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COVID 19 – Privacy ed effettuazione test sierologici sul posto di lavoro

Una nota del Garante risponde a quesiti sull'effettuazione di esami diagnostici sui dipendenti disposti dal datore di lavoro

| Pubblicato in News
Medico Competente 20200519 11 1

Il datore di lavoro può effettuare direttamente test sierologici per il COVID-19 ai propri dipendenti ? 

Quali aspetti bisogna considerare nel promuovere screening sierologici nei confronti di lavoratori appartenenti a categorie a rischio come, ad esempio, gli operatori sanitari e le forze dell’ordine ?

A queste domande, poste in relazione alla questione COVID-19, in uno scenario di ripartenza complessiva delle attività e di necessità dell’adozione dei Protocolli Anti-contagio in ambito aziendale, il Garante per la Privacy ha risposto con specifiche, precisazioni e chiarimenti, resi noti nell’ambito delle cosiddette F.A.Q. – Frequent Answers and Questions (risposte a domande frequenti) pubblicate sul proprio sito web – www.garanteprivacy.it

L’Authority, sulla materia, ha specificato che nell’ambito del sistema di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro o di protocolli di sicurezza anti-contagio, il datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici unicamente su indicazione del Medico Competente o da altro professionista sanitario, in base alle norme relative all'emergenza epidemiologica. Sono queste le figure che, infatti, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, possono stabilire la necessità di particolari esami clinici e biologici, e suggerire l’adozione di mezzi diagnostici, quando siano ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, tenuto conto anche della loro affidabilità e appropriatezza.

Inoltre, ha precisato che le informazioni relative alla diagnosi o all’anamnesi familiare del lavoratore non possono essere trattate dal datore di lavoro (ad esempio, mediante la consultazione dei referti o degli esiti degli esami). Il datore di lavoro deve, invece, trattare i dati relativi al giudizio di idoneità del lavoratore alla mansione svolta e alle eventuali prescrizioni o limitazioni che il Medico Competente può stabilire. Le visite e gli accertamenti, anche ai fini della valutazione della riammissione al lavoro del dipendente, devono essere posti in essere dal Medico Competente o da altro personale sanitario, e, comunque, nel rispetto delle disposizioni generali che vietano al datore di lavoro di disporre direttamente l’effettuazione degli esami diagnostici sui dipendenti.

Infine, ha chiarito che la partecipazione agli screening sierologici promossi dai Dipartimenti di prevenzione regionali nei confronti di particolari categorie di lavoratori a rischio di contagio, come operatori sanitari e forze dell’ordine, può avvenire solo su base volontaria. I risultati possono essere utilizzati dalla struttura sanitaria che ha effettuato il test per finalità di diagnosi e cura dell’interessato e per disporre le misure di contenimento epidemiologico previste dalla normativa d’urgenza in vigore (es. isolamento domiciliare).

Link diretto al chiarimento -  Covid-19, test sierologici sul posto di lavoro

(fonte Garante per la Protezione dei Dati Personali)

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