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Sui tempi di pagamento e sui costi di esercizio il Governo si nasconde

Le riflessioni della FIAP, mentre nascono i primi focolai di protesta delle Imprese

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La situazione generatasi dall'iniziativa intrapresa da alcune associazioni territoriali dell’area genovese, e le osservazioni sullo scenario svolte a mezzo stampa da un Alto Rappresentante della Confederazione della quale FIAP è fondatrice e aderente, la Conftrasporto, ci inducono a svolgere alcune riflessioni sulla situazione, aperte e sincere, su scenari e specifici argomenti che sono stati oggetto di confronto al tavolo di organismi associativi di sintesi i cui componenti hanno lavorato partendo da posizioni affini, o assolutamente differenti.

Senza ulteriori indugi, relativamente alla “questione genovese”, la Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali, come la Confederazione, ha attivato una verifica dell’operato ed un confronto con il proprio “riferimento territoriale”, avendo ben presente il complesso dei rapporti associativi, delle relazioni istituzionali e delle attività sindacali già in corso tra le Rappresentanze centrali, e con le istituzioni. Non deve stupire, tuttavia, se un focolaio di protesta più intenso sia divampato in un nodo strategico per il nostro Paese, da tempo sottoposto a pressioni notevoli per effetto di una sommatoria di eventi e cause, a partire dal crollo del viadotto sul Polcevera, alla crisi ed alle molteplici criticità connesse alla viabilità, alla caduta del volume dei servizi connessa al COVID-19, agli unilaterali posticipi nei pagamenti imposti dalla committenza, al pagamento di pedaggi autostradali in cambio di un “non” servizio e quant’altro. Giusto, quindi, non sottostimare l’iniziativa, sotto ogni punto di vista e qualsiasi sia l’evoluzione e l’esito, tenuto conto che su alcuni dei principali temi oggetto di interesse per le Imprese, come i tempi di pagamento ed i riferimenti economici per il calcolo dei costi di esercizio delle imprese - non dei soli veicoli – le soluzioni promesse da tempo dal Governo, non si palesano con la giusta evidenza.

Chi non conosce la posizione della Federazione su questi due pilastri dell’azione di rappresentanza delle Imprese, alzi la mano. La FIAP non pretende di avere ragione per forza rispetto alle proposte di altri e di maggioranze ai tavoli, ma nella coerenza del proprio modo di ragionare ed agire, esprime le proprie idee ed opinioni apertamente.

Sulla questione dei tempi di pagamento riferirsi alla passata esperienza vissuta sulla stessa tematica, negli ultimi mesi del 1994 e per buona parte nel 1995 - che ha visto il fallimento per l’Autotrasporto dell’adozione della cosiddetta “fattura in sospeso” (vedere articolo 6 – comma 5 del D.P.R. 633/72), fatto che successivamente ha dato vita alla “trimestralizzazione” dell’IVA,  per testimoniare la forza e la validità di propri pensieri, rispetto alle nostre valutazioni, è senz’altro una azione corretta e coerente. In questo senso, potrebbe essere utile ripescare dai cassetti della memoria il ricordo che quella esperienza non trovò terreno adatto per “sopraggiunte difficoltà” createsi nella gestione contabile delle imprese (committenti). Poi, il processo al tempo in vigore per l’ approvazione dei decreti-legge, parliamo di circa 30 anni orsono – per capire meglio, emanazione ed entrata in vigore immediata di un decreto-legge e successiva decadenza per mancata conversione in legge –  di certo aiutò nella scelta di un nuovo percorso. Ma siamo nel 2020, in un momento dove la tecnologia nella gestione delle informazioni ha raggiunto risultati più che egregi; dove la fatturazione elettronica è una realtà – e l’informazione “data di pagamento” della fattura sarebbe anche utilizzabile e disponibile;  un momento dove molti si fanno grandi nel parlare anche di blockchain nella logistica e nel trasporto, ma si stenta o ci si dimentica di parlare di CMR Elettronico, la cui adozione potrebbe semplificare e sburocratizzare la gestione delle imprese. E non appare così fuori luogo nemmeno parlare anche di pagamento delle imposte – dirette o indirette – sugli effettivi ricavi, e non sulla base di soli titoli o documenti emessi, sui quali esse gravano, cercando una strada per evitare che l’impresa di Autotrasporto le paghi comunque, senza aver incassato il prezzo del proprio servizio, per debolezza contrattuale intrinseca, e che un altro soggetto, invece, utilizzi gli stessi titoli, non onorati, ai fini della deduzione dai propri costi, con ciò che consegue. Un meccanismo, riconducibile tra l'altro ad una regola comunitaria, che eventualmente legato al rispetto dei tempi di pagamento sanciti da una legge può, ad esempio, generare una sinergia con chi “esige” il pagamento delle imposte, che diviene soggetto fortemente interessato al perfezionamento del pagamento del servizio. Magari in 60 giorni. Così facendo cesserebbe l’uso delle Imprese di Autotrasporto come banca. Un effetto deterrente concreto, senza mediazioni. Effetto similare lo si otterrebbe con l’indeducibilità delle fatture, azione però più mirata al committente diretto, senza sinergie indotte e gli stessi effetti contabili estesi.

Sulla questione abbiamo appreso “a voce”, e compreso, che la volontà della Politica, quella al Governo, sarebbe di percorrere la strada dell’intervento di una Autorità, secondo un percorso simile a quello adottato nell’ambito dei prodotti agricoli o agroalimentari. Una soluzione “scritta” in un provvedimento che dovrebbe essere inserito nell’ambito del Decreto Legge Semplificazioni, di prossima emanazione. Abbiamo chiesto di consultare la bozza stampata, della soluzione, visto il ruolo di rappresentanza istituzionale, ma non ci è stato concesso.

Trattasi, in pratica, dell’ l’A.G.C.M., l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Scelta che, a grandi linee, osservando l’esistente in campo agro-alimentare ex articolo 62 del D.L. 24 gennaio 2012 convertito con Legge 17/2012 , presupporrebbe l’adozione di un regolamento da parte dell’Autority, della necessità di una “comunicazione”, o denuncia, quasi parlante da parte del danneggiato (es.: la compilazione di un formulario con i riferimenti dei soggetti coinvolti), e l’attivazione arbitraria di un procedimento amministrativo. È sufficiente consultare il sito dell’A.G.C.M. per comprenderne l’iter ed il funzionamento per il comparto sopra indicato, e ricavare informazioni sui soggetti per i quali ha funzionato.

Questa sarebbe la soluzione Politica: è il sempreverde meccanismo della denuncia circostanziata di un danneggiato, che si espone, a prescindere dagli effetti, chiamiamoli, collaterali. Percorso, a quanto pare, avvallato anche da alcune associazioni. Nessun automatismo, quindi.

È la storia che ci permette di affermare che, laddove si attivi un meccanismo di denuncia diretta per l’attivazione di un processo su questioni economiche che riguardano pagamenti, che vedono come attore un soggetto debole contrattualmente, non succede nulla ed è inutile. Sarebbe per FIAP un vero piacere essere smentita, ma quanto tempo dovrà passare per avere contezza che quanto attivato produca un risultato, positivo o negativo che sia. Le Imprese attendono una soluzione ora, ancora di più a seguito degli effetti negativi della pandemia. Comunque sia su questo argomento la FIAP non cesserà di volgere il proprio sguardo verso una direzione diversa, ad esprimersi in materia senza temere critiche ed errori.

E che dire dei costi di riferimento per l’esercizio dell’attività di autotrasporto. Anche in questo caso il Governo si nasconde e riferisce di non poter assolvere all’impegno della loro pubblicazione perché non ha a disposizione tutti gli elementi necessari, leggasi dati richiesti ai Costruttori e all’ANIA. Questo alla scorsa settimana. Speriamo che il difetto si sani al più presto.

Su questo argomento ciò che la FIAP non desidera che si verifichi e che i “valori” che deriveranno dalla analisi non determinino uno scenario indesiderato e irreale. Soprattutto che si confonda il concetto di “prezzo del servizio” di trasporto, che comprende, per la verità, i costi indiretti dell’impresa, con il “costo di esercizio del veicolo”. Può apparire ovvia e al contempo strana questa affermazione ma, a ben vedere, guardando al recente parere – guarda caso - dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, datato 26 febbraio 2020, interpellata a proposito dal MIT, lo schema metodologico proposto per il calcolo individua quattro ambiti di costo riferibili praticamente al solo veicolo.

L’attenzione, anche in questo caso, deve quindi essere totale. Sull’argomento, ci permettiamo di suggerire, a chiunque desideri informarsi ampliando i propri orizzonti,  una consultazione del metodo adottato in Spagna nell’ambito dell’attività implementata dall’Observatorio de mercado del transporte de mercancias por carretera, organismo che pubblica l’aggiornamento dei valori con una cadenza efficace, soprattutto per le Imprese che hanno volante e ruote. Ci risulta sia disponibile un aggiornamento al mese di marzo 2020, con schemi, formule e modelli di calcolo e rappresentazione dei dati, adatti per finalità “didattiche”, fuel surcharge compresa, sia che si verifichi un aumento ovvero una diminuzione del costo della materia prima gasolio.

Ci sarebbero anche altri aspetti e argomenti che meriterebbero di essere affrontati con un opportuno livello di approfondimento e scambio di idee, aperto e libero, come la questione dell’azzeramento dei 60 giorni di attesa per l’utilizzo della riduzione delle accise, per alcuni definita inefficace, a discapito della possibilità delle imprese di utilizzarli senza attese...che pesano, comunque e sempre, sul portafogli dello stesso soggetto. Non mancheremo di farlo ma, per ora, concentriamo la nostra attenzione sui due pilatri sopra trattati perché importanti, strategici e decisivifermiamoci con gli aggettivi che è meglio - e sui quali manca da tempo una soluzione. Probabilmente proprio perché tali e per molti.

Ci uniamo, quindi, senza se e senza ma, al consiglio trasmesso a mezzo stampa alla Titolare del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dall’autorevole Rappresentante e penna della Confederazione, con l’auspicio che si risolvano al più presto le due croniche criticità per l’Autotrasporto, soprattutto per favorire le Imprese, che sono le vere interessate, e con soluzioni davvero utili, che non permettano a nessuno di dire, fra qualche tempo “abbiamo messo a disposizione delle imprese anche questo strumento, ma non hanno colto l’opportunità”.

FIAP - Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali

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