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Governo che abbaia … ma non morde

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Edoardo Rixi 2

Potrebbe essere questo il commento, sintetico ma eloquente, che la FIAP esterna successivamente all’incontro svoltosi a Roma il 2 aprile, tra le Associazioni ed il Vice Capo di Gabinetto del MIT, Dr.ssa Di Matteo.

Ricordiamo tutti quando, poche ore dopo il disastroso fatto del crollo del Viadotto Polcevera a Genova, il Ministro Toninelli ed il Governo minacciavano la revoca delle concessioni autostradali. E quanto i toni si fossero fatti ancora più forti all’uscita dei dati sugli utili del concessionario.

Da subito, Massimo Bagnoli, Presidente FIAP, aveva dichiarato apertamente ed in più occasioni l’apprezzamento per la posizione del Governo, e quanto fosse opportuno avviare una analisi sulle motivazioni e sulla correttezza degli aumenti dei pedaggi. Soprattutto in considerazione del fatto che l’Autotrasporto, contribuendo per più del 50% al fatturato dei concessionari, è il primo cliente e come tale meriterebbe un trattamento differenziato.  Invece, così non è, e le Imprese di Autotrasporto hanno pagato e continuano a pagare valori di peso rilevante.

A questo punto è opportuno fermarsi e chiedersi da dove provengono, oggi, i cosiddetti “sconti sui pedaggi” autostradali, usufruiti dalle imprese di trasporto professionale, italiane ed estere, e che fanno parte delle agevolazioni concesse e discusse nell’incontro al Ministero. Questi arrivano dallo Stato, dalle tasche di tutti i cittadini.

Pur apprezzando il lavoro di dialogo e mediazione svolto negli ultimi mesi dal Vice Ministro Rixi, che ha testimoniato una proattività unica verso il settore, e nonostante le restrizioni della Legge di bilancio, il risultato ottenuto con il rifinanziamento dei fondi strutturali riservati al settore, pari a  240 mln € per il triennio 2019/2021 (*), la FIAP ritiene che un po' più di coraggio da parte dello stesso Governo, sarebbe stato utile, per cambiare le regole del gioco.

La Federazione esprime, infatti ed in verità, il proprio giudizio critico rispetto all’esito della ripartizione dei fondi. Una delusione legata soprattutto al fatto che si è scelta la strada di continuare a destinare buona parte dei fondi riservati al settore,  per una riduzione dei pedaggi che, per le ragioni sopra evidenziate, la categoria potrebbe, anzi dovrebbe giustamente chiedere al concessionario. Una delusione alimentata dal fatto che si prosegue con la politica della distribuzione a pioggia di tali provvidenze, senza l’applicazione, ad esempio, di modelli premiali rivolti ad aziende virtuose. Una scelta che ha penalizzato, sostanzialmente, quella parte dei fondi per l’autotrasporto che da sempre proiettano i propri effetti sulla professionalità e la competitività delle imprese, ossia la formazione – ridotti a 5 mln rispetto al valore doppio riservato nel triennio precedente - e gli investimenti. Questi ultimi, ad esempio, rivolti al ricambio generazionale dei veicoli che ogni giorno percorrono le strade.

Oggi le imprese devono misurarsi e competere in un contesto Europeo non solo rispetto ad una Concorrenza sempre più strutturata, bensì confrontandosi con una Committenza che richiede servizi di qualità e maggiori livelli di affidabilità. Il messaggio che si trasmette adottando certe scelte appare tutt’altro che positivo per un autotrasporto che ha bisogno di crescere per competere seriamente. Sono, forse, stati salvaguardati gli interessi di alcuni, senza pensare veramente al futuro del nostro settore.

C’è bisogno discontinuità con il passato per andare oltre e raggiungere nuovi obiettivi, e la FIAP è ancora fiduciosa nell’operato di un Governo, che proprio del termine “discontinuità” ha fatto la propria bandiera, verso un settore che conta circa 50 miliardi di fatturato e oltre 320.000 addetti, vitale per il nostro Paese, e che opera un contesto in continuo e veloce cambiamento.

 

(*) Questa la ripartizione dei fondi strutturali valida per il triennio 2019-2021:

  • Riduzione compensata dei pedaggi autostradali – 140 mln €
  • Spese non documentate per le trasferte degli artigiani – 70 mln €
  • Investimenti - 25 mln €
  • Formazione – 5 mln €

  Nel corso dell’incontro è stata data, inoltre, indicazione che, presumibilmente:

  • all’interno del Fondo per le infrastrutture, una quota (indicata in 100 mln €, da ripartire su più esercizi) verrà riservata all’autotrasporto per favorire il ricambio veicolare;
  • per le spese non documentate saranno aggiunti ulteriori 20 mln di euro(in modo tale da garantire gli importi dello scorso anno), grazie ad una norma che sarà inserita in uno dei provvedimenti legislativi di prossima emanazione.
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