprese di trasporto, sulle filiere produttive e sul mercato interno.

Il ruolo della Germania resta determinante

Il coinvolgimento della Germania rappresenta uno dei punti centrali del nuovo scenario. Berlino è direttamente interessata allo sviluppo dell’accesso ferroviario settentrionale al Tunnel di base e alla gestione complessiva del corridoio. Ciò non significa, tuttavia, che la Germania condivida automaticamente le posizioni austriache sulle restrizioni al traffico pesante. Il settore dell’autotrasporto tedesco, attraverso l’Associazione BGL, ha infatti mantenuto una posizione fortemente critica verso le misure tirolesi.

Dopo le conclusioni dell’Avvocato generale, BGL ha accolto positivamente le valutazioni relative ai principali divieti, ma ha contestato la posizione assunta nei confronti della Blockabfertigung, chiedendo che venga considerato il reale funzionamento del sistema di dosaggio e gli effetti prodotti sui trasportatori.

Occorre quindi distinguere tra gli interessi espressi dagli operatori tedeschi e le valutazioni strategiche che potranno essere sviluppate dal Governo federale.

Proprio per questo, il confronto tra Vienna e Berlino rappresenta un passaggio da seguire con attenzione.

Più tavoli, un unico dossier

Gli sviluppi delle ultime settimane mostrano che Austria e Tirolo stanno lavorando contemporaneamente su più livelli. Il rapporto con la Germania, il coinvolgimento della Commissione europea, la proposta di un vertice tra Capi di Governo, il possibile ricorso a nuovi parametri ambientali, la tariffazione del corridoio, il trasferimento modale e l’eventuale coinvolgimento della Svizzera sembrano essere elementi di una strategia che punta a costruire una soluzione politica più ampia rispetto al solo contenzioso Italia-Austria. Possiamo anche spingerci ad affermare che trattasi di elementi sufficienti per sostenere che questo percorso sia finalizzato a "isolare" l’Italia o ad aggirare la futura sentenza. Ciò che è possibile affermare, per certo, è che il perimetro della futura soluzione potrebbe iniziare a essere definito su tavoli differenti prima ancora dell’apertura di un confronto trilaterale complessivo. Ed è probabilmente questo uno degli elementi politicamente più rilevanti. Se alcuni principi relativi alla capacità ferroviaria, alla tariffazione, alla gestione dei flussi o ai criteri ambientali venissero preventivamente condivisi tra alcuni degli interlocutori, l’Italia potrebbe successivamente essere chiamata a confrontarsi con un quadro già parzialmente impostato. E qui, l'attenzione e la preparazione della Politica italiana al confronto sui molteplici aspetti in essere o emergenti che siano, sulla questione Brennero, si auspica sia massima. 

La valutazione FIAP

FIAP considera positivo e necessario il dialogo tra Italia, Austria, Germania, Commissione europea e territori interessati. La tutela delle popolazioni residenti lungo il corridoio e la riduzione dell’impatto ambientale del traffico costituiscono obiettivi che non possono essere disconosciuti. Ma qualsiasi soluzione deve tenere conto della natura europea del Brennero e della funzione essenziale che il corridoio svolge per la libera circolazione delle merci, per le catene produttive e per la competitività del sistema economico europeo. I prossimi sviluppi dovranno quindi essere valutati su più piani contemporaneamente:

  • quali misure potranno essere proposte in sostituzione dei divieti eventualmente dichiarati incompatibili con il diritto europeo;
  • quale ruolo potranno assumere i nuovi parametri ambientali;
  • se eventuali sistemi di slot determineranno un contingentamento quantitativo della capacità stradale;
  • se la tariffazione potrà trasformarsi in una barriera economica all’accesso al corridoio;
  • quale capacità ferroviaria sarà concretamente disponibile quando verranno richieste ulteriori riduzioni del traffico stradale;
  • quali garanzie saranno previste per impedire che misure differenti nella forma producano effetti equivalenti a quelle contestate.

 

Il passaggio dalle restrizioni unilaterali a una soluzione condivisa potrebbe rappresentare un’evoluzione positiva, ma soltanto se garantisse un accesso affidabile, proporzionato e non discriminatorio al corridoio. Il trasferimento modale deve essere realizzato attraverso infrastrutture disponibili, capacità ferroviaria effettiva e servizi competitivi. Non può essere anticipato mediante la compressione amministrativa o economica della capacità stradale.

Allo stesso modo, l’evoluzione delle regole ambientali non dovrebbe diventare semplicemente il presupposto per ricostruire, su nuove basi normative, misure capaci di produrre gli stessi effetti delle restrizioni oggetto del giudizio europeo.

Il dossier Brennero, quindi, non sembra avviarsi verso una conclusione. Sta entrando in una fase diversa, nella quale l’esito giudiziario e la costruzione della futura soluzione politica potrebbero procedere parallelamente. Per FIAP sarà necessario seguire entrambe.

a cura di Piero Savazzi - Coordinatore dei rapporti con l'Europa - FIAP

Fonti

APA / Dolomitenstadt, 12 agosto 2026 – Intervista al presidente del Tirolo Anton Mattle: proposta di vertice tra i Capi di Governo di Italia, Austria e Germania, nuovi limiti sulla qualità dell’aria, aumento dei pedaggi in Germania e Italia e possibile coinvolgimento della Svizzera - Mattle drängt auf Pensionsreform und Transitgipfel

ORF Tirol, 23 luglio 2026 – Dichiarazioni del cancelliere Christian Stocker sul confronto con la Germania, sulla necessità di una soluzione alternativa e sulla prospettiva di un vertice sul corridoio - Transit: Stocker setzt auf Gespräche

Land Tirol, 26 maggio 2026 – Documento delle amministrazioni del Wipptal sul traffico di transito e sulle richieste relative a pedaggi e restrizioni - Wipptaler Bürgermeister und LH Mattle präsentieren Transit-Forderungspapier

BGL, 16 luglio 2026 – Posizione dell’associazione tedesca dopo le conclusioni dell’Avvocato generale e critica alla valutazione della Blockabfertigung - Brennertransit-Klage: Rückenwind aus Luxemburg für Italiens EuGH-Klage gegen Österreich

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